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Il fatto della settimana - Terremoto Pro Patria e Teramo: dal fermo di Galloro a quello dei Ciaccia. A Busto Arsizio Testa e Citarella rassicurano, in Abruzzo tremano per i precedentiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Mirco Sorrentino/Uff. Stampa Paganese
domenica 28 novembre 2021, 00:00Il Punto
di Valeria Debbia
per Tuttoc.com

Il fatto della settimana - Terremoto Pro Patria e Teramo: dal fermo di Galloro a quello dei Ciaccia....

"Tornano di moda le manette in Lega Pro" è stato scritto in questa sede nei giorni scorsi: la settimana che sta per terminare è stata infatti caratterizzata da alcuni fermi illustri di personaggi più o meno legati a club di terza serie. Nella serata di mercoledì è arrivata per prima la notizia dell'arresto di Roberto Galloro, presidente del Consorzio Sgai, società che aveva appena rilevato la Pro Patria da Patrizia Testa. Galloro non avrebbe comunque ricoperto alcun ruolo dirigenziale all'interno del club bustocco (il presidente - presentato all'indomani - è infatti Domenico Citarella), ma è comunque stato fermato nell’ambito dell’inchiesta su una maxi-truffa nel settore energetico condotta dalla guardia di finanza di Aosta. La stessa Testa, rimasta nel ruolo di presidente onorario, ha provato a sgombrare ogni dubbio nel corso della conferenza stampa di presentazione: "Quello che è successo mi amareggia, non volevamo presentare così la nuova proprietà. Sono comunque qui a testimoniare, come comunicato di Sgai, che l'indagine nei confronti del dottor Galloro si riferisce a fatti precedenti al Consorzio. I membri del CdA sono totalmente estranei all'indagine e non esiste un sequestro preventivo". In modo identico Citarella: "Sgai ha tutte le carte in regola per poter lavorare tranquillamente e far lavorare l’ambiente in maniera tranquilla. Il consorzio è formato da persone per bene che lavorano su tutto il territorio nazionale. Siamo sicuri che il presidente Galloro uscirà pulito da questa indagine".

Molto più scottante la situazione legata al Teramo: nella mattinata di giovedì è infatti deflagrata la bomba. Davide Mario Ciaccia, i fratelli e imprenditori romani nuovi azionisti di maggioranza del club abruzzese, sono stati posti in stato di fermo dalla Guardia di Finanza, in quanto indagati per associazione a delinquere, finalizzata alla truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebite compensazioni, trasferimento fraudolento di valori, intestazione fittizia e autoriciclaggio. Poste sotto sequestro anche il 60% delle quote societarie biancorosse, la frazione di proprietà dei fratelli Ciaccia. Come scrivono i colleghi de Il Tempo "con i crediti percepiti indebitamente dai superbonus, [i Ciaccia, ndr] hanno comprato alberghi, immobili e addirittura una squadra di calcio. «Teramo è una casella dove andare a mettere il superbonus e la scuola di calcio è un pezzo del progetto... non è il centro del progetto la squadra di calcio. Il centro del progetto è e rimane il superbonus» [...] Il 12 ottobre scorso Davide Ciaccia telefona alla moglie per darle una lieta novella: «Abbiamo comprato il Teramo! Ho chiamato Gabriele (gli inquirenti ritengono si tratti di Gabriele Gravina, presidente della Figc, ndr) perché avevo detto che semmai fossi rientrato nel professionismo comunque prima gli sarei andato a chiedere una pseudo autorizzazione... tutto sommato ha risposto subito e c’ho appuntamento mercoledì a via Allegri (sede della Federazione italiana giuoco calcio, ndr) alle 10. Cioè, Lotito (estraneo ai fatti, ndr) può avere tre squadre e noi non le potemo avere, non ho capito... cioè il calcio è un’attività come le altre, se fatta con intelligenza». L’intelligenza di cui parla Ciaccia consiste, presumibilmente, nell’usare indebitamente i crediti fiscali riconosciuti fino al 110% per lavori di efficientamento energetico e antisismico di immobili privati o gestiti da onlus, ma in realtà mai eseguiti. «Noi rimettiamo a posto tutto col Superbonus... cioè io voglio presentare un’operazione da 20 milioni di euro», spiega Davide Ciaccia a proposito del vecchio stadio di Teramo. [...] I debiti erariali del Teramo, infatti, «nel programma dell’indagato, saranno appianati senza alcun apporto di finanza, ma - si legge nel decreto di sequestro - mediante compensazione con parte dei crediti maturati dalle pratiche di superbonus»". 

I due non sono nuovi a queste notizie di cronaca: nel 2018 erano stati fermati per bancarotta fraudolenta per oltre 110 milioni di euro. In quel caso l'accusa era di aver pianificato operazioni contabili e finanziarie (nella gran parte fittizie) per mostrare all'esterno una situazione solida della società sia per ottenere finanziamenti dalle banche che per convincere i creditori dell'affidabilità dei piani concordatari. Nel 2011 avevano invece portato alle soglie della Serie B l'Atletico Roma ma erano poi stati bocciati dal Consiglio Federale: la fideiussione da 600 mila euro presentata dal club biancoblù a garanzia dell’iscrizione al successivo campionato di Lega Pro era infatti risultata falsa. La storia del club laziale si era così conclusa dopo soli 6 anni di vita.

Intanto Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, ai microfoni di TMW, ha chiarito ciò che potrebbe a breve accadere: "Detto che sono preoccupato, com'è normale che sia, di fronte a situazioni come queste e augurando ai diretti interessati che tutto si risolva in virtù dei principi di garanzia, vedo anche un lato positivo. Le nuove norme varate dalla FIGC per il passaggio di quote superiori al 10% del pacchetto azionario dei club intervengono a salvaguardia delle società. Una norma, dunque, che possiamo etichettare come assolutamente positiva. Adesso non ci resta che attendere novità, anche se non so dire con quali tempistiche. La situazione è chiara: se dovessero essere confermate tali problematiche al timone tornerebbero le precedenti proprietà".

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