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Torino, LIVE Abate: "Non so a che punto del percorso siamo. Col Monza sarà una partita sporca e dovremo sporcarci le mani"

autore
Elena Rossin
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Oggi alle 14:25Primo Piano
autore Elena Rossin
22.10.2026 14:25Primo Piano
Mister Abate crede che il suo Torino debba ancora migliorare tanto in fase difensiva e ancora di più nello sviluppo del gioco.

Il Torino cerca la terza vittoria consecutiva che manca in campionato dal periodo tra febbraio e marzo 2019, quando sconfisse, Atalanta, Chievo e Frosinone, sotto la guida di Mazzarri. Ora la squadra di Abate ha la possibilità di farlo visto che ha battuto negli scorsi due match Udinese e Parma. E questo è valso, dopo sette partite, il 9° posto in coabitazione col Napoli a 10 punti.
L’allenatore del Torino, Ignazio Abate, fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con il Monza, che si disputerà domani sera allo stadio Grande Torino Olimpico.

A che punto del percorso è oggi il suo Torino?
"Mah, sinceramente non lo so. Non deve abbandonarci la voglia di migliorarci giorno dopo giorno e credo che abbiamo ampi margini di miglioramento vedendo quello che percepisco durante la settimana e poi quello che riusciamo ad esprimere in partita. Dobbiamo continuare a lavorare e a perseverare". 

Che tranelli può auto farsi il Torino e quali invece si aspetta dal Monza?
"Nella mia squadra ho massima fiducia, sono sempre molto positivo per come li vedo lavorare. Se ti riferisci al fatto che possiamo sottovalutare la partita dopo due giornate positive credo che ti sbagli di grosso: saremmo sulla strada completamente sbagliata. Ho invece visto la squadra allenarsi con l’atteggiamento e la tigna giusta, siamo semplicemente all’ottava giornata e dobbiamo continuare a voler crescere e a migliorarci quotidiano. Domani sarà una partita difficilissima. Arriviamo da un’eliminazione in Coppa Italia contro di loro. Sarà una partita dove il Monza la metterà sul piano dell’intensità, sui duelli individuali e per questo sarà una partita molto sporca e noi dovremo sporcarci le mani e cercare di mettere quella forza, quell’energia e qualità dentro lo sporco".

Ha sempre difeso Simeone, anche se non segnava: oltre ai gol cosa apprezza di lui?
"Ma io non … impereremo a conoscerci. Non devo difendere a prescindere un ragazzo. La verità è che ha sempre messo il gruppo e lo stemma davanti a tutto, ha sempre lottato in ogni partita per il bene della squadra. E' un giocatore da gruppo. Ha sempre giocato per la squadra senza pensare all’ego personale e quando lo si fa la ruota gira. Eravamo tutti convinti delle sue qualità. Alleno ragazzi positivi ed energici che hanno a cuore le sorti di questa piazza e quindi solo per questo ho speso parole neanche di elogio, ma ho semplicemente detto la verità".

L'eliminazione dalla Coppa Italia può essere uno stimolo in più tanto più che c'è anche da sfatare il tabù delle tre vittorie di fila che manca da più di sette anni?.
"Non sono stimoli per noi in questo momento queste considerazioni, dobbiamo pensare al nostro percorso di crescita. Ho sentito molto spesso parlare di svolta e di gare cruciali e invece credo molto di più in un processo, nel lavoro graduale di apprendimento, nel lavoro quotidiano e nell’umiltà di volersi migliorare giorno dopo giorno. Questa è la strada che abbiamo intrapreso: abbiamo ampi margini di miglioramento ed è vero che veniamo da due gare in cui abbiamo fatto risultato, ma non ero disfattista prima e non sono soddisfatto ora. Dobbiamo mantenere un determinato equilibrio, lavorare con grande umiltà e dobbiamo ancora migliorare tanto, tanto, tanto in fase difensiva e ancora di più nello sviluppo del gioco".

Ha parlato più volte di senso di famiglia e dell’aiutarsi reciprocamente. E' giusto dire che lavora sul gruppo tanto quanto sugli aspetti tecnici e tattici?
"Sì. Quella corsa a Parma mi è uscita spontaneamente: io sono passionale e sanguigno e credo molto nella connessione umana perché mi rappresenta. Ho giocato in squadre dove si lottava per obiettivi comuni e poi a fine partita ognuno  andava per la sua strada. Ma questo non fa parte del mio essere perché ho bisogno di sentire il battito dello spogliatoio e di legarmi ai miei giocatori. E voglio che fra loro si leghino ancora di più perché quel senso di famiglia, di responsabilità e del dovere è un aspetto fondamentale, credo tanto in questo aspetto". 

Ci sono gare ravvicinate: cambierà qualche cosa e come si pone lei in questo frangente?
"Ci sono tante valutazioni da fare, c'è da capire il percorso dei ragazzi. Ieri non abbiamo fatto tantissimo perché era ancora una giornata di recupero. Oggi abbiamo lavorato e domani mattina vedremo come ha recuperato chi ha giocato. Sicuramente qualche considerazione va fatta, valuterò senza fasciarmi troppo la testa. Manderò in campo la squadra che reputerò stare meglio e che mi darà le maggiori garanzie, pensando solo ed esclusivamente alla partita di domani".

