21 aprile 2013, Vidal dal dischetto regala un vantaggio enorme alla Juventus. Battuto il Milan
La Juventus era lanciata verso lo Scudetto, il 21 aprile del 2013. Il secondo di Antonio Conte, dopo quello da imbattuto dell'anno precedente, con il Napoli come principale avversario che, però, era ben distante. Allo Stadium ecco il Milan di Massimiliano Allegri, reduce da quattordici risultati utili consecutivi e con la speranza di allungare per non avere il fiato sul collo della Fiorentina, quarta in classifica e che vuole raggiungere la Champions League. È il Milan di Mario Balotelli (e dei tanti rigori segnati in quel finale di stagione), che non gioca bene ma ha una discreta capacità di soffrire.
La partita è bruttina. Un anno prima era valida per l'assegnazione del titolo - con il pareggio famoso per la rete fantasma di Muntari - però gli uomini di Allegri sono in parabola discendente. Il primo tempo il ritmo è lento, le note di cronaca si fermano ai buu dello Stadium a Boateng, in Curva Nord, anche la Juve affonda poco perché ha un grande vantaggio sul Napoli. Marchisio cerca di giocare da trequartista, mentre Vucinic è l'unica punta. Così l'unica conclusione nel primo tempo è una punizione di Pirlo, con Abbiati che neutralizza.
Nel secondo tempo c'è Amelia in porta, al posto di un Abbiati che si fa male ed è un cambio che modifica il corso degli eventi. Perché il portiere di riserva travolge Asamoah con un'uscita sconsiderata, con Banti che assegna la massima punizione. Vidal insacca dal dischetto per il tredicesimo gol stagionale. Chi si aspetta un po' più di spettacolo ne rimane deluso, ma ai bianconeri va benissimo così. La partita va agli archivi sull'1-0, con Conte che vincerà il suo secondo Scudetto e il Milan in Champions, arrivando terzo in classifica proprio sulla Fiorentina.






