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Venezia-Catanzaro 3-1, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Oggi alle 08:30Primo Piano
di Flavio Zane
per Tuttoveneziasport.it

Venezia-Catanzaro 3-1, UP&DOWN degli arancioneroverdi

La rubrica dedicata agli Up&Down delle partite del Venezia: neppure un gol irregolare ai primi minuti basta a interrompe la nona sinfonia arancioneroverde

Dura solo poco più di un quarto d’ora (un minutaggio prolungato dai problemi al Var che hanno portato alla convalida di un gol viziato da fuorigioco) l’illusione del Catanzaro, in vantaggio al 6’ minuto con D’Alessandro, di poter scalfire la corazzata Venezia. E’ infatti di Busio il gol del pari dopo un tiro mal riuscito di Adorante, su assist di un ispirato Sagrado, che diventa un assist per l’americano. Poi, il Venezia ci prove più e più volte, colpendo una traversa con lo stesso Sagrado, fino a sgretolare la resistenza avversaria al 86’ minuto con Adorante, glaciale sul rigore guadagnato da Kike Perez, già in discesa dall’espulsione, alcuni minuti prima, di Verrengia. Infine, dopo la seconda traversa di giornata colpita da Kike prima del vantaggio, ci pensa un altro spagnolo, l’un appena entrato Casas, a chiudere definitivamente i giochi in contropiede di un incontro che, al di là, del risultato e della sua evoluzione e’ parso a senso unico per gli arancioneroverde.

UP

3) SAGRADO

La fiducia ribadita nei fatti per diverse settimane, ha finalmente ripagato appieno. La quarta titolarità consecutiva è stata quella buona per osservare finalmente un Sagrado brillante, deciso in giocate pratiche ed efficaci. Insieme a Busio, propizia l'azione del gol, con un assist teso e forse troppo potente per essere "educato" da Adorante, ma che basta per scardinare abbastanza la difesa avversaria e permettere allo stesso centrocampista americano di "aggiustarlo" in rete. Non è finita qui perché, pochi minuti dopo, l'esterno belga a sfruttare il cross di Kike Perez e superare Iemmello, vedendosi il colpo al volo ribattuto dalla traversa. E ci riproverà ancora, sia nel primo che nel secondo tempo, a firmare la prima rete personale in campionato dopo quella realizzata in Coppa Italia con l'Inter.

In attesa che ciò avvenga, il giocatore ha intanto coronato parte della favola, ribaltando le gerarchie interne sulla corsia sinistra, da presunta ultima scelta a prima. A questo punto, se il mercato non dovesse portare sorprese, non è detto a questo punto che il giocatore non possa mantenere tale status fino alla fine della stagione. Certo sarà possibile se le prestazioni in campo saranno della stessa pasta di quella vista con il Catanzaro.

2) BUSIO

Il Venezia osservato contro il Catanzaro è stato pressoché il solito sovrastante Venezia, a lunghi tratti schiacciante. C'è stato però un momento, qualche minuto di apprensione, dove non è stato così. Un intervallo breve, appunto qualche minuto, che separa il gol di D'Alessandro da quello di Busio. Circa un quarto d'ora scarso, inflazionato da un lungo intervento di un Var "difettoso" e alla fine non funzionante, dove la squadra arancioneroverde ha cercato di riordinarsi, perdendo qualche pallone semplice per una comprensibile difficoltà di idee contro un avversario ancora più arroccato quanto rinfrancato dal risultato.

A quel punto, ci ha pensato Busio a imbastire un infiammata, prima trovando Sagrado in corsia, poi incuneandosi in area e, infine, venendo premiato da una traiettoria imprevedibile del tiro di Adorante che ha messo fuori giri la difesa avversaria ma non, appunto, il centrocampista americano. Rimessa in pari la partita, il giocatore è tornato nei ranghi, con una performance magari non particolarmente appariscente come in altre occasioni, ma nel quale ha continuato a dispensare calcio con intelligenza e sagacia, assistendo la manovra quando era il caso di farla e mantenendo l'ordine per il resto del tempo. La sensazione, oggi come nelle precedenti occasioni, è che il giocatore lontano parente (per fortuna) del giovane ragazzo svogliato di tre stagioni fa, sia solo un lontanissimo e sbiadito ricordo. Il giocatore di oggi è da tempo diventato un leader tecnico e, insignito da ruolo di vice-capitano, sta continuando a lavorare proficuamente anche per esserne uno carismatico. Senza magari un carattere esplosivo come altri tipi di comandanti, ma infondendo sicurezza e fiducia, la stessa che trasmette costantemente con il suo squisito modo di giocare.

