Pillon: "Cittadella sorpresa, ma il Brescia è più forte. Treviso da playoff"
autore
Luca Bargellini
Luca Bargellini
Oggi alle 12:19Serie C
autore Luca Bargellini
02.10.2026 12:19Serie C
Giuseppe Pillon analizza il Girone A di Serie C: dal Cittadella al Brescia, passando per Treviso, Trento e la crescita dei giovani.
Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
Il Cittadella a punteggio pieno, l'Union Brescia che insegue, ma anche tante realtà emergenti capaci di ritagliarsi uno spazio importante. Su questi e altri temi legati al Girone A di Serie C, ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, è intervenuto Giuseppe Pillon.
In estate l'Union Brescia era stata indicata come la grande favorita del Girone A. Dopo sette giornate, però, il Cittadella è primo a punteggio pieno. Abbiamo sopravvalutato il Brescia o sottovalutato il Cittadella?
"Forse abbiamo sottovalutato il Cittadella. È partito a razzo e ha fatto molto bene. Ha potenziato ulteriormente la squadra, perché ha preso due giocatori importanti, che in Serie B facevano la differenza, come Antonucci e Mensa. Vuol dire che sono proprio decisi ad arrivare fino alla fine e al traguardo. Però il campionato è lungo. Come detto, il Brescia ha una squadra potenzialmente molto forte, perciò credo che queste due squadre se la giocheranno fino alla fine".
Nel Girone A ci sono però anche altre realtà che stanno facendo molto bene. Penso al Treviso, al Desenzano, al Trento e all'Ospitaletto. Quale l'ha colpita maggiormente?
"Devo dire che il Treviso, neopromosso, sta facendo molto bene. Ha rimesso a posto la società. Io abito a Treviso, fra l'altro, e ha messo tutte le cose al posto giusto: l'allenatore, la squadra, l'ha potenziata molto. Credo che sarà una squadra che sicuramente arriverà ai playoff e poi alla fine si vedrà. Vedo uno scalino superiore nel Cittadella come potenziale della squadra. Il Trento, invece, è un lavoro di costruzione di tre-quattro anni: pian piano stanno sempre migliorando. È una squadra che gioca molto bene a calcio, allenata bene, e sicuramente anche loro nei playoff possono giocarsela. Però credo, come ho detto prima, che le due squadre potenzialmente più forti siano Brescia e Cittadella".
In questi giorni siamo nella pausa per gli impegni delle Nazionali. Per la prima volta sono stati convocati in Nazionale maggiore tre ragazzi cresciuti nel settore giovanile dell'AlbinoLeffe: parliamo di giovani come Pessina, Doumbia e Zoma. Quanto dimostra questo che si può fare calcio ad alto livello anche lontano dalle grandi piazze?
"Quando c'è un buon lavoro, quando c'è una società solida, quando c'è un programma ambizioso, magari con l'obiettivo di vincere il campionato, allora ci sono queste componenti che fanno sì che anche le piccole squadre possano dire la loro. Devo dire che viene sottovalutato il campionato di Serie C, perché secondo me ci sono degli ottimi calciatori. È solo da vedere e da visionare. Ma, come detto, Doumbia e gli altri sono giocatori che sono tutti fuori dalla Serie C. Io voglio lavorare su tutti i miei palloni... non vuol dire che in Serie C il materiale non ci sia".
Il talento, però, da solo non basta. Servono anche disciplina, attitudine e professionisti capaci di accompagnare la crescita dei giovani.
"Sì, devo dire che in Serie C l'organizzazione di gioco la fa da padrona. Nel senso che la squadra più organizzata, più messa bene in campo, allenata bene fisicamente, è la squadra che potenzialmente può sempre far bene. Poi dipende dagli obiettivi che ha una società, perciò è importantissimo questo. Tra l'altro devo dire che ci sono degli allenatori molto preparati. Io ho la possibilità di vedere in giro e vedo che c'è la mano dell'allenatore. Si vede che il lavoro che stanno facendo lo stanno facendo bene. Perciò anche gli allenatori, insomma, c'è da scegliere anche in Serie C".
Altre notizie
Oggi