Fitz-Jim è stato un po' penalizzato dal sistema?
"No...E' partito molto bene, poi ha avuto un problema al tallone stringendo i denti e si è curato durante la sosta. Ora sono due settimane che lo vedo davvero bene. Ruolo? Può fare uno dei due mediani o la mezzala, è un'alternativa valida"

Come cambia la difesa con Ismajli o con Rodriguez?
"Il punto di equilibrio lo danno i giocatori. Trovare equilibri significa trovare l'incastro: so cosa possono darmi i giocatori, io lavoro più sulle lacune che sui punti di forza dei ragazzi. A Parma Ismajli è sempre stato combattivo, ma ha fatto una grande gara con il pallone e con personalità quando manovrava. Quando alleni ragazzi di oltre 30 anni, che hanno certezze, non è facile entrargli dentro. Sono contento di Ismajli, si è sempre allenato con professionalità e sono certo che anche domani farà una bella partita" 

Domani è un test di personalità?
"No. Quando trovi squadre che mordono uomo su uomo, non è una gara da dominio perché ti vogliono portare sui loro binari e noi dovremo calarci nella mentalità. Non sarà una gara di palleggio, dovremo metterci qualità per vincere i duelli" 

Come sta vedendo Belghali?
"Lui è più forte di me come esterno (ride, ndr). Ha sempre avuto propensione offensiva, stiamo lavorando sulle posture del corpo, sullo smarcamento e sulla fase difensiva. E' umile, è arrivato senza fare il ritiro e ho cercato di dargli minutaggio gradualmente. Deve crescere senza accontentarsi"

Ora deve sbloccarsi Vlasic?
"Me lo auguro...In un certo senso, entrambi hanno avuto lo stesso percorso in questo campionato ed entrambi sono in crescita. Vlasic, a differenza di Simeone, avverte tanto  peso della responsabilità. Deve invece stare sereno: lo pensavo anche da giocatore, è più importante il pensiero che i compagni e l'allenatore hanno di lui. E' un perfezionista, gli chiedo di entrare in campo con leggerezza perché quando meno se lo aspetta ci regalerà grandi soddisfazioni"

E' cambiato tutto dal Toro-Monza di Coppa: ma davvero non c'è voglia di rivincita?
"No, e spiego perché. Lottiamo contro noi stessi, altrimenti saremmo mediocri se ci accontentiamo. Bisogna creare una mentalità: stiamo centrando il primo obiettivo, che è creare l'anima del gruppo dopo aver cambiato tantissimi giocatori. Si è creato un bel senso di appartenenza, voglio vedere il veleno della sofferenza che abbiamo avuto a Parma. Abbiamo goduto della sofferenza, è stata la cosa più bella. Domani sarà dura, ma anche il Monza troverà tosta"

E il prossimo obiettivo qual è?
"Alimentare l'anima, perché come una pianta va annaffiata tutti i giorni. Dobbiamo anche migliorare dal punto di vista difensiva e avere voglia di non prendere gol. E poi essere più riconoscibili possibili. Ci sono tanti step, non credo alle scorciatoie e non butto fumo negli occhi. Ci vogliono umiltà ed equilibrare, la squadra deve solo pedalare forte"

Su cosa lavorate per tenere il controllo della partita per 90 minuti?
"Non è possibile, non l'ho mai vista una squadra in controllo per tutta la gara. Bisogna cercare di non subire gol, il prossimo step è che quando passi la sofferenza non devi pensare di far trascorrere il tempo, ma serviva riprenderla in mano. Simeone ha fatto un grande gol, ma si poteva fare meglio"

Dove vede meglio Aboukhlal?
"Spendo parole di elogio: ha passato un'estate non semplice, poteva andare via ma è rimasto e ha lavorato con umiltà. Ha fatto le tre settimane da professionista vero, lo vedo come esterno a sinistra. A Parma volevo premiarlo, è giusto ed è mio dovere tenere tutti vivi. Alla lunga, quando batti giorno per giorno, è giusto essere gratificato. Mi auguro che arrivi anche la sua occasione, può darci tanto"

Come pensa di limitare Varela?
"Ha fatto un grande inizio di campionato e ha qualità, ma anche io ho giocatori forti dietro che sono fisici e veloci. Mi aspetto una grande partita anche dagli attaccanti, che vogliano coprire palla. Dobbiamo capire i momenti della gara. Il Monza non è solo Varela, gioca un calcio offensivo e vengono da un buon momento. Domani in casa nostra deve essere difficile per loro, non vedo l'ora che sia domani: dobbiamo avere connessione con la nostra gente, ci sono stati vicini nei momenti difficili e dobbiamo trascinarli"

Quanto ha lavorato con Simeone?
"In ogni squadra, l'allenatore deve portare idee e identità ma considerando le caratteristiche dei suoi giocatori. Forse all'inizio l'ho messo in difficoltà, con le due punte è sembrato più a suo agio. Ho cercato equilibrio, è tutto un processo perché conosci meglio i giocatori. Tatticamente lavoro con tutti, Simeone è esperto e capisce il gioco come Adams, Zapata, Kulenovic e anche Pellegri" 

Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

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