Venezia-Padova 3-1, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Nel turno infrasettimanale della trentunesima giornata di Serie B in scena al Pier Luigi Penzo, il Venezia supera in scioltezza l’esame derby con il Padova con il risultato di 3-1. Sin dai primissimi minuti, la squadra di casa fa suo il dominio del gioco, ma tuttavia bisognerà attendere 41’ minuti per veder svettare su tutti la testa di Svoboda da un calcio d’angolo battuto da Busio e infilare nella rete la palla che interrompa la strenua resistenza ospite. Già da qualche minuto gli uomini di Stroppa avevano avvicinato il vantaggio e anche dopo il gol il trend continua, però serve un grande intervento di Stankovic al 45’ minuto per evitare che Fusi possa nuovamente riportare il risultato in parità. Nella ripresa, passano invece appena 10’ secondi e la difesa patavina combina l’harakiri che permette a Doumbia di siglare il più facile dei gol da dentro l’area. Il Venezia però non si accontenta, cercando ripetutamente il gol del 3-0 e trovando alla fine con un tiro-cross velenoso di Kike Perez che beffa Sorrentino. Da lì il Venezia va in surplace e la rete della bandiera di Capelli al 82’ minuto non macchia un derby veneto a chiare tinte arancioneroverdi.
UP
3) STANKOVIC
Il derby veneto è un assolo arancioneroverde, ma con qualche sussulto. Infatti, gli uomini di mister Stroppa impiegano oltre quaranta minuti a rompere la resistenza patavina e poco dopo hanno un brivido quando, sul finalissimo del primo tempo, Fusi riesce a incrociare sul secondo palo un tiro da distanza ravvicinata. E' in questo momento che entra in scena l'estremo difensore serbo che, con un balzo di natura felina, si stende e impedisce agli avversari di riacciuffare la partita. Da lì, riprende appunto l'assolo lagunare, se non per qualche spunto, tra cui il gol, su risultato acquisito.
2) YEBOAH
Che la sua presenza sia di nodale importanza per l'economia del gioco del Venezia, non solo lo dicono i numeri, con gli arancioneroverdi a secco tre volte su cinque incontri senza di lui, e non solo lo stesso tecnico Stroppa alla vigilia del derby, ma ne è la prova stessa il match nel quale la compagine lagunare sembra poter in qualsiasi momento poter trovare l’input vincente grazie al suo ottimo lavoro sulla trequarti offensiva. Il fantasista ecuadoriano è già molto attivo nella prima frazione di gioco, tuttavia è nella seconda parte di gara che sale in cattedra imbeccando in maniera importante Lauberbach e Doumbia in ottima posizione davanti alla porta.
Purtroppo, i suoi compagni non sono brillanti quanto lui davanti al portiere e lui stesso non sfrutta una defaillance difensiva per subissare il risultato sul 3-0 prima di Kike Perez. Riesce dunque strano che non entri nel referto per gol o assist, ma la prestazione c'è tutta. Inoltre, la sostituzione accorsa dopo poco meno di settanta minuti gli impedisce di entrare appunto nel tabellino: una scelta che anch'egli accetta faticosamente con un pò di sorpresa. D'altronde, tenerlo più fresco possibile a livello di condizione per la partita con il Monza è troppo importante.
1) SVOBODA
Una prestazione sublime nella prestazione più sentita a livello di tifo di una stagione già di per sé fantastica. Contro il Padova, Svoboda fa tutto: annulla Lasagna a più riprese per tutta la partita, fa da suggeritore per i compagni a centrocampo fino alla fine del match, stupendo per brillantezza come nel caso dell'ultimo per Compagnon in area di rigore, e fa anche da attaccante aggiunto, stappando il match al 41' minuto da calcio d'angolo, una delle poche situazioni di gara, le palle inattive, nel quale questa squadra non stava eccellendo in questa stagione. Più dunque di una prestazione che non fa altro che confermare il suo grandissimo stato di forma, è il fatto che sia proprio il capitano del Venezia a trovare una rete pesantissima per risultato, partita e classifica, in una partita dal sapore particolare.
DOWN
NESSUNO
Impossibile e quasi ingeneroso trovare dei veri e propri difetti in una squadra che sembra proseguire imperterrita la sua corsa per la destinazione finale. Ovviamente spazio per migliorare c'è sempre e per mister Stroppa ci sarà comunque modo di stimolare ancora i propri giocatori. Infatti, serve un pò di tempo ai suoi per sbloccare l'incontro, con qualche scelta tra conclusioni e ultimi passaggi non sempre tra i migliori per almeno mezz'ora di assoluto dominio fino almeno agli ultimi venticinque metri di campo. Dopodiché, gli arancioneroverdi paiono far scattare il giusto meccanismo e, da lì, sarà un tiro al bersaglio. Cecchinaggio che però non trova partecipe Lauberbach che, dopo aver propiziato una delle migliori del primo tempo con un cross per Hainaut, il quale poi appoggerà per una conclusone imprecisa di Kike Perez, sciupa una volta per tempo due occasioni ghiottissime che lo vedono involarsi a rete, ipnotizzato da Sorrentino. Un killer instinct che continua a latitare ma per il quale, almeno per oggi, si può minimizzare vista la bontà del gioco espresso all'unisono dalla squadra.






