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ESCLUSIVA TG – Torino-Lecce, l’ex granata Luigi Garzya avverte Abate: “Sarà una partita tosta”. E su Petrachi manda un messaggio a Cairo

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Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Oggi alle 11:59Primo Piano
autore Elena Rossin
05.11.2026 11:59Primo Piano
L’ex difensore analizza il momento del Toro, le difficoltà difensive, il rendimento dell’attacco e le prospettive della squadra di Abate. Promossi Belghali e Bragança, mentre su Zapata e sul futuro Petrachi non ha dubbi.

Luigi Garzya è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Garzya attualmente si occupa della scuola calcio “La Polisportiva San Cesario“, che ha sede nel paese dove vive in provincia di Lecce, e delle sue attività fra le quali Bed & Breakfast nel salento, ma da giocatore era stato nel Torino dal 2000 al 2003 e in precedenza nel Lecce nelle giovanili e poi in prima squadra dal 1985 all’87 e successivamente dal 1988 al 1991. Con lui abbiamo parlato della partita dei granata con i giallorossi che si disputerà sabato pomeriggio.

Luigi Garzya è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Garzya attualmente si occupa della scuola calcio “La Polisportiva San Cesario”, che ha sede nel paese dove vive, in provincia di Lecce, e delle sue attività, fra le quali un Bed & Breakfast nel Salento, ma da giocatore era stato nel Torino dal 2000 al 2003 e, in precedenza, nel Lecce nelle giovanili e poi in prima squadra dal 1985 all'87 e successivamente dal 1988 al 1991. Con lui abbiamo parlato della partita dei granata con i giallorossi, che si disputerà sabato pomeriggio.

Il Torino sembrava essersi messo in carreggiata con tre vittorie consecutive, ma poi sono arrivate le due sconfitte con Como e Frosinone. Cos’è successo?
“Partiamo dal presupposto che il Como è una delle squadre, secondo me, più forti. Chiaramente brucia per come è avvenuta la sconfitta, visto che fino all'ottantesimo il Torino stava vincendo contro una delle big di questo campionato. Direi che brucia di più la sconfitta col Como che quella con il Frosinone, perché in questo momento il Frosinone è la squadra che gioca meglio ed è in uno stato di grazia fisico e mentale e quindi ci sta perdere”.

Però nel secondo tempo il Torino col Frosinone ha veramente fatto molto poco.
“Sì, a differenza del primo tempo, nel secondo magari ci si aspettava qualcosina in più dal Torino. Però si guardano sempre i demeriti e mai i meriti degli avversari. Sinceramente, il Toro non ha fatto un grandissimo secondo tempo, però bisogna dare merito soprattutto al Frosinone, poiché ha impedito al Torino di fare determinate cose”.

Sabato pomeriggio il Torino affronterà il Lecce, che è messo meno bene del Torino, visto che è al quattordicesimo posto con nove punti dopo dieci giornate.
“Il Lecce è una delle squadre che negli ultimi anni si è salvata all'ultima giornata. Loro sono consapevoli che devono lottare per non retrocedere e quindi non puntano ad altro. Veramente cercano di salvarsi quanto prima: questo è l'obiettivo del Lecce. Loro sono vaccinati sotto questo aspetto. Quindi i nove punti non sono tanti, ma non sono nemmeno pochi per il percorso che stanno facendo”.

Analizzando in modo distaccato il Torino non si riesce a capire esattamente quanto sia già cresciuto e quanto possa ancora crescere. Secondo lei a che punto è questa squadra?
“Quando cambia allenatore, metodologia di allenamento, modulo, ci vuole un po' di tempo, anche perché ci sono pure giocatori nuovi: l'ossatura di una squadra è importante. La squadra ha dimostrato a livello caratteriale che è comunque cambiato qualcosa. Negli ultimi anni il Torino ha fatto campionati anonimi ed era una squadra che non era né carne né pesce. Invece quest'anno vedo qualcosa di meglio, soprattutto sotto l'aspetto del gioco, ma anche della qualità dei giocatori. Secondo me, sono superiori. E poi bisogna dare un po' di tempo all'allenatore, che è comunque bravo. Io sono il primo a essere contento che sia Abate l'allenatore, perché l'ho seguito e mi piace. Un po' di tempo bisogna darglielo, anche perché sta facendo bene per essere al primo anno in Serie A con una squadra nuova. Non è facile”.

Una cosa che non è cambiata molto rispetto al passato sono il numero dei gol subiti. Lo stesso Abate praticamente in tutti i fine partita si è rammaricato per gli errori individuali che hanno portato gli avversari a segnare.
“Ha ragione, ma stranamente in questo momento stanno pure giocando bene i due centrali. Questo però non è un problema solo del Torino, ma un po’ di tutte le difese del nostro campionato: vedo cose che veramente fanno rabbrividire. Infatti poi non mi meraviglio che le partite finiscano 6-2, 4-4, 3-0. Secondo me, sul piano difensivo siamo andati a ritroso, perché si commettono errori madornali. Invece di andare avanti, sono tutti peggiorati. Sono i reparti dove si è verificato un peggioramento in assoluto. Tutte le squadre fanno fatica a trovare difensori forti”.

