Inter, Sucic e i suoi idoli: "Messi e Ronaldo, ma tengo alla maglia di Modric"
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Daniele Najjar
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Oggi alle 14:45Serie A
autore Daniele Najjar
21.10.2026 14:45Serie A
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L'Inter di Cristian Chivu si tuffa di nuovo nella Champions League e contro lo Shakhtar Donetsk serve solo una vittoria, dopo due ko di fila nelle prime due uscite europee. Il centrocampista nerazzurro, Petar Sucic, potrebbe essere fra i giocatori che partiranno dall'inizio nella mediana che affronterà gli ucraini.
A poche ore dal match ha parlato ai canali ufficiali del club del suo inserimento nel mondo Inter e del proprio percorso in questi anni: "Ho vinto il campionato in tre paesi diversi, sono fortunato perché ho collezionato già diversi successi", le sue parole. "Non posso scegliere tra i momenti dell'anno scorso, sicuramente vincere Scudetto e Coppa Italia è stato bellissimo. Il mio esordio a San Siro è stato indimenticabile: abbiamo vinto 5-0 con il Torino, abbiamo giocato benissimo e i tifosi erano felici, penso sia stata una delle notti più belle della mia vita", ricorda.
Tornando alle origini, il croato spiega: "Ho iniziato a giocare nel giardino di casa, ma mi ricordo bene il mio primo gol. L'ho segnato nel primo torneo a cui ho partecipato, quando ho iniziato ad allenarmi davvero con una squadra: ero felicissimo, ho cominciato a correre per tutto il campo con le braccia spalancate in mezzo agli altri bambini".
Sui sogni e gli obiettivi raggiunti nel suo percorso: "Quando giocavo da bambino con i miei amici sognavo di diventare un calciatore, come tutti loro. Io però mi rendevo conto di essere bravo, era una bella sensazione. Solo io ce l'ho fatta: ne parliamo ancora adesso, arrivare a questo livello è molto difficile, perché devi lavorare tanto per confermarti ogni giorno, soprattutto se giochi in uno dei Club più importanti del mondo come l'Inter.
Fra le figure di riferimento, Sucic ne individua due: "Nel mio percorso mi hanno aiutato molto Nenad Bjelica, allenatore della Dinamo Zagabria e Arian Ademi, mio compagno anche lui centrocampista. Una partita che ricordo con grande emozione è il playoff di Champions League contro il Qarabag: è stata una delle prime partite importanti che ho giocato, per la società era molto importante arrivare in Champions League e provavo tantissime emozioni diverse. Alla fine abbiamo vinto: una gioia immensa".
Sugli idoli invece, indica quattro preferenze: "Da piccolo ammiravo Messi, ma nella storia dell'Inter il mio preferito è sicuramente Ronaldo, il Fenomeno. Tra le tante ci sono due maglie che ho scambiato alle quali tengo particolarmente: quella di Luka Modric e quella di Martin Odegaard dell'Arsenal".
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