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Torino, tra memoria e contestazione: il 4 maggio divide la piazza. E Cairo non sale a SupergaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 06:45Serie A
di Emanuele Pastorella

Torino, tra memoria e contestazione: il 4 maggio divide la piazza. E Cairo non sale a Superga

È stato un altro 4 maggio senza Urbano Cairo, proprio come nel 2025. Dodici mesi fa le strade di Torino si erano colorate di granata con oltre ventimila tifosi a sfilare per mostrare il proprio malcontento, un anno dopo le ultime curve verso la basilica erano tappezzate di striscioni. "Restituiscici il Toro", "Rispetto per le nostre leggende, disprezzo per chi le offende", "A Superga sale chi li ama, non chi da 21 anni li profana" i messaggi lasciati lungo il percorso che porta alla lapide degli Invincibili. Cairo ha preferito non presenziare né al Cimitero Monumentale durante la mattinata, né a Superga nel pomeriggio, quando la contestazione ha preso di mira la squadra. D’Aversa e i suoi ragazzi sono scesi dal pullman nel piazzale di fronte alla basilica e sono stati sommersi da fischi e insulti, stemperati poi dal coro "C’è solo il Grande Torino". Capitan Zapata ha letto i nomi dei caduti per la seconda volta, don Gianluca Carrega ha officiato la messa ma è voluto essere presente anche don Riccardo Robella, reduce dal terribile incidente stradale del novembre scorso che lo ha costretto alla sedia a rotelle. "Questa città è cresciuta sentendosi parte unica con la storia dei campioni: il 4 maggio non è mai un giorno come gli altri" ha dichiarato l’assessore allo sport della città di Torino, Mimmo Carretta; "Sono passati 77 anni da quel tragico evento, ma la ferita non si è rimarginata: oggi rimangono i loro valori e io ne sono grata, lo sento nel mio animo centenari" l’intervento di Susanna Egri, figlia Ernesto che fu il vero ‘padre’ del Grande Torino. Sui social è stato un pieno di messaggi in onore degli Invincibili. Dalla Juventus, "4 maggio 1949, una data per sempre nella memoria. 77 anni fa, nella tragedia di Superga, se ne andava il Grande Torino: il club si unisce nel ricordo" il post dei bianconeri, a Gabriele Gravina: "Il Grande Torino ha scritto pagine indelebili della storia del nostro calcio, una storia che dobbiamo tramandare alle nuove generazioni per non disperdere il patrimonio di valori di una squadra simbolo di rinascita per il Paese e capace di far innamorare milioni di italiani". E poi si sono aggiunti i post di alcuni ex del passato recente: "Una preghiera" ha scritto Vanoli, oggi tecnico della Fiorentina ma un anno fa alla guida del Toro a Superga; "Lì dove il tempo si è fermato, lì dove i nostri Eroi ci hanno lasciato. Onore al Grande Torino, sempre" il messaggio del Gallo Belotti, ex capitano granata. Infine ci sono stati ancora gli omaggi di Benfica, River Plate e Chapecoense, società che nel corso degli anni hanno stretto un rapporto di amicizia. Anzi, di “Eterna Amistad”, come sottolineato dai club portoghese e argentino.