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Salernitana-Udinese 0-4, le pagelle: granata bruttissimi ma salvi. Udogie devastanteTUTTOmercatoWEB.com
© foto di TuttoSalernitana.com
lunedì 23 maggio 2022, 06:43Serie A
di Luca Bargellini

Salernitana-Udinese 0-4, le pagelle: granata bruttissimi ma salvi. Udogie devastante

Risultato finale: Salernitana-Udinese 0-4

SALERNITANA
Belec 5,5 - Tre gol incassati in 45’ senza avere particolari colpe. Ha invece il merito di sventare il rigore di Pereyra anche se l’argentino si “vendica” ad inizio ripresa.

Gyomber 6,5 - Da tutto quello che ha. Non solo da difensore, ma anche da terzino, centrocampista, ala etc. Se tutti gli uomini di Nicola avessero interpretato la gara come lui il risultato sarebbe stato ben diverso.

Radovanovic 4,5 - Regista arretrato dei campani, lancia spesso l’azione. Sul gol di Nestorovski, però, sbaglia il piazzamento. La mobilità degli avanti bianconeri gli creano più di un problema. Dal 63’ Ribery - Gioca oramai da fermo, ma alla prima palla giocabile salta tre avversari con una finta. Sul finire trova anche un buon cross e una conclusione.

Fazio 5 - Nel primo tempo è in blackout come tutto il resto della squadra. Nella ripresa, con la squadra già sotto, fa spesso l’attaccante aggiunto, anche se i piedi sono quelli che sono.

Mazzocchi 5,5 - Fra i due esterni l’ex Venezia è quello che spinge di più. Prova a rincorrere chiunque gli capiti a tiro con grande caparbietà, ma poca, pochissima lucidità.

L. Coulibaly 6 - Probabilmente il migliore in campo in un primo tempo totalmente sbagliato da parte della sua squadra. Dinamismo e buoni recuperi a tutto campo. Esce per un problema fisico. Dal 46’ M. Coulibaly 5 - Riprende il filo del discorso lasciato a metà dal compagno.

Bohinen 4,5 - Soffre tanto la pressione dei centrocampisti friulani, ma quando riesce ad andare in avanti crea qualche flebile pericolo. Dal 63’ Kastanos 5 - Si mette in mediana assieme a Mamadou Coulibaly mentre tutto il resto della squadra pensa ad andare avanti. Vigile urbano di una squadra senza circolazione.

Ruggeri 4,5 - Più guardingo rispetto al compagno sull’altra fascia ma gli esterni dell’Udinese hanno un altro passo. Dal 46’ Zortea 5 - Spinge meglio rispetto al compagno di cui ha preso il posto. Le difficoltà complessive della squadra ne limitano comunque il rendimento.

Verdi 4 - Quando si accede lui, in coppia con Bonazzoli, la squadra mostra di poter creare qualcosa. Peccato che non accada praticamente mai. Dal 63’ Perotti 6 - Un paio di buoni spunti, sia dentro che fuori dall’area. I colpi l’ex Roma li ha, la condizione fisica però non lo sussiste in maniera adeguata.

Djuric 5 - Lotta su quel che gli arriva, ma è dura da solo contro i due centrali friulani. La squadra non gioca come collettivo e l’undici granata è il primo a patirne gli effetti. Appare perennemente avulso dalla gara.

Bonazzoli 5,5 - Le sue stoccate sono un’arma importante, a cui Nicola non rinuncia praticamente mai. Rispetto a Verdi si dimostra più attivo anche se appare subito con le polveri bagnate.

Davide Nicola 4 (voto alla cavalcata 8) - I primi 45’ della sua squadra sono un vero incubo. Zero gioco di squadra, poche azioni personali e totalmente estemporanee regalano campo, gioco e risultato all’Udinese che col minimo sforzo fa tre gol. Nella ripresa arriva il poker, ma il destino è incredibilmente dalla parte dei campani che si salva solo per il clamoroso 0-0 del Cagliari a Venezia. La serata è da 4, la cavalcata rimane comunque da 8.

UDINESE
Padelli 7,5 - Portiere di riserva a chi? Doppia parata prodigiosa su Bohinen e Verdi. Volo plastico per deviare sul palo la capocciata di Fazio. Dice di no anche a Ribery.

Becao 6 - Di gran lunga il più continuo del pacchetto arretrato durante la stagione. Difende con la solita tranquillità che lo contraddistingue, pure troppa quando rischia di trafiggere Padelli. Dall'87' Benkovic sv

Nuytinck 6,5 - Prende il posto di Pablo Mari al centro della difesa, accettando il duello tra giganti con Djuric. Se lo perde qualche volta ma non paga dazio.

Perez 6 - Da braccetto sinistro della difesa a tre fa il suo dovere e mette da parte la timidezza facendosi vedere spesso nell'area avversaria.

Molina 7 - Difensore più prolifico della Serie A con 7 gol, vuole aggiungere un'altra gemma alla sua collezione provandoci un po' dappertutto. Confeziona il passaggio vincente per Nestorovski.

Pereyra 6,5 - Si fa ipnotizzare da Belec quando va a calciare dal dischetto. Sembra in serata negativa, invece si inventa il poker facendo innervosire i tifosi granata per un'esultanza ritenuta provocatoria. Dal 68' Pafundi 6,5 - Primo 2006 a esordire in A, non si limita a fare presenza. Un bel velo e il sinistro a giro respinto da Belec come biglietto da visita.

Walace 6,5 - La tiene quando c'è da gestire, verticalizza appena se ne presenta l'occasione. Detta i tempi dando protezione alla difesa.

Makengo 7 - Mastino di corsa, gioca sempre a mille. Rabbioso nel recupero del pallone, come fosse la prima giornata invece che l'ultima.

Udogie 8 - Cioffi gli chiede di puntare Mazzocchi per sfruttarne lo strapotere fisico. Serve a Deulofeu la palla del primo gol, avvia l'azione del raddoppio e segna il terzo con un capolavoro. Lo ferma solo un infortunio. Dal 68' Soppy 6 - Non ha stessa esplosività di chi lo precede.

Deulofeu 7 - Fa correre subito un brivido ai 30mila Arechi: sono le prove generali del gol che arriva poco più tardi. Ne segna un altro molto bello cancellato da un fuorigioco, si procura il rigore sbagliato da Pereyra. Gioca da leader tecnico facendo 13 in campionato. Dal 46' Samardzic 6,5 - Facilità di calcio pazzesca, fa tremare la traversa.

Nestorovski 7 - Scelto come spalla di Deulofeu, alla prima da titolare si sblocca con una torsione aerea da centravanti di razza. Si muove bene spalle alla porta, dando il là alla fuga di Pereyra. Dal 92' Pinzi sv

Gabriele Cioffi 7 - Che resti o meno sulla panchina bianconera non è dato saperlo ma non si può certo dire che non si sia meritato la riconferma sul campo. Sotto la sua guida la squadra è diventata più matura, compatta e capace di sfruttare le armi migliori: atletismo, forza fisica e velocità nelle ripartenze. Quando subentrò a Gotti prima di Natale la salvezza, centrata con largo anticipo, non era così scontata.