ESCLUSIVA TG – Patrignani: “M’interessa solo che cambi la presidenza del Toro. Aspetto tutti i tifosi sabato a Pesaro al Raduno Granata”
Mario Patrignani è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Patrignani è un medico e grande tifoso granata molto noto, nonché presidente del Toro Club Pesaro. Con lui abbiamo parlato del famoso e classico Raduno Granata a Pesaro di sabato 11 luglio e del Torino che si appresta a iniziare uno nuova stagione.
Il Torino è agli albori di una nuova stagione, cosa si aspetta e cosa pensa che possa accadere?
“Non mi aspetto assolutamente niente, non tifo per niente, non mi interesso al calciomercato perché sono tutte illusioni. In questi vent'anni ha snaturato il Toro e non ho nessuna fiducia, aspetto solo che cambi la proprietà, la presidenza: solo questo m’interessa. Ma se vogliamo far finta che questo toro amorfo, figlio di una società scadentissima, mi possa interessare, allora dico che sono stufo, le poche volte in cui posso guardare il Toro senza sentirmi l'anima strappata da un quasi totale disinteresse, di beccare tutti quei gol di testa o sul calcio d'angolo o su punizione. Ero stra-stufo di quel “castello” che faceva fare l’allenatore precedente Baroni alla difesa. Ma anche senza il “castello” questi giocatori hanno continuato a prendere un'infinità di gol di testa, addirittura in area”.
Cosa servirebbe per evitare tutto questo?
“Ci vogliono almeno due che sappiano andare a contrastare di testa gli avversari, poi ci vogliono anche due centrocampisti. L’unico vero centrocampista che abbiamo e che mi piace è Ilkhan perché gli altri non lo sono. Casadei è bravissimo, ma è un incursore e quindi non è un centrocampista, non è un mediano e Vlasic pure lui non lo è. Se fanno giocare i centrocampisti da mediani li snaturano. Se il Torino vuole giocare con due mediani allora servono due giocatori come lo era Gazzi per supportare Ilkhan, che, ripeto, come centrocampista e come anche regista è molto bravo, oltre ad essere giovane. Poi ci vogliono due laterali che corrano su e giù alla Facchetti. L’attacco invece va bene così. Dico questo solo se facciamo finta che m’interessi questa squadra, della società invece non mi interessa proprio niente, a meno che non cambi la proprietà. La squadra è fatta a immagine della società ecco perché mi interessa poco o niente. Gli anni passati andavo a seguire il ritiro, ma adesso non ci vado più perché appunto non mi interessa. Se magari, una volta ogni tanto, voglio vedere il mio Toro e per quanto sia diventato non voglio che vada in Serie B, non voglio che sparisca e non voglio che muoia e quindi a livello di squadra ho detto cosa ne penso”.
E del nuovo allenatore Abate, che per la prima volta guiderà una squadra in Serie A e che è giovane non avendo ancora compiuto 40 anni, che cosa pensa?
“Questo nuovo allenatore non lo conosco per cui non saprei, però voglio pensarne bene. Tutto sta se veramente farà giocare i calciatori con grinta. Voglio che i giocatori che indossano la nostra maglia granata se ne sentano degni e che capiscano di essere stati baciati dalla fortuna visto che possono indossare la maglia del Toro. Tornando ad Abate, se riesce a dare un'anima e dare un gioco alla squadra allora sarò contento. Meglio uno giovane che un vecchio trombone e speriamo che trasmetta almeno grinta, tremendismo e poi vedremo. Per il resto non lo posso giudicare perché non lo conosco”.
Per quel che riguarda i tifosi, cosa si aspetta che facciano in questa stagione visto che nella scorsa sono arrivati da febbraio al punto di disertare lo stadio nelle partite in casa ad eccezione del derby?
“Ho sempre rispettato moltissimo anche gli Ultras. Ho sentito la prima volta due anni fa a Verona i primi cori contro la società e poi ho visto che c'è stata una rivoluzione copernicana nel tifo del Toro: finalmente si è capito che continuando con questa società saremmo andati di sicuro verso il burrone. Andare in Serie B vorrebbe dire andare verso la sparizione e non posso dire loro come devono contestare, ma li apprezzo e qualunque cosa decidano di fare sono d'accordo in modo preconcetto. Adoro gli Ultras così come mi piacciono molto anche i Torino Hooligans perché sono gente che ha impresso il marchio della passione granata. Penso che potrebbero abbonarsi e poi magari per molte partite disertare lo stadio, anche perché se non si abbonassero si potrebbe vedere la Curva Maratona in mani blasfeme e sarebbe veramente una bestemmia poiché sarebbe la fine di quello che rappresenta l'immagine granata”.
Sabato a Pesaro ci sarà l’evento che lei organizza: il Raduno Granata. E’ diventato un classico per i tifosi del Toro, ci vuole raccontare come si svolgerà?
