L'uomo simbolo, e della rovesciata. La Pergolettese si tiene stretta Jaouhari: "Vi racconto il gol e non solo"
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Claudia Marrone
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Oggi alle 12:04Serie C
autore Claudia Marrone
05.11.2026 12:04Serie C
Festeggiare con una rovesciata le 100 presenze è stato sicuramente speciale, una bella emozione, ma il risultato non favorevole mi ha guastato un po' la giornata. Certo, la gioia del gol c'è, ma, come detto, il risultato non mi lascia felice, perché so che è la cosa che poi conta di più": emozioni contrastanti quelle che il centrocampista della Pergolettese Zaid Jaouhari ha espresso in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com, dopo che - nel match di domenica - ha tagliato il traguardo delle 100 gare con i lombardi, e ha segnato un gol in rovesciata.
Gesto tecnico di livello altissimo, che il classe 2002 ha raccontato così: "Eravamo da posizione di calcio d'angolo, io son riuscito a sfilarmi dalla marcatura e ho deviato in porta, pensando semplicemente "come va, va". Mi son reso conto di aver impattato bene con la sfera, ma stavo solo pensando a recuperare la gara. Del gesto tecnico, me ne sono accorto solo a fine partita" (ride, ndr).
Ma quanto fatto, è già il passato, perché alle porte c'è la sfida con il Renate che "non sarà facile, loro dovranno riscattarsi per l'avvio incerto di stagione, e metteranno il match sulla lotta essendo una squadra fisica. Noi abbiamo però due gare casalinghe, questa compresa, e servirà fare punti anche per staccare un po' in classifica e avvicinarci ancora di più all'obiettivo salvezza, che rimanere il primario della stagione". Certo, Jaouhari precisa poi che "se ci saranno altri obiettivi da raggiungere saremo pronti", ma tiene i piedi per terra perché - al netto dell'ottimo avvio di campionato e dei nove risultati utili consecutivi -, "il Girone A è molto equilibrato, più dell'anno scorso. Noi abbiamo cambiato tanto, e anche se si è creata subito una buona amalgama, anche con il mister che ha ottime idee di calcio, si deve sempre tenere le antenne dritte: si può faticare o vincere con chiunque".
A ogni modo, il suo ce lo sta mettendo, anche confermandosi come simbolo del gruppo. Due sole squadre in carriera, prima della Pergo la Virtus Ciserano Bergamo, con la stessa Pergo che lo ha blindato fino al 2028, nel segno della progettualità; confermarlo, ha significato dare certezze al gruppo e un ottimo elemento in ascesa allo staff tecnico. "Sono qua da tre anni, raggiungere il professionismo era il mio sogno, ed è per me bello stare in un ambiente dove sento la fiducia di tutti, dove mi sento apprezzato e dove vedo che tutti mi vogliono bene. Ho di base la tendenza a formarmi in un gruppo, ma lo stare bene rende chiaramente più facile anche il lavoro", la chiosa.
Vedremo dunque prossimamente quello che sarà il futuro. Sempre sognando, sì, ma con pragmatismo.
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