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Sei turni di squalifica a Caturano e Volpe. De Rosa: "Saranno assolti in appello"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 14:49Serie C
di Luca Bargellini

Sei turni di squalifica a Caturano e Volpe. De Rosa: "Saranno assolti in appello"

Il Tribunale federale nazionale, Sezione Disciplinare, ha inflitto sei giornate di squalifica a Salvatore Caturano, Giovanni Volpe e Rosario Maddaloni per la rissa avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 maggio 2024, al termine dei festeggiamenti per la salvezza del Potenza dopo lo spareggio playout con il Monterosi. La notte della rissa e la ricostruzione dei fatti I tre calciatori, all'epoca tutti tesserati con il Potenza (Serie C, girone C), si trovavano all'esterno di un locale del capoluogo lucano quando avvenne il contatto con due fratelli, tifosi della squadra. Al termine di un'accesa discussione si scatenò un'aggressione, ripresa dalle telecamere a circuito chiuso del locale. Nei giorni successivi la famiglia dei due tifosi e il club giunsero a un'intesa per non formalizzare alcuna denuncia di parte. Le sanzioni e le posizioni attuali La stessa squalifica di sei turni è stata comminata anche ai due fratelli, che all'epoca dei fatti militavano in una squadra locale di Terza Categoria. Prosciolto invece l'ex preparatore dei portieri del Potenza Alessandro Greco, anch'egli coinvolto nella vicenda. Sulla vicenda, in esclusiva per TuttoMercatoWeb.com, si è espresso l'agente di Caturano (oggi al Catania) e Volpe (oggi al Giugliano), Maurizio De Rosa: "Vorrei innanzitutto precisare con assoluta certezza che in appello i calciatori Caturano e Volpe saranno assolti, per la palese infondatezza delle responsabilità ascritte. I fatti risalgono al 20 maggio 2024, dopo la conclusione della gara play out, vinta dal Potenza contro il Monterosi, peraltro con gol di Caturano sia nella gara di andata che di ritorno. I fatti in questione si sarebbero verificati circa quattro ore dopo la conclusione della gara, in un contesto del tutto distinto dall'evento sportivo. Infatti, I due presunti tifosi si sarebbero recati presso il locale dove i ragazzi si trovavano in compagnia di altri compagni di squadra per ristorarsi dopo la vittoria salvezza e parliamo di un bar / cornetteria, non di una discoteca o altro locale notturno. I calciatori sono stati lesi nella loro libertà personale perché - per usare un eufemismo – sono stati invitati dai due presunti tifosi ad uscire fuori dal locale e la legittima difesa degli stessi non è valsa ad ottenere nel primo grado di giustizia sportiva l’assoluzione. L’assurdo è che allo stato, in sede penale non vi è alcun rinvio a giudizio nei confronti dei miei assistiti e che peraltro non vi è stata sporta nessuna denuncia/querela. E’ assurdo che la giustizia sportiva possa avere competenza su fatti che non entrano nella sfera sportiva e riguardano la sfera privata dei calciatori. Infatti, stiamo parlando di fatti accaduti dopo quattro ore dallo svolgimento della gara, in un locale privato lontano diversi km dallo stadio, peraltro senza sapere che i due soggetti coinvolti fossero dei tifosi e senza che allo stato ci fosse una condanna dei calciatori in sede penale, anzi aggiungo che non c’è neppure il rinvio a giudizio. Questa condanna che sarà ribaltata completamente in appello, rappresenta un grave precedente per i calciatori, perché legittima la condotta impropria di questi presunti tifosi, a danno dell’incolumità’ fisica e morale dei calciatori. Mi auguro che le istituzioni calcistiche e l’associazione di categoria, intervengano per fermare questa situazione che potrebbe rappresentare un pericoloso precedente".