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Picerno, Greco: "Esonero De Luca scelta ponderata. Per il futuro decideremo con calma"

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 11:04Serie C
autore Luca Bargellini
22.10.2026 11:04Serie C
Il dg del Picerno spiega l'esonero di De Luca, la scelta di Di Deo, le difficoltà del girone C e le sue perplessità sull'utilizzo dell'FVS in Serie C
Il momento del Picerno è delicato e la società ha deciso di intervenire dopo una serie di risultati negativi, culminati nell'esonero di Claudio De Luca e nell'affidamento momentaneo della guida tecnica a Guido Di Deo, già allenatore in seconda. Il direttore generale Vincenzo Greco, intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, ha spiegato le ragioni della scelta, chiarendo i perché alla base della scelta fatta. Direttore, il Picerno arriva da un momento complicato, con tre sconfitte consecutive, e ha deciso di cambiare allenatore, affidando la squadra a Guido Di Deo, già vice di Claudio De Luca. Quali sono state le motivazioni della scelta? E si tratta di una soluzione temporanea o definitiva? "Più che alle tre sconfitte consecutive, guarderei ai risultati delle ultime sette gare. Si tratta di un dato molto negativo, sia per le prestazioni sia per i risultati ottenuti. A questo dobbiamo aggiungere il numero elevato di gol subiti: al momento siamo una delle difese più battute del campionato di Serie C. Sono dati preoccupanti che ci hanno portato a esonerare mister Claudio De Luca. A lui vanno comunque i miei ringraziamenti per quanto fatto nella passata stagione e nella prima parte di questo campionato. Come molti allenatori che si affacciano al calcio professionistico, anche se De Luca allena da tanti anni, prevalentemente nei dilettanti, può avere bisogno di un ulteriore percorso di crescita per migliorare e maturare esperienza. Mi dispiace averlo esonerato. Non sono un direttore abituato a cambiare allenatori: negli otto anni trascorsi a Picerno mi è capitato soltanto due volte, e in entrambe le occasioni la decisione ha riguardato De Luca. L'anno scorso avevo qualche rimorso per quella scelta, perché avevamo rivoluzionato la rosa, avevamo alcune defezioni in difesa e mancavano ancora elementi per completare l'organico. Quest'anno, invece, non ho rimpianti. Abbiamo confermato il gruppo che aveva concluso il campionato precedente e lo abbiamo ulteriormente rinforzato. Il mister conosceva bene la squadra e aveva tutti gli strumenti per proseguire il lavoro che ci aveva portato alla salvezza. Abbiamo quindi deciso di intervenire. Nell'attesa di individuare l'eventuale nuovo allenatore, non potevamo lasciare la squadra senza una guida e abbiamo affidato temporaneamente la conduzione tecnica a Guido Di Deo, che lavora con noi da due anni ed è stato il vice di De Luca in questa stagione". All'orizzonte c'è la Salernitana, una delle squadre più attrezzate del Girone C, che sta vivendo a sua volta un momento complicato, anche sul piano ambientale. È più difficile affrontare una formazione di questo livello o una squadra che arriva da un periodo di risultati positivi? "Affrontare la Salernitana è sempre complicato. Parliamo di una grande squadra, di una società con un passato glorioso, che ha disputato anche importanti campionati di Serie A, e di una tifoseria tra le più numerose e appassionate d'Italia. La rosa è stata costruita per vincere il campionato. È vero che anche loro stanno attraversando alcune difficoltà, tra contestazioni, malumori e tensioni legate al gioco espresso e ai risultati ottenuti finora. Questa è una partita che si prepara da sola. Noi siamo una delle squadre più piccole e giovani del girone e affrontiamo quella che, almeno sulla carta, è una delle formazioni più forti del campionato. Dal punto di vista delle motivazioni, quindi, non dovrebbero esserci problemi. Personalmente preferisco affrontare una squadra di questo livello piuttosto che una formazione che lotta con noi per la salvezza. Sono partite difficili, ma rappresentano anche un'occasione per misurare le proprie capacità". Dopo dieci giornate di campionato, 16 squadre su 60 in Serie C hanno cambiato allenatore. Si viaggia a una media di circa un esonero e mezzo a giornata: perché questo strumento viene utilizzato così frequentemente? "Il dato diventa preoccupante quando lo si rapporta al numero delle squadre partecipanti, anche se parliamo di un campionato con 60 società. Non conosco le motivazioni che hanno portato ogni singolo club a cambiare allenatore, ma mi rendo conto che in Serie C si cerca spesso di dare un'opportunità a tecnici giovani, magari alla prima o alla seconda esperienza in un campionato così importante e complicato. Mi riferisco anche al nostro caso, a quello di Espinal alla Casertana e di Belmonte alla Folgore Caratese. Sono allenatori che non avevano una grande esperienza in questo tipo di competizione. Quando, però, le cose non funzionano come previsto in estate, si cerca subito di correre ai ripari, affidandosi a un tecnico più esperto che possa offrire maggiori garanzie nella gestione della squadra durante il campionato. È un elemento che può contribuire a spiegare il numero elevato di esoneri. Poi ci sono