Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Petrone: “Girone B durissimo, Perugia soffre. Catania e Benevento? Ecco la differenza”TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 18:06Serie C
di Luca Bargellini

Petrone: “Girone B durissimo, Perugia soffre. Catania e Benevento? Ecco la differenza”

Ascolta il podcast
tmwradio /
00:00
/
00:00
Mario Petrone, allenatore dalla lunga esperienza in Serie C, è intervenuto sulle frequenze di TMV Radio, analizzando il turno di campionato, il momento delle big e il mercato di gennaio. Mister Petrone, questa sera scendono in campo le prime tre del girone B. Qual è, secondo lei, l’impegno più complicato? “Credo che la partita più difficile sia quella del Ravenna a Perugia. L’Arezzo, per continuità, affronta un Guidonia che nell’ultimo periodo non ha avuto un grande trend. Invece Perugia è un campo complicato, una piazza importante che ha tanta voglia di rivalsa. Nel girone di ritorno fare punti lì non è semplice per nessuno. Io stasera guarderò proprio quella partita”. L’Arezzo, tra l’altro, potrebbe avere anche una voglia di rivalsa verso il Guidonia, unica squadra ad aver vinto in casa dei toscani. “Sì, è vero. Quel successo del Guidonia fu sorprendente, perché l’Arezzo era imbattuto e stava dominando il girone. Anche questi dettagli però fanno parte del calcio”. A proposito di Perugia: come si spiega una stagione così complicata per il Grifone? “A volte creare troppe aspettative è un boomerang. Questa squadra viene da due o tre anni non brillanti e secondo me ha accusato un senso di responsabilità superiore alle proprie possibilità. Io il Perugia l’ho visto giocare e, a parte qualche partita persa male a inizio stagione, nell’ultimo periodo ho visto una squadra viva. Però giocare in una piazza così, con una tifoseria presente e una pressione forte, non è semplice. L’aspetto psicologico ha inciso molto”. Passiamo al girone C: Catania e Benevento stanno viaggiando praticamente appaiate. Qual è il valore aggiunto dell’una e dell’altra? “Sono due squadre che stanno facendo una grandissima stagione, non solo per la classifica ma per ciò che esprimono. Il Benevento è una squadra piacevole, propositiva, con geometrie ben definite. Floro Flores è stato bravo a dare continuità al lavoro di Auteri: alcune giocate sono codificate, si vede che la squadra gioca quasi a memoria. Il Catania invece ha un grande equilibrio e la miglior difesa del girone. Alla lunga credo che questo possa fare la differenza. Nel girone di ritorno sarà difficile fare punti ovunque, perché tutte le squadre si sono rinforzate”. Si aspettava un girone così combattuto? “Sì, perché Benevento, Catania e Avellino lo diciamo da inizio stagione: sono le tre che si giocheranno il primo posto. È il girone più bello e avvincente, con colpi di scena ogni domenica. Nelle ultime settimane si sono alternate: pareggia una e vince l’altra. È il segno di un equilibrio totale”. Capitolo Coppa Italia Serie C: finale inedita tra Potenza e Latina. “È una finale meritata. Spesso la Coppa Italia viene sottovalutata, usata per far respirare i titolari, ma quando incontri squadre forti lungo il percorso e sei in un buon momento fisico e mentale, puoi arrivare fino in fondo. Il Latina non mi sorprende: è una delle squadre che ha fatto più punti nell’ultimo periodo, il cambio di allenatore e il mercato di gennaio hanno inciso molto”. Vincere la Coppa può diventare una scorciatoia importante in chiave playoff. “Assolutamente sì. Vincere la Coppa significa risparmiare turni, e dopo 38 partite è fondamentale. Poi nei playoff può succedere di tutto: ricordiamo il Cosenza di Piero Braglia, che partì da ultimo e vinse a sorpresa. Nel calcio bisogna crederci e sognare”. Mercato di gennaio: oltre 300 operazioni in Serie C. Che segnale è? “Non è più un mercato di riparazione ma di forte correzione, ed è un segnale negativo. Cambiare quattro, cinque o sei giocatori a gennaio è un problema tecnico e gestionale. Inserirne uno o due è normale, ma così tanti significa che qualcosa è stato sbagliato prima. Preferisco parlare di giovani valorizzati, di plusvalenze, di investimenti. Bocciare tanti giocatori a metà stagione, giovani o esperti che siano, è una sconfitta per tutti”. Un mercato che ha perso identità? “Sì, oggi si guarda troppo all’economia e poco al progetto tecnico. Le cose belle sono altre: pescare un giocatore dai dilettanti, responsabilizzarlo, valorizzarlo. Questo dovrebbe essere il senso del mercato di gennaio”.