Venezia, Juan Jesus: "Il mio arrivo per una ragione. Stroppa ha idee che possono funzionare"
Juan Jesus da nuovo arrivato analizza il ko del Venezia contro la Fiorentina, riconoscendo la gerarchia interna in spogliatoio e cosa non vada ora
Il Venezia crea, ma non finalizza a sufficienza e poi in difesa prende troppi gol. Si può riassumere così anche l'ultima sconfitta (4-2) subita al Penzo contro la Fiorentina ieri sera, per la 4a giornata di Serie A, così come conferma anche il neo arrivato Juan Jesus. Al debutto con la maglia dei lagunari da subentrato, ai microfoni di Sky Sport: "Sì, creiamo tantissimo, il lavoro del mister - anche se lo conosco da 10 giorni - ha delle idee che possono funzionare, però c'è da metterle in pratica, in campo", ha esordito.
"Con la fase difensiva bisogna capire il pericolo e il momento della partita, quindi se sono a zero e noi giochiamo in casa dobbiamo raffreddare magari la partita. A una squadra giovane può succedere, il mio acquisto è anche per questo: voglio dare una mano al mister e alla squadra, per superare questo momento perchè quello che sta succedendo è una prima volta per me. Non si smette mai di imparare, sono qua e non mi nascondo. Darò il 100% per fare uscire da questa situazione i ragazzi, che sono bravi e meritano rispetto".
Com'è l'atmosfera in spogliatoio con zero punti e nessuna vittoria?
"Per adesso sto conoscendo ancora i compagni, non posso espormi troppo rispetto ad altri ragazzi. C'è una gerarchia, con Busio e non solo. Vorrò farmi conoscere per aiutare, non perché ho un nome. Piano piano darò una mano ai ragazzi, farò il massimo per farli uscire. Il mister fa un lavoro buonissimo, i ragazzi sono giovanissimi, 2008, 2006 e 2007. Quasi quasi hanno l'età di mia figlia, io ho 35 anni. Un momento difficile ma che si può superare".
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