società che parlano di progetto, programmazione e progettualità, ma quando non arrivano i risultati, soprattutto nelle piazze più importanti, le pressioni della tifoseria, della stampa e della proprietà possono portare rapidamente a cambiare guida tecnica". Passando ai tre gironi, molti osservatori ritengono che quest'anno il raggruppamento B sia quello qualitativamente più competitivo. Il Girone C ha perso il primato che sembrava avere negli ultimi anni? "Condivido l'idea che quest'anno il Girone B si sia avvicinato al livello del Girone C. Al suo interno ci sono tre squadre retrocesse dalla Serie B e questo ha certamente innalzato il livello della competizione. Credo, però, che il Girone C rimanga il più difficile. Oltre al Bari, retrocesso dalla categoria superiore, ci sono realtà come Catania, Salernitana e Cosenza, società che possono investire molto per costruire rose in grado di puntare alla vittoria del campionato o, quantomeno, alla qualificazione ai playoff. Il livello è molto alto anche dal punto di vista delle energie nervose. In questo girone affrontiamo frequentemente squadre con tifoserie importanti e ogni partita diventa complicata da gestire. Domenica scorsa, a Barletta, abbiamo giocato davanti a quasi cinquemila spettatori: situazioni che non si verificano necessariamente con la stessa frequenza negli altri raggruppamenti. Bisogna considerare anche questo aspetto, perché nel corso della stagione le energie mentali diventano determinanti. Il Girone C rimane inoltre quello in cui le società investono maggiormente dal punto di vista economico. È un campionato equilibrato, come dimostrano i risultati: si può vincere contro chiunque, ma si può anche perdere contro chiunque. Al momento non vedo una squadra in grado di dominare e vincere il campionato senza difficoltà, così come non c'è una vera cenerentola destinata all'ultimo posto. Anche il Crotone, dopo aver azzerato la penalizzazione, sta ottenendo risultati importanti, come la vittoria conquistata sul campo del Bari. È un ulteriore segnale dell'equilibrio che caratterizza questa stagione". Il presidente della Folgore Caratese, Michele Criscitiello, attraverso i nostri microfoni, ha espresso forti perplessità sull'utilizzo dell'FVS, arrivando a sostenere che preferirebbe un eventuale errore arbitrale piuttosto che attendere diversi minuti per una decisione. Qual è la sua posizione? "Ho ascoltato attentamente l'intervista del presidente Criscitiello e posso assicurarle che condivido le sue parole. Non soltanto per quanto riguarda la tecnologia FVS, ma anche rispetto alle strutture, agli investimenti necessari per migliorare la Serie C e alla gestione delle società. Apprezzo molto gli sforzi compiuti in questi anni dalla presidenza della Lega Pro, con Matteo Marani e tutto il suo gruppo di lavoro, per dare maggiore importanza al campionato. I risultati di questo impegno si vedono. Sull'FVS, però, esprimo anch'io le mie perplessità, soprattutto per la qualità delle immagini a disposizione. Sappiamo che in Serie C non tutti i campi consentono alle telecamere di riprendere le azioni di gioco in maniera ottimale. Di conseguenza, possono nascere dubbi che la tecnologia non riesce a risolvere. L'esempio più recente che mi viene in mente è il gol annullato a Cicerelli durante Potenza-Catania. Ero presente allo stadio e le immagini non hanno consentito all'arbitro di valutare con chiarezza se la posizione del giocatore fosse o meno irregolare. In situazioni del genere ci si rende conto dei limiti dello strumento. D'altra parte, cerchiamo giustamente di velocizzare il gioco, applicando i cinque secondi nelle rimesse laterali e da fondo campo e prestando attenzione ai tempi di intervento dei sanitari. Poi, però, rischiamo di perdere cinque, sei o sette minuti per valutare un episodio dubbio, senza riuscire necessariamente a recuperare quel tempo. Sono quindi d'accordo con Criscitiello: preferirei accettare l'eventualità di un errore arbitrale e destinare le risorse impiegate per l'FVS ad altri interventi che ritengo più utili per il nostro campionato e per le nostre società". Chiudiamo con un'ultima domanda sulla panchina del Picerno. Se facciamo i nomi di Cudini e Capuano, cosa ci può dire? "Sono due allenatori che stimo molto. Quando una società esonera un tecnico, è normale che i giornalisti associno alla panchina i nomi degli allenatori disponibili sul mercato. Noi, però, abbiamo una progettualità che cerchiamo di portare avanti da anni. Individuiamo i calciatori e gli allenatori che riteniamo funzionali al nostro progetto tecnico. In questo momento stiamo valutando altre idee e ci stiamo confrontando con tecnici disposti a sposare il nostro percorso, non soltanto a ricevere un incarico. Il nostro progetto prevede anche la formazione e la crescita dei giovani calciatori, un aspetto al quale teniamo particolarmente. Non abbiamo fretta di scegliere il prossimo allenatore. Affronteremo la partita con la Salernitana con Guido Di Deo in panchina e poi, nei prossimi giorni, valuteremo con calma e lucidità l'eventuale nuovo tecnico, con l'auspicio che possa guidare la squadra fino alla fine del campionato".

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