Dalla bellezza al pragmatismo: perché il Venezia ha scelto Davide Nicola
Davide Marchiol
Il Venezia sceglie di ripartire da Davide Nicola, autentico specialista dei subentri in corsa e maestro nelle imprese ai limiti dell'impossibile. I miracoli sportivi realizzati sulle panchine di Crotone e Salernitana sono solo due degli esempi più celebri di una carriera costruita sulla capacità di trasmettere grinta, carattere e salvezze insperate. Con questo cambio di rotta, la società lagunare sterza in maniera netta e radicale rispetto alla gestione di Giovanni Stroppa. L'ex tecnico aveva provato, anche nel massimo campionato, a proporre un'idea di gioco "dominante" e propositiva, cercando di valorizzare le qualità tecniche dei singoli già presenti in rosa e dei nuovi innesti arrivati dal mercato. L'arrivo di Nicola segna invece un cambio d'identità preciso: meno fronzoli, più pragmatismo e una coesione tattica pensata per lottare con il coltello tra i denti su ogni pallone.
Una scelta drastica, ma inevitabile: per la proprietà americana del club, infatti, l'ipotesi di una eventuale retrocessione in Serie B non è minimamente contemplata. Troppo alte le ambizioni della società, troppo ingenti gli investimenti già messi a terra — non ultimo il progetto legato al nuovo stadio — e troppo grande l'affetto di una piazza e di una tifoseria che meritano di vivere la Serie A in pianta stabile. Il cambio di rotta, a questo punto, era l'unica strada percorribile.
Giuseppe Malaguti


