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Un 4 maggio particolare, con Cairo che resta lontano dalle commemorazioni e con anche pochi tifosi del Toro a Superga, va fatta una riflessione
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Un 4 maggio particolare, con Cairo che resta lontano dalle commemorazioni e con anche pochi tifosi del Toro a Superga, va fatta una riflessione

Il Grande Torino aveva saputo unire l’Italia dopo la seconda guerra mondiale, mentre ieri sia al Cimitero Monumentale sia a Superga di gente ce n’era poca, nel senso molta meno del solito. Certo era lunedì, un giorno lavorativo, ma questo non basta a spiegare perché il popolo granata ha preferito non essere presente soprattutto a Superga nel giorno della commemorazione dei caduti nella Tragedia del 4 maggio 1949 che si portò via alle 17:03 il Grande Torino, i dirigenti granata, giornalisti e l’equipaggio del volo che riportava a casa la squadra dopo l’amichevole con il Benfica a Lisbona. In anni precedenti, a parte quelli del lockdown, la presenza dei tifosi del Toro soprattutto a Superga era massiccia anche quando il 4 maggio cadeva di giorno feriale, mentre ieri c’è chi stima in 2000 le persone, ma la sensazione è che fossero un po’ meno. In Basilica di gente per la Messa ce n’era, ma non c’era il pienone sul piazzale e alla Lapide, raggiungerla non era impossibile mentre gli anni scorsi se non si andava ore prima non si riusciva neppure ad avvicinarsi per la lettura dei nomi. In compenso c’era uno spiegamento di forze dell’ordine, carabinieri, polizia e polizia municipale, oltre alla Digos, che sembrava di essere al G8. E c’era anche una massiccia presenza di steward.   

Sia molto chiaro la gente del Toro non ha dimenticato gli Invincibili, anzi, però ha preferito in questo 4 maggio 2026 non essere in massa presente e questo deve fare riflettere. Il presidente Cairo, da tempo sempre più contestato, è rimasto lontano dalle commemorazioni, né al Cimitero Monumentale né a Superga ha messo piede. L’anno scorso a Superga salì alle 10 del mattino insieme al figlio, ma quest’anno no. Per la verità i Torino Hooligans hanno presidiato il Colle affinché non ci andasse e infatti così è stato. La squadra e i dirigenti granata al loro arrivo sono stati contestati soprattutto dai TH, mentre alla fine i tifosi non dei gruppi organizzati hanno circondato d’affetto i giocatori chiedendo foto e autografi e di vincere il derby, che si disputerà l’ultima giornata di campionato nel week end del 24 maggio.
Va detto, per onor del vero, che molti tifosi erano andati a Superga sabato e domenica e che ci sono state manifestazioni in molte parti d’Italia organizzate dai locali Toro club a dimostrazione del fatto che gli Invincibili sono stati commemorati eccome.

Di sicuro la differente presa di posizione fra i gruppi organizzati della Maratona, tregua alle contestazioni il 4 maggio, e i Torino Hooligans, che non volevano né Cairo né la squadra a Superga perché non considerati degni della Storia granata, avrà frenato molti dal salire al Colle. La disunione dei tifosi del Toro ormai è un dato di fatto e c’è anche contrapposizione fra chi diserta lo stadio e chi invece ritiene di andarci perché comunque la squadra, seppur ottenga risultati mediocri e sfoderi prestazioni inaccettabili come anche recentemente con la Cremonese, per un’ora abbondante con l’Inter e con l’Udinese, debba essere sostenuta.

I quasi 21 anni di presidenza Cairo hanno prodotto tutto questo: esasperazione e allontanamento dei tifosi. La tifoseria del Toro era considerata una delle più belle d’Europa, mentre ora è irriconoscibile. Non si vuole assolutamente giudicare chi abbia torto o ragione, ma di certo così non si può andare avanti. Senza tifosi il Toro è destinato a estinguersi: è su questo che bisogna riflettere. Non significa ovviamente che non si debba contestare, ma servono forme che uniscono e non dividono, il Grande Torino questo faceva.

© foto di Elena Rossin
© foto di Elena Rossin
© foto di Elena Rossin