Marcolini: “Casarano da impresa. Potenza? Ai playoff è una squadra da evitare”
Ospite di TMW Radio, Michele Marcolini ha analizzato il primo turno nazionale dei playoff di Serie C, soffermandosi sulle sorprese emerse, sul cammino di Potenza e Casarano, ma anche sui playout di Serie B e sulle difficoltà delle grandi piazze nel riadattarsi alla terza serie.
Mister, il primo turno nazionale dei playoff ha regalato anche risultati inattesi. Su tutti l’eliminazione del Cittadella contro il Ravenna.
“Dal mio punto di vista non è stato particolarmente sorprendente. Il Cittadella è stata sicuramente una buona squadra, ma non ha mai trovato un grande equilibrio. Ha avuto momenti molto difficili all’inizio, poi una striscia incredibile di risultati positivi, alternando però la qualità delle prestazioni. Di contro aveva un Ravenna che è arrivato terzo solo perché nel suo girone c’erano due squadre che hanno espresso un calcio incredibile. È una neopromossa, ma con una società molto solida e ambiziosa alle spalle”.
L’ha sorpresa di più il Casarano o il Potenza?
“Continuo a pensare più al Casarano, soprattutto per il risultato che ha dovuto ribaltare. Perdere 2-0 in casa all’andata e poi andare a vincere a Renate contro una squadra così compatta e continua durante tutto l’anno è una piccola grande impresa. Il Potenza invece sta dimostrando che nelle gare da dentro o fuori è una squadra da evitare. Lo aveva già fatto vedere in Coppa Italia e ora nei playoff è partito fortissimo. Evidentemente c’è grande capacità nel preparare queste sfide”.
Adesso il Potenza troverà l’Ascoli.
“Sono molto curioso perché secondo me l’Ascoli è la squadra che ha espresso il miglior calcio dell’intera Serie C durante la stagione. Sarà una sfida molto interessante”.
Le seconde classificate arrivano ai playoff dopo circa venti giorni di stop. Può essere un problema?
“Come dicevo già tempo fa, questi venti giorni possono essere utili soltanto se hai bisogno di recuperare giocatori infortunati. Per il resto, stare fermi così tanto non mi piace. A questo punto della stagione i giocatori hanno preso il ritmo e i playoff sono una storia a parte. Quando sei dentro continui a giocare e basta. Restare troppo tempo senza partite ufficiali può creare difficoltà”.
Questa sera iniziano anche i playout di Serie B tra Bari e Südtirol. Che sfida si aspetta?
“Per il Bari è stata una stagione davvero difficile. È arrivato ai playout dopo aver rischiato a lungo la retrocessione diretta. Il Südtirol invece per gran parte dell’anno è stato in una posizione tranquilla, spesso anche vicino ai playoff, poi ha avuto un finale negativo e si è ritrovato coinvolto improvvisamente nella lotta salvezza. Mentalmente il Bari forse ha qualcosina meno da perdere, anche se detta così è una forzatura. Per il Südtirol la botta di dover disputare i playout può essere pesante”.
Dalla Serie B sono già retrocesse piazze importanti come Pescara, Reggiana e Spezia. Qual è l’errore che non deve fare una grande società quando torna in Serie C?
“La verità è che il passaggio tra Serie C e Serie B è molto difficile. Vincere la C non è mai semplice. La società deve capire soprattutto quali giocatori siano davvero trainanti dal punto di vista caratteriale e costruire attorno a loro. Poi servono giocatori con spirito di adattamento, perché la Serie C è molto diversa dalla B: spesso si gioca in realtà differenti, in stadi diversi, con contesti differenti. Però alla fine la cosa più importante resta costruire squadre forti tecnicamente e con un’identità chiara di gioco. Per chi vuole vincere, questa è l’unica medicina”.