“Sì, è un punto di riferimento. Da quando è stata lanciata questa idea tutti gli anni arrivano tifosi del Toro da ogni parte d'Italia, da Mantova, da Cento, da Bologna, da Torino, da Jesi, da Giulianova, da Como, da Urbino, da Reggio Emilia, c’è Maremma Granata, c’è Parigi Granata, magari mi sfugge qualcuno. Sono gente come noi che amano il Toro. L'impronta è di contestazione nei confronti della società: ci uniamo alla Curva Maratona, siamo coagulati con la Curva Primavera. Comunque non facciamo nessun tipo di “pulizia etnica” come invece è avvenuto in occasione dell’evento al Grande Torino Olimpico per i 50 anni dell’ultimo scudetto che non sono state aperte le due curve. Ma vi immaginate un ultras che sta in Maratona che va nei distinti? Hanno detto che Pasquale Bruno non poteva venire. Da noi invece Pasquale Bruno ci può venire eccome e infatti ci sarà, come già accaduto negli altri anni. Come dicevo, l’impronta è di contestazione verso la società perché non ci dà un futuro. L’ho detto per vedere il sole aspetto una società nuova”.
A proposito di questo, si dice che potrebbero esserci fondi stranieri interessati a comprare il Torino. C’è qualche speranza?
“Per le potenzialità che aveva Cairo chiunque dovesse arrivare non sarà mai peggio. Cairo aveva e ha potenzialità enormi visto che ha una televisione, La 7, due fra i giornali più importanti d’Italia, Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, e ha anche soldi, ma per il Toro si è rivelato il peggior presidente di tutta la nostra Storia. Quando ero bambino c’era un certo Morando (fu presidente dal 1959 al 1961, ndr) che non aveva una lira, ma tirava su dal vivaio ragazzi dalla pelle granata. Oppure quell’anno che ci siamo salvati dall’andare in B e, se non ricordo male, l’allenatore era Giacomini e in squadra c’erano giocatori che amavano il Toro. Invece Cairo, che ha delle potenzialità non le usa, anzi le usa in maniera, secondo me, opposta. E’ impossibile, ma se anche ci facesse vincere lo scudetto con lui non si potrebbe ricucire perché ci sta portando verso l’abisso. Come ho detto non vedo l’ora che cambi la proprietà così con un gruppo di amici partendo da corso Casale potremmo andare a piedi a Superga perché con una nuova proprietà sarebbe un ritorno al passato che vorrebbe dire andare verso un futuro degno”.
Ma tornando al Raduno Granata di sabato 11 luglio a Pesaro, come si svolgerà?
“Prima commemoreremo gli Invincibili al monumento dedicato al Grande Torino che ricorda i Caduti della Tragedia di Superga il monumento è composto da parallelepipedi granata che s’innalzano verso il cielo e sono tranciati da una lamina che rappresenta l’ala dell’aereo sul quale viaggiava il Grande Torino perito nello schianto che però ha proiettato quei ragazzi verso l’immortalità. E uno dei nostri soci del Club Fedelissimi Granata Pesaro, il consigliere Davide, leggerà i nomi di chi non c’è più come accade il 4 maggio alla Lapide di Superga. E poi ci ritroveremo tutti alla “Palla di Pomodoro”, il simbolo di Pesaro, dove inizierà la festa e poi percorrendo un tratto del lungomare - in un turbinio di bandiere granata e scandendo cori da stadio con i turisti che ci guardano meravigliati, pronunciano qualche frasaccia contro la Juventus e ci applaudono - e così raggiungeremo i Bagni Lallo dove si terrà nel ristorante la consueta cena a base di pesce (sono rimasti ancora pochissimi posti e per prenotare chiamare al numero 3477323010). Ospiti d’’onore Pasquale Bruno che ci racconterà il suo Toro e come dall’essere stato un giocatore della Juventus sia diventato uno del Toro, perché lui è davvero uno di noi visto che passando al Torino sulla strada di Damasco è stato folgorato dalla fede granata. L’avvocato Pierluigi Marengo, presidente dei “lodisti” che nell’estate del 2005 dopo il fallimento impedirono che il Torino finisse in categorie inferiori alla Serie B, che essendo di Torino ci dirà cosa sta accadendo nei meandri del mondo granata. Valerio Liboni, autore dell’inno ufficiale granata “Ancora Toro”, che ci allieterà con le sue canzoni. Loris Alessandro Bonesso, uno degli autori dei gol di quel fantastico derby del 3 a 2, che non mancherà di parlarci di quella vittoria. Ci sarà Oscar Maiorano di Osservatorio Granata e il giornalista Alessandro Costa. Come sempre sarà una fantastica full immersion granata. Non vedo l’ora che sia sabato, tutti i tifosi del Toro sono invitati!”.


