Un colpo duro e un calendario tremendo. Venezia, cosa rimane dopo Genova
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Daniele Najjar
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Oggi alle 07:53Serie A
autore Daniele Najjar
26.10.2026 07:53Serie A
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Proviamo per un attimo a immaginare cosa possano essersi detti l'allenatore del Venezia Davide Nicola ed i suoi giocatori al termine di una sconfitta sanguinosa come quella contro il Genoa, che lascia l'Unione sul fondale della classifica con 3 punti raccolti in 8 giornate. Amarezza, delusione, ma difficilmente qualcuno avrà detto frasi come "non si può perdere così".
Cosa rimane
Il ko rimediato al Ferraris è duro, durissimo, ma a pensarci bene ricorda l'esempio che molti fanno in senso opposto: se proprio devo perdere, meglio che capiti perché l'avversario tira fuori il gol della domenica, perché quello mica può capitare ogni settimana. Stankovic chiude la sfida praticamente senza parate, il Genoa segna perché un giocatore che segna davvero di rado ha trovato una grande conclusione per fare centro. Certo, va considerato che di fronte c'era una squadra altrettanto in difficoltà, ma rimane la sensazione di un Venezia con ritrovata solidità e da quella si riparte. Giocando così il Venezia può ancora avere una chance di salvarsi? Oltre alla solidità, le chance nitide per colpire la squadra le ha avute.Cosa preoccupa
In questa equazione ci sono troppi "se" e qui arrivano le note dolenti, quelle legate ai limiti nel concretizzare le azioni che si creano. Non una cosa da poco se si vuole impostare la propria strategia sul concedere il meno possibile e sulla capacità di sfruttare tutto ciò che arriva. Prima Hainaut e poi Lauberbach ieri hanno sprecato goffamente opportunità molto invitanti, di testa. Adams è riuscito a crearsi lo spazio per calciare trovando un'ottima risposta di Bijlow, poi è stato poco pericoloso. Yeboah ha avuto anche lui una ghiotta opportunità, ma ha calciato troppo centralmente. Soffermiamoci poi in generale sui calci d'angolo, i calci piazzati in generale e le capacità nel gioco aereo. Anche qui il Venezia ha avuto diverse chance, con 10 corner battuti in totale. In qualche caso si è arrivati a colpire prima dell'avversario, ma in quanti davvero in maniera pericolosa? Quanto si può lavorare su questo aspetto e quanto invece arriva da qualità innate dei giocatori? Viene facile pensare che qualcosa nel mercato di gennaio servirà fare, per dare a Nicola qualche giocatore in più adatto alla sua idea e a sfruttare questo tipo di situazioni. A sentire Nicola, comunque, il tecnico sembra convinto di poterci arrivare con il lavoro: gli serve tempo, pur se di fronte c'è un calendario davvero tremendo che aspetta la sua squadra. Si parte dall'Inter al Penzo, poi la visita al Como, ecco l'Udinese in casa, la Juve a Torino e il Bologna ancora fra le mura amiche. Ma d'altronde la prima vittoria è arrivata contro il Napoli...Altre notizie
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