Esonerare mister Raffaele sarebbe davvero la risoluzione di 'tutti i mali'?
Non si è aperto nel migliore dei modi il 2026 della Salernitana, che rimane comunque nelle parti più che nobili della classifica, ma ha aperto l'anno con un pesante 3-1 subito del campo di un Siracusa che - al netto della crisi societaria - ha legittimato i tre punti conquistati. Inutile cercare alibi, inutile fare leva sui nomi e suoi profili: il calcio non è una scienza esatta, e riconoscere i meriti è cosa buona e giusta.
Frase che mi è uscita un po' per caso, ma che mi fa arrivare dritta al punto, anche se avrei voluto magari "prenderla più alla larga". La mia testolina, però, si è illuminata, e non riesce a togliersi da dentro la combinazione "riconoscere i meriti è cosa buona e giusta" e "mister Giuseppe Raffaele", che di meriti, comunque, ne ha parecchi, anche se la sua posizione adesso appare in bilico. La panchina non è più salda, il tecnico si giocherà tutto in quel di Cosenza, ma oltre questo gli va riconosciuto tutto quello che ha finora fatto, con infortuni e panchina corta da fronteggiare; certo, di errori ne ha commessi, le scelte nell'ultimo match son state sicuramente cervellotiche, ma chi è che non sbaglia? Chi non fa nulla. E non è certo il caso di Raffaele, che di cose ne ha fatte parecchie, non ultima quella di far rinascere entusiasmo in una piazza che era depressa.
Può bastare questo per essere confermato in panchina? Ovviamente no, nessuno dice il contrario, ma non può essere sufficiente neppure un periodo di stanca, fisiologico, se di fondo c'è la progettualità. Banale esempio: con una rosa composta con un budget sicuramente più alto di quello che attualmente ha la Salernitana, lo scorso anno il Catania non ha brillato, ma mister Toscano è stato comunque confermato, per il progetto che il club etneo aveva in mente: i fatti stanno dando ragione a loro. Perché non si ottiene tutto e subito - salvo colpi di fortuna - i risultati arrivano con il lavoro e l'impegno.
Oltre a questo, il cambio in panchina mi terrorizza anche alla luce della girandola di allenatori che si è vista lo scorso anno e che ha portato comunque a una retrocessione; perché, ribadisco, i cambi frenetici portano solo a pasticci. Tra l'altro - piccola parentesi - mi lascia perplessa anche il nome di Pasquale Marino come eventuale sostituto: si è fatto tanto per "epurare" l'ambiente, e Iervolino pensa di ritornare al passato?
Sono balenati poi anche i nomi di Luca D'Angelo e Guido Pagliuca, due professionisti che stimo, ma non penso sia così facile convincerli a scendere di categoria. E Roberto D'Aversa? Probabilmente stesso discorso. Insomma, azzarderei la parola 'impossibile'.
Quindi, tirando le somme. Perché non pensare semmai a quei ritocchi che sono ormai necessari e per il quale il tempo stringe? Chi è arrivato è di sicuro buon livello, ma forse serve ancora qualcosa. Senza troppo caos, con razionalità.






