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Marcolini: “Panchine vuote in C, servono società solide. Bari? Chi rifiuta non fa questo mestiere”

Marcolini: “Panchine vuote in C, servono società solide. Bari? Chi rifiuta non fa questo mestiere” TUTTOmercatoWEB
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Luca Bargellini
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Luca Bargellini
martedì 23 giugno 2026, 11:24Serie C
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Michele Marcolini è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com per commentare l’attualità della Serie C, tra panchine ancora vacanti, ritardi nella costruzione delle rose e il tema delle grandi piazze come Bari e Spezia. Ecco le sue parole.

Mister, al 23 giugno ci sono ancora tante panchine libere in Serie C, anche in piazze importanti. Che riflessione fa? E quanto incide partire in ritardo?
“È una situazione un po’ particolare quest’anno, soprattutto perché sono proprio le squadre che dovrebbero essere più organizzate ad avere ancora lavori in corso. Evidentemente ci sono riorganizzazioni che portano a rinvii e perdite di tempo. Però molto dipende dalla forza della società. Partire in ritardo non è mai positivo, ma se il club è solido economicamente il gap si riduce in fretta. Le squadre più forti riescono comunque ad arrivare prima sugli obiettivi. La cosa fondamentale è arrivare al ritiro con la rosa quasi completa. Questo è l’aspetto davvero decisivo”.

Tra le panchine ancora vacanti ci sono anche due piazze come Spezia e Bari, retrocesse dalla Serie B e con un ambiente non semplice. Questo può influire sulla scelta di un allenatore?
“Parlo per quello che penso io. Spezia è una piazza importante che ha sfiorato la Serie A, poi ha vissuto una stagione negativa. Bari è una piazza straordinaria.
Chi pensa alle problematiche ambientali e non se la sente di andare a Bari, probabilmente non vuole fare questo mestiere. Bari è una piazza dove bisogna andarci a piedi. È vero che ci sono criticità legate al rapporto tra città e proprietà, ma resta una realtà con un pubblico da Serie A. Spero che non sia questo il motivo per eventuali rinunce: molti allenatori la pensano come me”.

Tante squadre hanno confermato i tecnici, altre hanno cambiato. Il Lumezzane ha scelto un profilo come quello di Paolo Sammarco per il dopo Troise: che ne pensa del nuovo allenatore?
“Troise ha fatto un lavoro incredibile, portando una squadra che aveva iniziato male fino ai playoff. Ora il Lumezzane ha scelto un tecnico come Sammarco , che arriva da un’esperienza importante con l'Hellas Verona. Ha fatto bene con i giovani, ha dato organizzazione e gioco. Anche l’esperienza in Serie A, pur complicata, gli sarà utile. È un profilo giusto per il progetto del Lumezzane, che sta lavorando bene e punta sui giovani: può essere un matrimonio molto sensato”.

Ultimo tema: Serie C spesso criticata. Lei che idea si è fatto?
“I problemi sono soprattutto economici e ricadono anche sulla Serie C, che però sta facendo riforme importanti con Marani e Zola. Il calcio italiano è indietro rispetto ad altri Paesi: i grandi capitali e i migliori giocatori sono altrove. Serve un esame di coscienza non solo economico ma anche organizzativo. Le riforme richiedono tempo, non si cambia tutto in un anno. Bisogna avere pazienza e lavorare sulle basi. Solo così si può provare a riportare il calcio italiano ai livelli che merita, anche in chiave Nazionale”.

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