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Venezia, si presenta Mazzocchi: "Sono tornato perché mi ero trovato bene. A breve in gruppo"

autore
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 08:34Serie A
autore Giacomo Iacobellis
02.10.2026 08:34Serie A
La conferenza stampa di presentazione di Pasquale Mazzocchi, laterale arrivato in prestito dal Napoli nell'ultima sessione di mercato.
www.imagephotoagency.it
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Intervenuto in conferenza stampa, il nuovo terzino ed esterno del Venezia, Pasquale Mazzocchi, ha parlato del suo ritorno in laguna, del percorso vissuto tra Salernitana e Napoli, dello scudetto conquistato in azzurro e del momento della squadra di Giovanni Stroppa. Di seguito le sue risposte ai giornalisti nel giorno della sua presentazione ufficiale, riportate dal sito TuttoVeneziaSport.

La conferenza stampa di Mazzocchi

Su come sta: "Sto bene. Sto recuperando e penso che entro pochi giorni tornerò in gruppo". Sul percorso degli ultimi cinque anni: "È stato un bel bagaglio di esperienza che ora cerco di portare qui a Venezia. Sono stati anni emozionanti, sia a Salerno che a Napoli. Sicuramente mi porto dietro quelle emozioni". Sul ritorno a Venezia: "Avevo varie soluzioni, però sia io che mia moglie ci siamo trovati veramente bene qui a Venezia. Il fatto che conoscessi bene l'ambiente ha fatto sì che tornassi qua, senza parlare tra l'altro del grande progetto che c'è". Sulle differenze rispetto alla sua prima esperienza: "Sicuramente ho trovato tutto nuovo (sorride, ndr). Hanno creato una cosa enorme che serve a lavorare bene sia per noi che per tutto ciò che ci circonda". Sul momento del Venezia: "La cosa positiva è che siamo a inizio campionato. Ovviamente, è inutile dirvi che non dobbiamo essere contenti, però credo ci siano tutti i presupposti per fare un grande campionato. Al di là del grande gruppo che ho trovato, siamo anche una grande squadra dotata di ottimi calciatori. Quindi, da questo punto di vista, sono tranquillissimo". Sull'addio al Venezia e il passaggio alla Salernitana: "Nasceva per tante motivazioni. All'epoca non stavo vivendo un buon periodo e, avendo vissuto sempre al Nord Italia anche con la scuola e quant'altro, nel momento in cui stavo giocando anche relativamente poco, mi sentivo messo in dubbio. Si fece avanti la Salernitana e presi quella scelta di tornare un po' nel campano". Sulle difficoltà attuali della squadra: "Secondo me, in alcune partite si poteva incastrare qualcosina anche per fortuna. Come detto prima, è normale non essere contenti, ma siamo un grande gruppo e dobbiamo ancora capire il concetto di squadra, cioè di aiutarci, soprattutto in fase difensiva. Credo che una squadra faccia più paura se non tende a prendere gol che a farli". Su Stroppa: "È un allenatore che ha le idee chiare e un concetto di gioco importante. Ci sta facendo capire tantissime cose per quanto riguarda la fase offensiva e il palleggio, ma in questo periodo stiamo soprattutto lavorando sulla fase difensiva per cercare di avere un po' più di equilibrio. Lo conosco da poco come allenatore, ma credo che lavoreremo bene insieme". Sui giovani del Venezia: "Come detto, ci sono tantissimi ottimi calciatori. A livello calcistico è normale che, da parte nostra, che siamo quelli un po' più vecchietti, dobbiamo fare capire anche quello che è il senso di appartenenza perché, quando scendiamo in campo, non indossiamo solo una maglia, ma siamo anche la storia della città. Al di là del risultato, questa deve sempre essere rispettata". Sullo scudetto vinto a Napoli: "Per me è stato il sogno di una vita. Sono partito da un campetto nella periferia di Napoli e quel sogno lì era talmente grande che non riuscivo neanche a immaginarlo, perché non pensi mai di realizzarlo. Lo metti lì e dici: 'Non si sa mai...'. Invece ci sono arrivato, diventando uno dei napoletani che ha coronato questo sogno, che porterò sempre nel cassetto. Napoli è casa mia e lo sarà sempre". Sulle condizioni fisiche: "Sto bene e, ovviamente, manca solo un po' di minutaggio in gara. Per il resto, mi sento in forma e, quando sono stato a Napoli, ho sempre fatto tutti gli allenamenti. Sono sempre andato forte, perché sono uno che non si risparmia neanche se in condizioni di emergenza. Quindi, aspetto qualche altro giorno per tornare in gruppo e poi sono disponibile". Su come è cambiato come giocatore: "Sicuramente il fattore tattico che all'epoca mi mancava un pochettino, perché pensavo sempre a spingere e creare superiorità accompagnando l'azione. In questi cinque anni ho capito cosa significa, in alcuni tratti della partita, riservarsi. Perché, come detto prima, sono uno che dava sempre tutto e, spesso e volentieri, arrivava al 70'-75' non avendone più". Sul ruolo e le corsie preferite: "Cambia solamente nel fatto di avere delle caratteristiche che, per quanto riguarda la destra, ti rendono un po' più lineare e, a sinistra, essendo un destro, vai un po' più a ricercare quello che è il tiro e l'azione un po' più interna. Con il mister non ho ancora avuto modo di parlare di queste cose, ma sicuramente avremo un confronto a breve. Io mi sento di giocare su entrambi i lati, perché a destra ho fatto dei campionati importanti e a sinistra sono riuscito ad arrivare in Nazionale. Quindi, sono tranquillo da questo punto di vista". Sull'espulsione contro il Cittadella: "Ero troppo carico. Diciamo che non avevo questo tipo di esperienza e che, sbagliando, si impara e si cresce".

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