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ESCLUSIVA TG – Patrignani: “Il Toro deve restare in Serie A sperando che arrivi prestissimo una nuova proprietà e trovi una squadra ancora in vita”

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Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Oggi alle 09:00Primo Piano
autore Elena Rossin
11.10.2026 09:00Primo Piano
Mario Patrignani è contento che mister Abate cerchi di dare carica, entusiasmo e spirito di appartenenza alla squadra, ma vorrebbe che facesse sempre giocare Ilkhan e Ismajli.

Mario Patrignani è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Patrignani è un medico e grande tifoso granata molto noto per essere duro e puro ed è sempre in prima linea quando c’è da difendere la Storia e i Valori Granata. E’ anche presidente del Toro Club Pesaro. Con lui abbiamo parlato delle difficoltà che ha incontrato il Torino nelle prime partite di questa stagione e delle prospettive che potrebbe avere per il proseguimento del campionato.

L’inizio del campionato del Torino non è stato brillante e c’è stata la sosta e tanti giocatori sono andati via con le Nazionali, ma adesso ci saranno sei partite che in teoria sono abbastanza alla portata, a parte il Como tutte le altre squadre non hanno organici di valore molto più elevato. Che idea si è fatto di questo Torino e che cosa si aspetta nelle prossime partite?
“Io come quasi il 100%, diciamo il 90%, di noi tifosi non mi aspetto niente. Quando vedi che da 21 anni in ogni sessione di mercato, in particolare quelle estive, il presidente Cairo vende i migliori, cosa ci si potrebbe mai aspettare? Con tutti i giocatori venduti negli anni si sarebbe potuta fare una squadra per giocare la Champions. E’ già un miracolo che da 13 campionati non siamo più retrocessi in Serie B. Io voglio che il Toro rimanga in Serie A perché così se finalmente arrivasse qualcuno, spero presto, che ci comprasse allora troverebbe una squadra ancora viva e non già in coma premortem.
Vendere sempre i migliori significa che non c’è un progetto, ma d'altronde non c’è nemmeno una società. Non c’è un Toro, non c’è niente. Tutti quelli con cui parlo la pensano allo stesso modo: dobbiamo sopravvivere, galleggiare in attesa di una nuova proprietà e quando accadrà speriamo solo di essere ancora vivi. Non mi aspetto niente, cosa mai mi dovrei aspettare?”.

Ma da tifoso, vedendo questo inizio di campionato che idea si è fatto della squadra?
“Abito a Pesaro, ma qualche partita la vado a vedere sia a Torino sia altrove. Sono venuto contro il Milan, quando c’è stata la marcia dei tifosi dal Filadelfia allo stadio, sono andato a Bologna prima della sosta, ma in precedenza anche a Reggio Emilia per la gara col Sassuolo. Lo faccio per sostenere la squadra perché spero che non affoghi e rimanga in Serie A. Non c'è rassegnazione, però questo Presidente ci ha portato un'enorme demotivazione.
Comunque parlando del Toro, l'ultimo giorno di mercato qualcuno lo ha preso il direttore sportivo Petrachi, non è un fenomeno, però sicuramente è meglio di Vagnati che c'era prima e che arrivava dalla società polisportiva Ars et Labor (nome storico della Spal, ndr)  e che per me non aveva fatto niente di buono. Petrachi ne capisce un po' di più e infatti l'ultimo giorno di mercato, purtroppo con un assoluto ritardo perché così è stata resa inutile la preparazione estiva, ha preso Mandragora e Bragança, due centrocampisti che sicuramente permetteranno alla squadra di avere un gioco decente.
Cosa sia servito il ritiro in montagna a Pinzolo e anche la successiva preparazione – che dovrebbero essere utili per amalgamare la squadra, creare un gioco e far fare amicizia ai giocatori - se poi a mercato chiuso e a campionato iniziato buona parte dei calciatori che c’erano prima non ci sono più e al loro posto ne sono arrivati di nuovi, io proprio non lo capisco. Agire così è stato un comportamento brutto e assurdo per una società che abbia dignità di esserlo, chi gestisce così una squadra lo fa in maniera pessima.
Però, come dicevo, l'ultimo giorno sono stati presi questi due centrocampisti che sono buoni e fino a ieri gli attaccanti erano buoni. Zapata si sperava che rientrasse più presto e meglio dall’infortunio al ginocchio, Simeone l’anno scorso era andato in doppia cifra e Ché Adams riesce a fare gol impossibili quindi l’attacco c’è. Ora il centrocampo è stato un po’ sistemato, ma la difesa resta molto scadente: fino a questo momento il portiere che è andato via, Paleari, era stato il migliore”.

E del nuovo allenatore Abate?
“E’ un allenatore che cerca di dare un senso di appartenenza,  infonde entusiasmo, però non mi sembra che conosca bene i giocatori. Per me, il miglior difensore è Ismajli e il miglior centrocampista è Ilkhan e sono sempre in panchina, Non capisco il perché, magari ci sono motivi personali oppure hanno litigato”.

