Petrone: "Spezia la più forte tra le capoliste, è la favoritissima"
Giacomo Principato
Intervista ai microfoni di TuttoC.com per Mario Petrone, tecnico, ex tra le altre di Ascoli, Lumezzane, Catania, Pisa e non solo, a commentare le ultime novità nel mondo Serie C tra panchine e risultati.
Mister, proprio nell'ultimo weekend è arrivato anche l'esonero di Andrea Bonatti dalla Dolomiti Bellunesi, dopo la sconfitta contro il Treviso. È l'ennesimo cambio in panchina di questo inizio stagione. Secondo lei, le società stanno perdendo la pazienza troppo velocemente oppure, in determinate situazioni, l'esonero diventa inevitabile?
"L'ennesimo cambio in panchina non è per me una novità. Non è una novità perché, lo ripeto già da qualche anno, la notizia è più chi subentra all'esonerato che l'esonerato in sé stesso. Lo dico da allenatore. Prendiamo atto, ovviamente, delle decisioni che prendono le società. Però, non vivendo la quotidianità e il percorso all'interno di una squadra di calcio, si fa fatica a giudicare e a valutare il perché ci sia stato un esonero in una squadra piuttosto che in un'altra. Sono decisioni che spettano prettamente ai dirigenti, al presidente, al direttore sportivo, al direttore generale o a chiunque abbia queste responsabilità. Quindi, questa domanda, nello specifico, bisognerebbe rivolgerla più ai dirigenti che a un allenatore. Un allenatore, fino all'ultimo minuto, cerca sempre di fare il proprio lavoro e di portarlo a termine nel migliore dei modi. Poi il calcio, purtroppo, è fatto di risultati. Spesso le decisioni vengono prese sulla base di un momento negativo di una squadra. Ci sono, però, tante altre scelte che vengono fatte magari per mancanza di esperienza o per problematiche gestionali. Il calcio, per noi allenatori, e io lo faccio da 25-26 anni, è un mondo che va visto a 360 gradi, tenendo presente la necessità di gestire tutte le componenti che strutturano una società di calcio".
Secondo lei, nel calcio di oggi, si concede sempre meno tempo agli allenatori per dimostrare il proprio valore?
"Io credo che l'incisività che può avere un allenatore, in generale, su una squadra di calcio ricopra un ruolo importante e fondamentale. Bisogna vedere gli obiettivi che si sono prefissati le varie società. Ci sono obiettivi, ovviamente, di alta classifica, ma anche obiettivi di salvezza e, magari, di valorizzazione dei giovani e dei talenti che comunque, insomma, in Lega Pro ci sono. Quindi, ecco, sono scelte che devono essere valutate considerando diversi aspetti. Ripeto, i dirigenti hanno un quadro preciso della situazione delle varie squadre che, in questo momento, hanno cambiato allenatore. Di conseguenza, bisogna valutare tante cose. Non è soltanto una questione, secondo me, di risultati".
Analizzando i tre gironi di Serie C, quale dei tre le sembra attualmente il più equilibrato e competitivo?
"Analizzando i tre gironi, diciamo che, se si guarda la classifica, più o meno si equivalgono. Anche perché bisogna vedere poi i punti che lasciano le ultime squadre. I tre gironi sono abbastanza equilibrati sotto questo aspetto. Ci sono delle squadre che, sinceramente, mi hanno fatto un'ottima impressione e che, secondo me, hanno un organico per poter arrivare fino in fondo. Già adesso, osservando come sono messe in classifica, credo che lo Spezia sia la squadra che abbia qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Avendola vista giocare anche la settimana scorsa a Ravenna, confermo quella che era un po' l'idea che ci eravamo fatti all'inizio della stagione. Per quanto riguarda invece gli altri gironi, la vittoria del Brescia è stata molto importante per accorciare le distanze dal Cittadella, soprattutto considerando lo scontro diretto disputato contro quest'ultima. Nel girone Sud, invece, come sempre, tutto si decide fino alle ultime giornate. Insomma, è un girone molto competitivo".
Partiamo dal Girone A: quali squadre l'hanno maggiormente impressionata e quali, invece, stanno rendendo al di sotto delle aspettative?
