D'Aversa, il Torino passa sopra una Lazio passiva. E Sarri era già preoccupato alla vigilia
Buona la prima per Roberto D'Aversa, che al debutto sulla panchina del Torino centra una vittoria pesantissima che porta a 6 i punti di margine sul terzultimo posto. Il Cholito Simeone d'astuzia su Pellegrini e in anticipo su Provedel, poi l'inzuccata di Zapata nella ripresa: niente da fare per la Lazio di Maurizio Sarri, con le pile scariche e la spina scollegata. Con qualche timore che tra i giocatori si sia fatto troppo ingombrante il pensiero della Coppa Italia mercoledì e il primo round con l'Atalanta. Offuscando il focus primario sul campionato in ordine cronologico.
Roberto D'Aversa, nuovo allenatore del Torino, ha commentato così il suo debutto al timone granata: "Quando c'è un cambio in panchina, una reazione è anche normale. Sono contento dei gol degli attaccanti, abbiamo avuto coraggio a metterli subito per dare un segnale. Quando tutti vedono che Zapata e Simeone si sacrificano, tutti danno di più. Nel finale è uscita fuori la Lazio, ma sul risultato non ci sono dubbi. Per giocare insieme, devono sacrificarsi: hanno dimostrato di poterlo fare. Non abbiamo preso gol, ho cercato di far ragionare la squadra su aspetti positivi".
C'è subito la Coppa Italia per tornare sui binari giusti, ma Maurizio Sarri è intervenuto così in conferenza stampa per un commento sul ko: "Come energie eravamo inferiori all'avversario. Non abbiamo mai preso una palla vagante, l'assurdo è che noi abbiamo cinque palle gol e loro quattro. La sensazione è che dovessimo giocare 20 minuti per tirare... La mancanza di solidità difensiva per noi è una novità, siamo sempre stati una squadra con applicazione difensiva. Già alla vigilia c'erano rischi palesi, abbiamo sbagliato il reclutamento di energie mentali. Con l'Atalanta sarà una partita difficilissima, ancora di più essendo una doppia gara".
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