E poi nel Torino c'è la questione attacco. Se si guarda la rosa si pensa che ci sia un bel parco attaccanti, però poi i gol segnati sono 14 gol in 10 giornate. Non è malissimo, però non è neanche bene, poiché i granata segnano un po' poco, non trova?
“Qualcosina in più lo si aspettava. Però stiamo parlando comunque di una squadra che deve fare un campionato tranquillo. Infatti, se analizziamo la classifica, ci sono molte squadre più blasonate, più forti e più ricche del Torino. L’obiettivo del Toro è cercare di migliorare la posizione in classifica dell'anno scorso, giocando un buon calcio. Ci sono tante squadre che stanno deludendo e non è una cosa bella per il Toro, perché si ritrova quasi nella stessa posizione di chi in teoria dovrebbe fare meglio e, secondo me, prima o poi queste squadre risaliranno. Sto parlando della Juve, del Napoli, che hanno una classifica deficitaria in questo momento, ma anche dell'Atalanta e della Fiorentina, che sono persino dietro al Torino. Quindi, a dirla tutta, forse il Torino non sta facendo così male, perché molte squadre stanno deludendo nonostante abbiano speso milioni e milioni. Il Toro ha una buona squadra e, secondo me, col tempo migliorerà anche la classifica, che, ripeto, non è da buttare. Magari con 15 punti avrebbe rispecchiato meglio tutto il percorso che il Torino ha fatto fino ad ora. Dell'Udinese, ad esempio, nessuno immaginava che avrebbe faticato come è accaduto”.

Il centrocampo sembrava il reparto meglio attrezzato, però poi si è fatto male Mandragora e anche altri giocatori a turno finora hanno avuto acciacchi oppure dovevano trovare la forma migliore, poiché arrivavano da una preparazione estiva non ottimale e quindi sono stati schierati di volta in volta differenti interpreti. Un problema per l’equilibrio della squadra?
“Comunque c’è una buona rosa, quest'anno vedo molti giocatori di qualità anche in panchina. Hai giustamente citato Mandragora, che è il titolare, però quelli che stanno giocando non stanno facendo male, perché il Torino non ha una rosa con 11 titolari e gli altri fanno fatica a essere buone alternative”.

Forse è sulle fasce che mancano un po’ le alternative, all’inizio Abate aveva puntato su Fortini e Cacciamani, ma prima l’uno e ora anche l’altro hanno avuto problemi fisici. Patterson e Aboukhlal finora infatti hanno reso meno degli altri due.
“Sì, ma purtroppo gli infortuni fanno parte del calcio e vanno messi in conto e, quando vengono a mancare giocatori importanti, è normale che si fatichi di più. La sfortuna è che sia Fortini sia Cacciamani si sono fatti male uno dopo l’altro e il secondo prima che tornasse il primo”.

Qual è il giocatore che finora l’ha impressionata positivamente?
“Belghali e anche Bragança, entrambi mi piacciono per come giocano”.

Qualcuno invece l’ha delusa?
“Mi sarei aspettato qualcosa in più da un giocatore come Zapata. Lui indubbiamente ha qualcosa in più rispetto agli altri, ma negli ultimi anni, dopo l’infortunio, sta facendo fatica. Da uno come lui, anche se non è titolare, mi aspetto che quando va in campo faccia qualcosa in più. L’infortunio purtroppo però gli ha impedito di essere quello di una volta e, se fosse tornato sui suoi livelli, il Torino in attacco non avrebbe avuto problemi”.

Che Torino si aspetta di vedere contro il Lecce?
“Non sarà una partita facile per il Torino. Sarà tosta perché il Lecce alterna delle buone prestazioni ad altre quasi pessime, ma è sempre una squadra difficile da affrontare, poiché tatticamente Di Francesco è molto bravo a schierare i suoi giocatori in campo e riesce a dare fastidio a parecchi avversari. Non è facile far gol al Lecce, anche se magari ultimamente hanno preso un po' di gol, però l'ossatura è quella di una buona squadra che si deve salvare. Quando incontri queste squadre non è mai facile e, a ben vedere, il Torino ha 4 punti in più del Lecce, quindi non è che ci sia un grandissimo divario. Chiaramente il Toro è più blasonato e ha una caratura tecnica superiore, lo sappiamo tutti, però il Lecce è una squadra dura ed è per questo che riesce a salvarsi spesso, perché non molla mai”.

Ma lei cosa si aspetta dal Torino?
“Che quest'anno faccia un campionato diverso dagli ultimi, non dico di vertice, però un campionato dove possa dire la sua, soprattutto con le squadre più forti, più blasonate. Ripeto, secondo me ha giocatori all'altezza per non fare un campionato anonimo e quasi apatico come accaduto negli ultimi anni”.

Il direttore sportivo Petrachi ha il contratto in scadenza a giugno, pensa che possa rimanere al Torino?
“Se Cairo è furbo se lo tiene stretto, anche perché è inutile negare che il connubio Petrachi-Cairo ha sempre comunque funzionato. Ci sono stati momenti più complicati, come accade in qualsiasi club, però Petrachi ha fatto guadagnare un sacco di soldi a Cairo con grandissime plusvalenze”.

Rinnovargli il contratto darebbe al direttore sportivo anche maggior potere per il prossimo calciomercato invernale.
“Cairo dovrebbe rinnovare il contratto a Petrachi, anche perché l’uno fa la fortuna dell’altro. Ovviamente un ds con il contratto in essere ha maggior potere, ma queste cose le sanno”.

Un pronostico per Torino-Lecce?
“Non lo faccio perché se lo azzeccassi giocherei sempre la schedina. Io delle singole partite non parlo mai perché preferisco pensare agli obiettivi finali, che sono poi quelli che contano davvero. Sicuramente la salvezza per il Lecce e un miglioramento di classifica per il Toro”.

Fonte: Elena Rossin

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