"Analizzando il Girone A, diciamo che il trittico di testa sta rispecchiando quelli che erano un po' i pronostici dell'inizio stagione. Un girone molto aperto, anche se il Cittadella ha perso una partita con il Brescia nell'ultimo turno. Però, diciamo che è una squadra che sta meritando la leadership di questo girone. Tenendo presente, insomma, che tolte queste due o tre squadre, dietro c'è comunque un grande equilibrio. A parte forse il Renate, che sinceramente è una squadra dalla quale non mi aspettavo un inizio di stagione così. È proprio il Renate che in questo momento occupa i bassifondi della classifica, però non è né una società né un organico che possa stare in quelle posizioni della classifica. Quindi, sinceramente, insomma, tutte quante le altre stanno più o meno facendo il proprio campionato, chi con qualche punto in più, chi in meno. La Folgore Caratese sta pagando dazio un po' all'inesperienza, almeno per questi primi due o tre mesi di Serie C, ma comunque, secondo me, queste sono squadre che hanno tutto per tirarsi su in classifica. Perché comunque questo lo ritengo uno dei tre gironi un po' più equilibrati. Come ha fatto la Giana Erminio nell'ultimo periodo, bastano poi una o due vittorie per tirarsi fuori. E questo, sinceramente, vedendo un po' questo girone, lo possono fare chiunque di quelle che stanno nei bassifondi della classifica. Per il resto, è un gruppo che sta rispecchiando le attese".
Passando al Girone B: che giudizio dà sull'andamento del campionato? C'è una formazione che considera particolarmente attrezzata per la promozione diretta? Un giudizio sulla grande vittoria del Grosseto sulla Reggiana?
"Il Girone B sta rispecchiando le aspettative. Ovviamente Spezia, Ravenna e Reggiana sono le squadre che dovevano partire di pari passo.
Lo Spezia non è assolutamente una sorpresa. Lo ritengo una delle favorite alla vittoria di questo girone. Molto bene il Ravenna, una squadra di categoria che, nel confronto diretto, anche se ha perso in casa contro lo Spezia, ha dimostrato comunque di essere una formazione esperta, capace di dare continuità ai risultati che sta ottenendo. Dalla Reggiana ci aspettavamo qualcosina in più, ascoltando anche le parole di Tesser. È una squadra che deve trovare maggiore equilibrio e, secondo me, deve osare di più. La bella sorpresa, invece, è il Grosseto, perché tra tutte le squadre dei tre gironi è quella che, da neopromossa, sta facendo particolarmente bene. Può contare sull'esperienza di dirigenti e uomini di categoria che hanno già affrontato la Lega Pro e che, quindi, sanno muoversi e destreggiarsi bene in questo campionato. Ho visto più di qualche partita del Grosseto e devo dire che i giovani sono davvero bravi. Dietro queste scelte c'è un'attività di scouting e un lavoro meticoloso nella selezione dei giocatori, sulla base delle indicazioni tecniche dell'allenatore. Il Grosseto rappresenta una bella sorpresa e, sinceramente, per quello che sta dimostrando, merita assolutamente la posizione che occupa in classifica. Questi ragazzi devono essere bravi a dare continuità ai risultati, perché lo dico sempre: quando i giovani giocano, devono essere consapevoli e responsabili di quello che stanno facendo. Il futuro è nei loro piedi e nella loro testa. Se riuscissero a mantenere questa continuità, potremmo sicuramente assistere a un ottimo campionato del Grosseto fino alla fine. Me lo auguro molto, perché credo nei giovani e nelle società che lavorano bene, come sta facendo. Per quanto riguarda le zone basse della classifica, purtroppo vedere il Gubbio in quella posizione, sinceramente, non me lo aspettavo. Non vivendo la quotidianità della squadra, a volte è difficile esprimere giudizi. Tuttavia, per le partite che vedo e per quelle che sono le potenzialità della formazione, ritengo che il Gubbio non sia assolutamente una squadra che possa stare in quelle posizioni".
Nel Girone C, storicamente molto combattuto, quali sono secondo lei le principali candidate alla vittoria del campionato?
"Bene, il Girone C è ovviamente un girone molto competitivo. Le prime in classifica possono perdere su qualsiasi campo e contro qualunque avversario.
