Simeone dopo l’occhiolino al River resta al Torino purché non finisca come con Bellanova
Il Torino potrà ancora contare sul capocannoniere della scorsa stagione. Giovanni Simeone, dopo aver tenuto i tifosi e si può facilmente immaginare anche il neo allenatore Ignazio Abate, in apprensione per la possibilità che potesse tornare al River Plate ha deciso a seguito dell’incontro con il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi di restare al Torino onorando i due anni di contratto che lo legano al Torino, più un altro opzionale. Tutto bene quel che finisce bene, purché poi per fare cassa negli ultimi giorni di calciomercato non venga venduto come avvenne per Raoul Bellanova.
Telenovela finita, il Cholito resta al Torino: anche perché il River Plate ha offerto troppo poco
Offrire 9 milioni per Giovanni Simeone come aveva fatto il River Plate era davvero troppo poco. Il Cholito interessava al club argentino e lo aveva detto anche il suo presidente Stefano Di Carlo: “È nella nostra lista. Lo stiamo prendendo in considerazione. Seguiamo anche altri attaccanti, comunque. Stiamo valutando diverse alternative. Ma effettivamente Simeone può essere un nostro obiettivo”. Ma poi nei fatti l’offerta fatta pervenire al Torino non dimostrava un interesse così elevato. Tanto più che il patron granata aveva dichiarato: “Simeone è un attaccante forte e continuerà a essere un punto di riferimento importantissimo per la squadra, per il Torino. Infatti ripartiremo anche da lui”. D'altronde Simeone con 11 gol e 2 assist nella scorsa difficile stagione del Torino era stato il capocannoniere della squadra granata.
E’ vero che lo stesso attaccante argentino in più di un’occasione sia sul finire del campionato sia poi quando è andato a trascorrere una parte delle vacanze in Argentina aveva dichiarato che non gli saprebbe spiaciuto prima o poi tornare al River, club nel quale era cresciuto calcisticamente. Ma questo pur mettendo l’ambiente granata in apprensione non bastava affinché ciò si verificasse.
Nel Torino Simeone è “risorto” dopo gli anni al Napoli passati per lo più in panchina
L’estate scorsa Simeone era arrivato al Torino come rinforzo di lusso per l’attacco. La formula era quella del prestito oneroso di 1 milione di euro con l’obbligo di acquisto al verificarsi di una condizione: la prima presenza in campo a febbraio. E quando questo si è verificato, cosa alquanto scontata, è scattato anche l’obbligo per il club granata di versare nelle casse del Napoli altri 6 mln più uno di bonus. Fatti i calcoli, il Torino per il Cholito ha speso 8 mln più le commissioni per gli agenti ed è quindi evidente quanto fosse bassa la cifra di 9 offerta dal River.
Il Cholito è in Italia ormai da anni. Arrivò nell’estate del 2016 ingaggiato dal Genoa e poi indossò le maglia di Fiorentina, Cagliari, Hellas Verona e Napoli prima di approdare al Torino. Nel periodo partenopeo, dal 2022 al 2025, in tre stagioni Simeone tra campionato, Champions League, Supercoppa italiana e Coppa Italia ha disputato 103 partite per un totale di 2430 minuti segnando 14 gol e fornendo 4 assist. Non ci sono dubbi che nel Napoli il Cholito fosse un rincalzo poiché 103 partite sono 9270 minuti di gioco. Nel Torino in una sola stagione fra campionato e Coppa Italia ha invece giocato 35 gare per 2372 minuti andando a rete 11 volte e fatto 2 assist. I numeri non mentono: Simeone al Torino è “rinato”.
Abate avrà il suo bomber? Parrebbe di sì, ma il precedente con Bellanova aleggia
Per l’attacco del Torino poter contare su Simeone è fondamentale. Abate ha un gioco offensivo ed è indubbio che gli serva una punta che abbia il fiuto del gol. Zapata che dovrebbe prolungare il contratto arrivando così al 2028, quello attuale sarebbe scaduto a giugno 2027, ha compiuto 35 anni lo scorso 1 aprile ed è reduce da un infortunio importante al ginocchio, gli accadde il 5 ottobre 2024, che lo tenne fermo per quasi un anno e poi ci volle del tempo affinché ritrovasse una buona condizione fisica. Adams in due stagioni al Torino ha segnato 18 gol e fornito 7 assist e ora è uno dei candidati ad essere ceduto. Kulenovic arrivato in granata lo scorso 31 gennaio non ha convinto un granché. Infatti per lui 14 presenze, fra campionato e Coppa Italia, per 384’ con 1 gol e 1 assist. Quindi per Abate, al suo primo anno al Torino e alla sua prima esperienza da allenatore in Serie A, avere il Cholito, attaccante con il fiuto del gol, non può che essere positivo.
Su Simeone però non può però che aleggiare quanto accaduto a Bellanova. Raul dopo la prima positiva stagione al Torino nella successiva quando era già iniziato il campionato e all’insaputa dell’allora allenatore Paolo Vanoli fu ceduto all’Atalanta e l’esterno destro non aveva espresso la volontà di andare via, come poi disse pubblicamente in seguito. La sua cessione fu fatta dal presidente Cairo per realizzare una plusvalenza di circa 17 milioni visto che era stato preso l’estate precedente dal Cagliari per 8. Ordunque c’è quindi da sperare che sul finire della sessione di calciomercato la situazione non si ripeta, magari perché il Torino non è riuscito a cedere qualche altro giocatore e arriva qualche club interessato al Cholito ed offre una cifra interessante ben più di quella del River.


