Pres. Pescara: "Sono un problema? Se qui vogliono l'Eccellenza, non iscrivo la squadra"
Se mister Zdenek Zeman si è mostrato tranquillo dopo il secondo ko consecutivo, di differente avviso, dopo la sconfitta contro la SPAL, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani, che ha così parlato ai microfoni di Rete 8: “Per i risultati, questo è il fondo - si legge su tuttoc.com - ma obiettivamente non meritavamo di perdere. La rabbia da parte di tutti ci sta. È mancato un pizzico di cattiveria in più dei giocatori. E di attenzione. Non possiamo prendere il gol dell’1-1 in quel modo. Poi abbiamo sbagliato un rigore e preso una traversa, mentre loro con mezzo tiro si prendono tre punti. Se perdi e gli altri vincono, è chiaro che diventa preoccupante la classifica. Abbiamo tempo per recuperare. Sono arrabbiato perché quando si perde è così. Ma questa è la C, dobbiamo calarci meglio nella realtà".
Sulla contestazione: "Quando si perde, come a Gubbio, è chiaro che ci siano rabbia e contestazione. Ma questo clima c’è dalla prima giornata. Il problema sono io? A fine anno metto a posto tutto e qualcuno può venire con una fidejussione di 350mila euro, e non solo, per iscrivere la squadra. Portassero una persona di loro gradimento e mi faccio da parte. Io vengo a vedere la partita, non a prendere insulti. Dove sono le persone che vogliono prendere il Pescara e fare quello che ha fatto Sebastiani negli ultimi dieci anni? Contestare senza fare nulla, non serve. Se poi vogliono ripartire dall’Eccellenza, a giugno non iscrivo la squadra e li faccio contenti. A vedere i risultati, il bilancio non è positivo. Forse abbiamo sbagliato a costruire la squadra. Ma non credo sia inferiore alle altre. A parte la figuraccia di Gubbio, in cui mi sono vergognato, il Pescara non ha mai demeritato. Ma se non vinci perdi posizioni in classifica".
Conclude: "La panchina di Zeman non è a rischio, qui non rischia niente nessuno. Il Pescara è questo, queste le possibilità che abbiamo. E ripeto: di gente pronta a entrare al mio posto, non ne vedo. Mi mettessero per iscritto che non devo iscrivere la squadra in C e li accontenterò. A giugno chiudo il mio bilancio, pago quello che devo pagare, incasso quello che mi spetta e vado via. Se qualcuno vuole investire in C al mio posto, sono pronto a lasciargli il posto".






