Pagni: "Colpo Bruzzaniti per il Catania? In C non vincono i nomi, vince il gruppo"
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Danilo Pagni, direttore sportivo del Taranto, è intervenuto nel corso dell'appuntamento mattutino di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.
Direttore Pagni, bentornato a Taranto. Che sensazioni prova e come riparte il club?
"Sono strafelice di essere tornato a Taranto, una piazza dove ho già vissuto momenti emozionanti sia dal punto di vista sportivo che aziendale, raggiungendo obiettivi straordinari. Ho deciso di tornare per condividere questo percorso con la proprietà Ladisa, imprenditori stimati a livello nazionale, persone oneste che stanno dimostrando con i fatti il loro valore. Taranto è una città che è stata offesa e maltrattata, e solo attraverso lavoro, pazienza e anche sofferenza potrà tornare a certi livelli. Quando andai a Gallipoli, vent’anni fa, dissi che la strada per il Via del Mare non era così lontana, e alla fine il Gallipoli giocò in Serie B con il Lecce. Lo stesso accadde a Salerno con Lotito, quando parlai del San Paolo. Spero di ripetere queste imprese, ma solo con il “noi” e non con l’“io”. Entrare in una categoria dove c’è sproporzione tra blasone, tifoseria e realtà dei campi non è facile, ma con umiltà e spirito di adattamento nulla è impossibile".
Tornando alla Serie C, colpisce la sconfitta della Salernitana a Siracusa: quanto pesa?
"Quando si parla di Salernitana mi pizzica sempre il cuore. Vederla di nuovo in Serie C è qualcosa di atipico, considerando il percorso che avevamo fatto riportandola dalla D. Oggi però non bastano i nomi o i buoni giocatori: in campo vanno gli equilibri, l’essere squadra, la compattezza tecnica e soprattutto l’animo. Un Siracusa che batte la Salernitana dimostra che il cuore spesso va oltre l’ostacolo. Non mi piace dare giudizi, anche perché in Serie C allenano tanti miei ex giocatori, ma da una Salernitana con quella proprietà ci si aspetta sicuramente di più".
Il mercato di gennaio può cambiare gli equilibri? Quanto è difficile lavorare in questa finestra?
"Il mercato di gennaio è sempre complicato. Molti puntano sugli scambi, ma dipende dalle situazioni. Guardate il Catania: operazioni importanti, come quella di Bruzzaniti, o l’investimento su Caturano. Si parla di crisi, ma i prezzi sono alle stelle, soprattutto per le prime punte. Questo vale anche nei dilettanti: Taranto, Brindisi, Canosa, cifre importanti ovunque. La crisi non c’è, c’è un mercato dopato e una sopravvalutazione generale. Bisogna stare attenti. A spostare gli equilibri sono sempre quei giocatori che alzano il livello tecnico, ma serve saper assemblare anche le qualità umane. Io ho sempre detto alle mie squadre: vince il branco. Questa filosofia mi ha dato risultati e continuo a mettermi in discussione".
Il Catania ha lanciato un segnale forte con Bruzzaniti: può essere il colpo decisivo per la Serie B?
"Conosco bene Ivano Pastore, è stato un mio giocatore e capitano, ha lavorato con me al Milan. Se ha fatto questa operazione, avrà valutato tutto con attenzione. Il Catania ha un allenatore abituato a vincere come Mimmo Toscano, che propone un calcio basato sull’uno contro uno. Fare previsioni ora è difficile, a volte la cura è peggio del rimedio, ma se hanno puntato su Bruzzaniti significa che dietro c’è un ragionamento".
Chi vede favorito nella corsa finale?
"Saranno quattro squadre a giocarsela fino alla fine, episodi compresi. L’Arezzo mi sembra leggermente più completo del Ravenna, che ha avuto più alti e bassi. L’Arezzo del mio amico Cutolo ha qualità in ogni reparto".
Il Vicenza ha rallentato, il Brescia ha rosicchiato due punti
"Vicenza e Brescia sono realtà importanti. Il Vicenza ha un allenatore che dà equilibrio, ma forse serve qualche giocatore capace di risolvere le partite chiuse. Il Brescia lo seguo molto, vivo lì: il presidente è stato chiaro, l’obiettivo è vincere. Sono convinto che la Leonessa d’Italia tornerà protagonista".
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