Vado in C, il ds Mancuso: "Fatto un lavoro incredibile, firmerei per la salvezza all'ultima giornata"
Il Vado ha conquistato la promozione in Serie C vincendo il Girone A di Serie D, interrompendo un’assenza dai professionisti che durava da quasi 80 anni. L’ultima apparizione del club ligure tra i professionisti risaliva infatti alla stagione 1947/48. Un digiuno lunghissimo per una squadra che occupa un posto speciale nella storia del calcio italiano. Nel 1922, infatti, i rossoblù entrarono nella leggenda vincendo la prima edizione della Coppa Italia: in finale superarono l’Udinese per 1-0, diventando il primo club ad alzare un trofeo oggi simbolo del calcio nazionale.
Il direttore sportivo del club ligure Paolo Mancuso è stato intervistato da TuttoC.com
"Emozioni indescrivibili, questa sensazione te la porti poi per tutta la vita perché ho avuto la fortuna di vincere a Sestri e quindi di sapere cosa significa vincere un campionato con una squadra che poteva essere anche una favola da raccontare mentre a Vado emozione forse ancor più grossa perché avevamo più pressioni e avevamo solo un risultato vincere quindi sono momenti indescrivibili che veramente bisognerà portarsi avanti per sempre".
Quanto pesa questo traguardo nella storia del club e della città?
"Pesa tantissimo perché comunque Vado è una società storica, quindi sarà seguita, magari lo osserveranno in tanti e spero che verranno allo stadio più persone possibili, forse l'unica parte mancante sicuramente pesa tantissimo ma la città sono convinto che farà vedere il suo attaccamento già da domenica per i festeggiamenti e per alzare la Coppa che poi ci siamo meritati".
A chi dedica questa promozione?
"Lo dedico a Luca e Franco Tarabotto perché mi hanno preso in un momento delicato della mia vita, dopo essere uscito da Sestri Levante vittorioso e quando pensavo tra virgolette di essere arrivato inaspettatamente mi son trovato a casa, quindi loro hanno avuto la forza di venirmi a prendere e mi hanno anche salvato dalla mia negatività".
Qual è stato il momento chiave?
"Il momento chiave è stata la partita di Chisola, una partita dove fino all'ottantasettesimo la stavamo perdendo e dico miracolosamente, perché io non ci credevo più minimamente, pensavo di passare una Pasqua difficile invece i ragazzi mi hanno dato una gioia folle quindi lì è stata veramente una svolta e poi la partita dopo di Lavagna, nella quale dovevamo vincere per forza, una partita difficilissima e abbiamo dato una prova di forza importante".
C'è stato un punto di svolta?
"Sicuramente è stato il cambio il cambio in panchina, perché comunque quando scegli di cambiare un allenatore che è primo in classifica smuovi non solo lo spogliatoio ma smuovi anche l'ambiente esterno, quindi siamo stati bravi e sono stati bravi i ragazzi comunque ad aiutarsi e poi a far sì che l'entrata di mister Sesia sià stata abbastanza soft. Ovviamente abbiamo passato due settimane non semplicissime però grazie al mister che è un grandissimo allenatore, grandissimo e lo voglio sottolineare una grandissima persona. Forse è veramente uno dei migliori allenatori avuti nella mia carriera, ha fatto sì che i ragazzi si sentissero comunque tranquilli con lui".
La Serie C deve cambiare?
"Purtroppo negli ultimi anni la Lega Pro ha mostrato delle lacune e sicuramente per tutto quello che è accaduto e che sta succedendo adesso nel calcio italiano ci saranno più controlli, quindi mi aspetto che il prossimo anno saremo tutti più controllati e queste cose non accadranno più".
Quanto è importante la programmazione?
"La programmazione è tutto, a Sestri ho avuto la fortuna che in tre anni di tre anni sono usciti i giocatori come Parlanti, Oliana, Furno, Anacoura e Forte. A Vado sono stato chiamato con un biennale e avevo l'obbligo in due anni di vincere il campionato, abbiamo fatto un anno di programmazione anche se onestamente avevamo provato a vincere il campionato ma non ce l'abbiamo fatta e al secondo anno è venuto fuori un grandissimo campionato".
L'obiettivo sarà la salvezza?
"Metterei la firma per salvarmi anche all'ultimo minuto, quindi l'obiettivo è assolutamente la salvezza. La serie C è tutta un'altra cosa rispetto alla D, comunque sognare è giusto perché è il mio modo di lavorare. Quando entro in una società il mio obiettivo è vincere il campionato, non è salvarmi, però poi bisogna essere realisti e nell'essere realisti ti dico che firmerei per salvarmi l'ultima giornata di campionato".
Come vi state muovendo?
"In primis abbiamo da sistemare le nostre figure, cioè la mia e dello staff, quindi non ci siamo ancora mossi perché prima affrontiamo le nostre situazioni. Poi quando con il presidente troveremo l'accordo ci muoveremo e quindi attendiamo l'accordo tra tutti noi col presidente per la stagione futura".
Possiamo definire il Vado una bella favola?
"Forse la bella favola la tengo ancora per il Sestri Levante, invece per il Vado dico che è una scommessa e non una favola. Ma diciamo che è stato fatto un grande lavoro, perché comunque a Vado non mi hanno mai fatto mancare niente e assieme a Luca Tarabotto abbiamo fatto una grandissima squadra, ma grazie al presidente che comunque ha i soldi per far sì che questo sogno si potesse avverare, quindi per la disponibilità che avevamo forse salire era un obbligo, poi sappiamo benissimo che vincere è difficilissimo e ho visto tante società spendere e non vincere. A Vado rispetto a Sestri avevi un obbligo e l'abbiamo rispettato".
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