1) KIKE PEREZ

Contro Virtus Entella e Reggiana, il centrocampista spagnolo, tra i protagonisti più determinanti della stagione arancioneroverde, aveva sfoggiato per la prima volta da tanto tempo un vestito più ordinario. Una sorpresa ormai per chi, delle sue prestazioni eccellenti, si era fatto gli occhi. Ebbene, contro il Catanzaro, Kike Perez ha nuovamente esibito il suo costume migliore, tornando ai suoi livelli impressionanti dopo appunto due fisiologiche partite nel quale tirare un pò il fiato. Nella prova del Penzo, il calciatore fa sostanzialmente tutto: prende le redini del gioco sullo svantaggio e non le lascia più.

Nel primo tempo è il vero regista della squadra; nella ripresa, lo osserviamo nel ruolo di mastino a caccia di palloni, molti dei quali strappati effettivamente sui piedi dei giocatori avversari nella loro trequarti e consegnati al reparto offensivo arancioneroverde, nell'occasione della partita di ieri in realtà non particolarmente ispirato nei suoi interpreti. Di fronte al momento di stasi, Kike ha provato a risolverla da solo, facendo esplodere d'improvviso da fuori area un bolide che però, dopo aver centrato il montante, ribatte sulla linea ed esce. Infine, al 85' minuto decide di inseguire una palla lunga che pare in completo controllo di Pigliacelli, ma sul quale un allarmato Antonini decide di infrapporsi, stendendo proprio Kike Perez in area di rigore che poi varrà il penalty e il gol del vantaggio dei Leoni Alati firmato Adorante. Per lo spagnolo, dunque, una partita totale, da autentico protagonista anche senza gol o assist.

DOWN

1) KORAC

Nella valutazione della prestazione di Seid Korac contro il Catanzaro, è d'obbligo una premessa che è anche un interrogativo: se l'azione (per fuorigioco) che porta al gol degli avversari e che di conseguenza determina parte della valutazione del giocatore probabilmente principale responsabile del mal posizionamento e del conseguente intervento tardivo è irregolare ma è assegnata dall'arbitro per motivi terzi come il Var non funzionante, come va giudicato? Nell'eccezionalità della situazione, il margine di discrezionalità (la variabile soggettiva) è dunque più alta del normale.. Ecco perché, come si può dire che l'intervento di Stankovic su D'Alessandro, battuto sul primo palo, sia tutt'altro che irreprensibile, lo stesso va fatto a Korac che, pronti via, perde con troppa facilità le misure della situazione, valutando non correttamente il movimento e l'assist di Iemmello

Non è però tutto, perché se da quella azione anche Svoboda ne è coinvolto, quest'ultimo ne esce successivamente con la sua solita autorevolezza. Non si può dire lo stesso per Korac, apparso frastornato almeno per tutto il primo tempo e facilmente in difficoltà anche nelle pressioni più ordinarie degli avversari, richiamato in alcune circostanze dalla panchina a una maggiore convinzione nelle giocate. Che il difensore non si elevasse per velocità o tecnica lo si era capito già in precedenza, ma il centrale lussemburghese aveva spesso eluso i suoi limiti con un esuberanza caratteriale che non è parsa trasparire con il Catanzaro. Come se, il poco spazio a disposizione per lui delle ultime settimane lo avesse avvilito, facendoli perdere delle certezze. Una risposta che sarebbe sbagliata e, in questo caso, l'esempio perfetto è Antonio Casas, capace di determinare in pochi minuti contro la compagine calabrese quanto aveva già fatto in precedenza con il Modena.