Per la verità, Ilkhan già in ritiro aveva avuto problemi di sovraccarico muscolare e quindi per questo ha dovuto svolgere un programma personalizzato e all’inizio non ha giocato. Ismajli ha spesso problemi fisici e deve dosare i carichi di lavoro e gli impegni. Per entrambi non ci sono questioni personali con l’allenatore.
“Meglio così se non ci sono problemi fra Abate e questi due giocatori. Comunque a Bologna quando sono entrati il Toro è cambiato. Ilkhan ha fatto tre passaggi filtranti e ha messo Kulenovic nella condizione di segnare il gol del pareggio e Oristanio nella condizione di andare a rete e credo ci sarebbe riuscito se non gli avessero fatto fallo in area. Lasciamo perdere l’arbitro che nell’occasione non ci ha dato il calcio di rigore che era clamoroso, queste cose accadono solo a noi. E poi anche la beffa del fatto che il capo degli arbitri, Orsato, ha detto che non era rigore. Ma come? Ma non ha visto cosa è successo? E’ forse strabico? Quello su Oristanio non era rigore come quello di Belotti con l’Inter, ve lo ricordate? (Il 13 marzo 2022 Ranocchia stese Belotti in area e l’arbitro non concesse il rigore e non fu richiamato dal Var, allora però il designatore Rocchi ammise il clamoroso errore, ndr). La scusa dell’aver toccato prima la palla, ma stiamo scherzando? Pensano che siamo tutti ciechi e negano l’evidenza.
Comunque lì a Bologna Ilkhan è entrato e ha dato luce al centrocampo per cui è uno che deve giocare. E’ andato in Nazionale Under 21 della Turchia e poi Montella lo ha convocato per quella maggiore per cui deve giocare anche in questo torello, per il quale è già molto se resta in Serie A. Questa cosa che Ismajli e Ilkhan non giochino non la capisco, a prescindere dai problemi fisici. Per il resto, come ho detto, Abate cerca di dare carica, entusiasmo e spirito di appartenenza. Questo va bene per cui aspettiamo con fiducia che ci presenti un Toro almeno assatanato e con furore agonistico, per qualche attimo nelle partite precedenti lo si è anche visto. Chi va in campo indossando la maglia del Toro deve essere consapevole di doverla assolutamente onorare, almeno questo. Onorare la maglia, correre come assatanati, dare l'anima e il sudore perché devi sentirti unto dal Signore quando puoi indossare questa maglia”.

Si aspetta quindi di vedere miglioramenti già a partire da domani sera nella partita con l’Udinese e che il Torino non vada sempre in svantaggio come è accaduto finora in campionato, che si evitino le distrazioni difensive e che si segnino più gol?
“La sosta può anche aver dato alla squadra la possibilità di crescere, ma siamo sempre lì perché alle volte parlare di squadra e giocatori, mi sembra quasi blasfemo perché il punto di base è sempre lo stesso e non voglio essere troppo ripetitivo, però quando tu compri l'ultimo giorno di mercato tre o quattro giocatori, che amalgama può esserci? Adesso speriamo che questa sosta abbia favorito l'amalgama dei giocatori, ma sono stati buttati nei bagni pubblici due mesi, quanto è durata tutta la preparazione estiva.
Sono contento che il Toro rimanga in Serie A perché, prima o poi, Cairo dovrà andare via e spero che chi subentrerà, spero molto molto presto, trovi una società e una squadra ancora in vita, punto. Questa sosta avrà fatto anche bene. Contro i giocatori noi tifosi non abbiamo niente, anche se sono espressione della società, ma se chi indossa la maglia sa dove si trova e dà l’anima e il furore agonistico non sarà mai criticato.
Io come tantissimi altri sosteniamo la squadra e contestiamo la società che non ha nulla, ma proprio nulla di granata perché non ha un minimo d’ambizione. Come dicevo, a volte è anche sciocco parlare di squadra, di gioco o di rigori perché noi potremmo risorgere solo se Cairo va via. Speriamo che l’esposto sulla gestione dello stadio Grande Torino fatto alla Corte dei Conti dagli avvocati Marengo e Rendina dia i suoi frutti. Qualcuno potrà dire che si tratti solo di una mossa per attaccare Cairo, ma visto che l’obiettivo di tutta la tifoseria è che lui vada via allora qualunque cosa fatta contro di lui è per il bene del Toro. Cairo aveva detto che sarebbe andato via quando i tifosi non lo avessero più voluto, ma visti i fatti ci ha preso in giro perché la marcia dei 25 mila il 4 maggio del 2025 era proprio stata fatta per far sapere a tutti che i tifosi del Toro non lo volevano più. Sono d’accordo con l’esposto e ribadisco che qualunque cosa venga fatta contro questa società e contro Cairo è per il bene del Toro, su questo non c’è alcun dubbio”.

Un’ultima cosa: giocando a fare pronostici, quanti punti crede possa fare il Torino nelle prossime sei partite?
“Proprio non lo so, non me lo chiedere. Spero solo che la squadra mantenga la sua dignità e che sia degna del nome che rappresenta”.

Fonte: Elena Rossin

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