Ci sono delle squadre in difficoltà, le vedi, a parte la percezione che puoi avere guardando la classifica. Però, per chi segue le partite e le vede, ci sono alcune formazioni in difficoltà che possono tirarsi fuori da questo momento. Proprio per questo motivo, ogni partita in questo girone è difficile da portare a casa. Basti pensare che, quando le squadre incontrano Bari, Salernitana e Catania, danno il cento per cento. Se queste formazioni non riescono a trovare continuità nei risultati, diventa difficile conquistare il primo posto, che rappresenta il risultato utile per andare direttamente in Serie B. La sorpresa Potenza, l'ho detto in tempi non sospetti, non mi meraviglia affatto. È una squadra che sta creando una mentalità e i giocatori scendono in campo con una spensieratezza che gli altri non hanno. Questo, alla fine, aiuta tantissimo e determina risultati importanti, che riesci a portare a casa anche grazie a questo fattore emotivo e che ti permettono di ritrovarti nelle zone alte della classifica. Bari, Catania e Salernitana, ripeto, hanno qualcosa in più rispetto alle altre. Però dobbiamo essere bravi un po' tutti, dagli addetti ai lavori a chi, in questo momento, è protagonista sulle panchine, fino ai dirigenti delle varie squadre, a mantenere un ambiente sereno. Anche se in determinate piazze è difficile, il calcio è fatto così. Ci sono momenti negativi e momenti positivi che devono comunque essere gestiti. Dobbiamo essere bravi a tenere fuori tutte quelle tensioni che circolano intorno alla squadra, perché alla fine bastano due, tre o quattro vittorie consecutive per tirarsi fuori da un momento negativo. Ripeto, qui ci sono organici importanti, di categoria superiore, che in qualsiasi momento possono mettere insieme un filotto di vittorie. Però il fattore emotivo, anche per chi scende in campo, non è di facile gestione. Noi dirigenti facciamo il nostro lavoro, ma alla fine sono i ragazzi che vanno in campo e devono cercare di mettere da parte questi fattori emotivi esterni, il famoso carico esterno che si portano dietro. Non è sempre facile e spesso, in questo girone, molte squadre vengono condizionate proprio da questi fattori. È comunque un girone, come dico sempre, molto equilibrato e difficile allo stesso tempo".
Secondo lei, un allenatore che subentra a stagione iniziata ha davvero la possibilità di cambiare immediatamente il rendimento della squadra oppure serve necessariamente del tempo?
"Ritornando invece ai cambi dell'allenatore, è importante anche il momento della stagione. Questo è un momento molto delicato perché l'allenatore che subentra, ovviamente, insomma, ha il tempo di valutare la squadra prima del mercato di gennaio. E con la società, che ovviamente ha operato in prima persona nell'organizzare le squadre e nel puntellare le squadre, è normale che abbia più possibilità rispetto a un allenatore che subentra a mercato chiuso, tipo febbraio o marzo, di valutare e di essere più incisivo sulla squadra. Un allenatore che è abituato a gestire determinati spogliatoi, determinate gestioni, in questo momento qua credo che un allenatore esperto abbia più possibilità di essere incisivo, anche se poi non è mai detto, insomma. Quindi, ripeto, ci sono delle valutazioni da fare e credo che ogni squadra abbia poi delle caratteristiche e delle valutazioni, una diversa dall'altra. Però, spesso e volentieri, l'allenatore che subentra, statisticamente parlando, riesce a incidere perché è come se azzerasse praticamente un equilibrio della squadra, anche nella valutazione di determinati giocatori che magari spesso qualcuno si sente intoccabile. Invece un allenatore nuovo va a valutare anche l'organico in toto, quella che è anche una condizione fisica di cui spesso non si parla mai. Però alcuni giocatori, in determinati momenti dell'anno, per infortuni, per squalifiche, per mancanza di ritmo gara, magari non sono in condizione. Ripeto, nel cambio dell'allenatore si possono trovare anche questi vantaggi qua".
Per concludere, mister Petrone, quali sono le sue tre favorite per la promozione diretta in Serie B, una per ciascun girone?
"Per concludere, credo che attualmente, a parte lo Spezia favoritissimo, le altre due capoliste, Cittadlla e Potenza, meritino in questo momento qua di stare su in classifica. Però sono gironi molto competitivi, in cui sicuramente ci sarà da battagliare fino alla fine per la vittoria finale. Ma, delle tre, quella che vedo meglio è lo Spezia".


