Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Torino, Bragança racconta: "Ho sentito Israel prima di venire. Abate mi chiede questo"

autore
Yvonne Alessandro
Oggi alle 19:38Serie A
autore Yvonne Alessandro
06.10.2026 19:38Serie A
Il nuovo centrocampista del Torino, arrivato al fotofinish del calciomercato estivo, si racconta ai suoi nuovi tifosi. Con alcuni retroscena
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it
Via dallo Sporting Lisbona in estate, Daniel Bragança sta cercando di ambientarsi ancora al Torino - in prestito con obbligo di riscatto a 2,5 milioni di euro al raggiungimento delle 15 presenze ai canali ufficiali - dopo i 133 minuti concessi da Ignazio Abate in questo avvio di stagione. Ai canali ufficiali del club il centrocampista portoghese ha raccontato le sue prime impressioni: "Sono davvero ottime. Mi è piaciuto molto ciò che ho visto della città, o meglio, quello che ho avuto modo di vedere e vivere finora. Le persone sono molto gentili", ha esordito. "La città è anche tranquilla, a eccezione del centro, che è un po' più vivace e frequentato dai turisti. Era una situazione a cui ero abituato anche a Lisbona: c'era molto movimento e tanti turisti. Quindi, in un certo senso, la cosa mi è familiare. Ricorda molto Lisbona. Per me è stato fantastico, perché queste somiglianze mi fanno sentire proprio a casa". Cosa sapeva del Toro? "Sapevo che il Torino fosse una squadra molto competitiva in Serie A e, prima di venire qui, ho chiamato Franco Israel per avere informazioni importanti sul club; mi ha parlato in termini molto positivi, e questo è stato fondamentale per farmi conoscere meglio la squadra, la società e il funzionamento dell'ambiente: dettagli importanti da acquisire prima del mio arrivo". Come sono state le ultime ore di mercato? "Per me sono state ore davvero molto stressanti, nell'attesa che l'affare si concretizzasse. So che queste cose richiedono sempre un po' di tempo per andare in porto. Quindi... ricordo giornate di grande tensione, in cui speravo che tutto si risolvesse per poter partire alla volta di Torino; per fortuna è successo proprio all'ultimo momento. Credo che un giorno ripenserò a quei momenti con la mia famiglia in modo molto positivo, ma all'epoca sono stati giorni piuttosto stressanti". Come sta andando con il gruppo? "Bene. Credo di aver trovato qui un gruppo di ottimi giocatori, ragazzi fantastici, e il modo in cui si lavora in allenamento è diverso rispetto al Portogallo. Forse dipende anche dal fatto che nel club precedente giocavamo ogni tre giorni, quindi ci allenavamo pochissimo: era un continuo alternarsi tra partite e recupero. Qui, avendo più tempo a disposizione, le sedute sono molto intense e i giocatori danno il massimo. Anche per me è importante, perché permette di migliorare durante l’allenamento". Cosa chiede Abate? "L’allenatore mi ha spiegato nei dettagli gli aspetti difensivi fin dall'inizio, cosa vuole che facciamo noi centrocampisti in fase di non possesso, ma poi, in fase offensiva, ama lasciarci liberi. Certo, dobbiamo comunque sapere cosa fare, e lui cerca di spiegarcelo, ma in sostanza è andata così: mi ha detto di godermi la partita e di giocare secondo il mio stile". Prima avventura fuori dal Portogallo... "Mi ero già allontanato dallo Sporting in due occasioni – durante due prestiti, ma mai uscendo dal Paese. Questa è la mia prima esperienza all'estero e sarà una nuova avventura. Credo, anzi ne sono certo, di essere arrivato in una città fantastica, sia per viverci che per giocare a calcio. Penso quindi che venire qui sia stata un'ottima scelta; sono felice e ora è il momento di sfruttare al meglio questa opportunità e lavorare sodo". Conosceva il legame tra Toro e Benfica? "Sì, ora ne sono a conoscenza, perché quando sono arrivato qui a Torino è stata una delle cose, una delle prime, che mi hanno spiegato e raccontato, e da quel momento in poi ho conosciuto quella storia". Anche qui a Torino, come a Lisbona, c'è una grande rivalità tra Torino e Juventus. Ha già visto qualche immagine del derby? "Sì, i fisioterapisti mi hanno già mostrato le immagini e mi hanno detto che la rivalità qui è molto forte, simile a quella che avevo a Lisbona. Quindi sì, ho visto le immagini ed è sempre bello avere un po' di rivalità tra i club. È sempre salutare, finché non va oltre ciò che è sano. Penso che sia sempre bello avere questa rivalità". Cosa si aspetta dalla Serie A? "Beh, non ho ancora giocato molte partite, il che significa che la mia esperienza qui in Serie A è ancora limitata, ma per quel che ho visto e percepito, le gare sono intense, combattute e caratterizzate da un gioco fisico dal primo all'ultimo minuto. Magari imparerò e vivrò nuove situazioni man mano che andrò avanti, ma le cose sono andate così fino a questo momento, soprattutto considerando che ho disputato solo tre partite". Sta studiando italiano? "Sì. Ho iniziato questa settimana; sono ancora proprio agli inizi e non so praticamente nulla, ma spero di capire le cose col tempo, perché al momento c'è molto che non afferro. È questo che conta per il mio ambientamento qui. Quindi, farò del mio meglio per imparare e riuscire infine a parlarlo, e spero che un giorno potrò rilasciare un'intervista in italiano". Primo ricordo legato al calcio? "Ho moltissimi ricordi legati al calcio, ma forse il primissimo... Ricordo il mio primo allenamento come se fosse ieri; l'ansia e l'adrenalina che provavo all'idea di iniziare a giocare in squadra e di affrontare quella prima seduta: ne conservo un ricordo nitidissimo. Quindi, direi che è un bel ricordo, genuino, che mi è rimasto ben impresso nella mente". Idolo da bambino? "Cristiano Ronaldo è sempre stato il mio idolo. So che ha giocato per la nostra rivale, la Juventus, ma è il mio idolo da che ho memoria, fin da quando ho iniziato a giocare a calcio. Anzi, è stato in gran parte grazie a lui che ho iniziato di questo sport. Quindi, è sempre stato Cristiano Ronaldo". Qual è l’obiettivo personale per questa stagione? "Il mio obiettivo personale è giocare il maggior numero possibile di partite e aiutare la squadra nel miglior modo possibile, affinché possiamo conquistare il massimo numero di punti in Serie A", la conclusione di Braganca.

Altre notizie