Tra salvezza quasi raggiunta e scenari di mercato poco rassicuranti ai tifosi del Toro resta il discutere sulla contestazione
Il Torino con il Milan ha perso, era oggettivamente da metterlo in conto, ma non è stato compromesso il discorso salvezza. Infatti Pisa e Verona, le ultime due in classifica, sono rimaste a 18 punti ed entrambi saranno prossimi avversari dei granata, i toscani alla ripresa dopo, la sosta per gli impegni della Nazionale, il giorno di Pasqua alle 18 all’Arena Garibaldi-Romeo Anconetani, e con i veneti la settimana successiva, sabato 11 aprile alle 15 al Grande Torino. Due scontri diretti con squadre alla portata. E se solo gli uomini di D’Aversa giocheranno come hanno fatto nel 1° tempo con il Milan punti ne incamereranno. Nel caso di sue vittorie arriverebbero a quota 39. E’ vero che nel turno di campionato appena concluso la Cremonese ha battuto il Parma e la Fiorentina ha pareggiato con l’Inter e ora i viola hanno 29 punti, ma il Cagliari e il Lecce, che sono entrambi dietro, i salentini appaiati alla Cremonese a 27 e i sardi sono sotto di tre punti ai granata, sono stati sconfitti. E non va dimenticato che il Genoa è rimasto fermo insieme al Torino a quota 33, avendo perso con l’Udinese, e che il Parma non si è schiodato dai 34 punti. Tenendo conto che dopo Parma e Verona il Torino affronterà la Cremonese, altro scontro diretto in chiave salvezza, e poi ci saranno ancora altre 5 giornate e quindi 15 punti in palio e pur dando per perse le gare con Inter e Juventus qualche punto arriverà dai match con Udinese, Sassuolo e Cagliari e di conseguenza si può affermare che il Torino ha in mano il proprio destino e dipende solo da lui la salvezza.
Non è ancora finito il mese di marzo, ma già il chiacchiericcio sul mercato impazza. Il che fa abbastanza ridere perché, dando pur per scontata la permanenza in Serie A, non si ha la certezza su chi sarà l’allenatore: D’Aversa ha un contratto fino al 30 giugno. Ma soprattutto con l’abitudine, pessima finché si vuole, di prendere i giocatori a fine mercato figuriamoci se già adesso si stanno anche solo imbastendo futuribili trattative di mercato. Al più Petrachi e Moretti staranno facendo elenchi di calciatori che potrebbero essere presi a prezzi contenuti informandosi se approdare al Torino sia cosa gradita a loro e ai loro procuratori informandosi sui possibili costi dei cartellini e sugli ingaggi. Di certo per quel che riguarda le uscite almeno un paio saranno ceduti per fare cassa ed facile quindi prevedere che i candidati sono: Adams, Simeone e Vlasic. Perderne anche solo uno dei tre sarebbe un colpo poiché impoverirebbe una rosa già con non scarsa qualità. Alla luce delle prestazioni di questa stagione mezza, o forse più, squadra andrebbe mandata via però piazzare altrove chi ha deluso non sarà facile e alcuni inevitabilmente resteranno, come sempre accaduto in questi anni. E poi dall’11 giugno al 19 luglio ci sarà il Mondiale per cui il grosso delle trattative di mercato saranno fatte dopo la fine del torneo. Questo per dire che le voci che circolano adesso vanno prese con le molle e alcune servono solo per farsi due risate.
Ai tifosi del Toro rimane dibattere sulla contestazione al presidente Cairo. E qui ci sono due schieramenti: il più corposo che ritiene che solo non entrando allo stadio ad oltranza si può fare pressione per indurlo a cedere il Torino. E gli altri che pensano che allo stadio si debba andare per sostenere la squadra. Finora da quando è iniziata quest’ultima forma di contestazione pacifica di non entrare nelle partite casalinghe però di seguire la squadra in trasferta il Torino ha disputato 4 gare in casa, Lecce*, Bologna, Lazio e Parma, e ha conquistato 9 punti, ha perso solo con il Bologna*, mentre in trasferta ne ha giocate 4 più i quarti di Coppa Italia, Inter* (coppa), Fiorentina*, Genoa*, Napoli e Milan, e a parte il pareggio con la Viola ha sempre perso (*con Baroni in panchina).Trattasi di un caso? Forse, ma questi sono i fatti.






