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Addio a Keegan Mighty Mouse, la leggenda inglese che ha rivoluzionato il Calcio

Addio a Keegan Mighty Mouse, la leggenda inglese che ha rivoluzionato il Calcio TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Redazione TMW
Oggi alle 06:26Altre Notizie
Il suo nome è Kevin Keegan, ma la Kop imparerà presto a chiamarlo "Mighty Mouse"., è nato il 14 febbraio 1951 ad Armthorpe, nello Yorkshire (Inghilterra) ed è morto il 20 luglio 2026

Kevin Keegan, soprannominato "Mighty Mouse" per la sua statura ridotta ma la forza esplosiva, rivoluzionò il calcio sia come calciatore che come allenatore.

Ecco come ha cambiato per sempre la storia di questo sport:

La rivoluzione in campo (Anni '70)
Gli inizi allo Scunthorpe United
Pochi ricordano che la carriera professionistica del due volte Pallone d'Oro iniziò proprio in un altro "United". Tra il 1968 e il 1971, Keegan mosse i suoi primi passi nello Scunthorpe United (allora in quarta serie), prima che il mitico Bill Shankly lo notasse e lo portasse al Liverpool
La nascita del calcio totale inglese:
Nel Liverpool di Bill Shankly, divenne il prototipo dell'attaccante moderno, non dava punti di riferimento, pressava a tutto campo e univa una resistenza sovrumana a una tecnica sopraffina.

Ci sono momenti nella storia del calcio in cui il destino di un club e quello di un uomo si fondono per cambiare per sempre la traiettoria di questo sport. Per il Liverpool Football Club, quel momento ha una data precisa: l’estate del 1971.
Al timone dei Reds siede il mitico Bill Shankly, un uomo che non cerca semplici calciatori, ma soldati pronti a sposare la sua causa socialista del pallone. Dal profondo della quarta divisione, dallo Scunthorpe United, arriva un ragazzo compatto, dai capelli ricci e dallo sguardo elettrico.
Costo dell'operazione: 35.000 sterline.
Il suo nome è Kevin Keegan, ma la Kop imparerà presto a chiamarlo "Mighty Mouse".

L’impatto è devastante. Al suo debutto ad Anfield contro il Nottingham Forest, Keegan impiega appena dodici minuti per gonfiare la rete e far esplodere lo stadio. È l'inizio di una storia d'amore travolgente.
Shankly ha un'intuizione che rivoluzionerà la tattica del calcio inglese: sposta Keegan dal centrocampo all'attacco. Non è un centravanti boa, non è una seconda punta classica. Keegan corre per tre, pressa i difensori fino al novantesimo, si inserisce negli spazi con una ferocia e una velocità mai viste prima oltremanica.
Ad Anfield si materializza la chimica perfetta quando al suo fianco si schiera il gigante gallese John Toshack.
È la nascita di una delle coppie più iconiche del calcio mondiale. La dinamica è quasi telepatica: Toshack domina l'aria e spizza il pallone, Keegan – con la sua esplosività da cartone animato – si avventa sulla sfera come un falco.
Insieme distruggono le difese d'Inghilterra e d'Europa.
Con la maglia numero 7 sulle spalle, Keegan trascina il Liverpool fuori dall'ombra degli anni Sessanta per proiettarlo sul tetto del mondo. Arrivano tre titoli di First Division, una FA Cup e due Coppe UEFA.
Ma il capolavoro deve ancora compiersi.Il 25 maggio 1977, allo Stadio Olimpico di Roma, va in scena l'atto finale.
È la finale di Coppa dei Campioni contro i tedeschi del Borussia Mönchengladbach.
Per Keegan è l'ultima recita in maglia rossa: ha già annunciato il suo costoso trasferimento all'Amburgo per la stagione successiva. La tensione è alle stelle, ma "Mighty Mouse" decide di lasciare un ricordo indelebile. Gioca una partita monumentale, costringendo il difensore tedesco Berti Vogts a un incubo continuo, culminato nel fallo da rigore che blinda il 3-1 definitivo.
Il Liverpool è Campione d'Europa per la prima volta nella sua storia. Kevin Keegan saluta Anfield da re assoluto, lasciando in eredità una bacheca straripante, una maglia numero 7 diventata leggenda (e che verrà raccolta da un certo Kenny Dalglish) e la consapevolezza di aver trasformato una squadra di calcio in una superpotenza globale.

La leggendaria rivalità con il Manchester United

Nella stagione 1995/1996, da allenatore del Newcastle United, Keegan sfidò il Manchester United in una delle corse al titolo più emozionanti di sempre. Dopo aver accumulato ben 12 punti di vantaggio, il Newcastle subì la rimonta dei Red Devils.
Lo sfogo in diretta TV: Innervosito dai giochi psicologici di Alex Ferguson, Keegan pronunciò ai microfoni della TV la celeberrima frase "I'd love it if we beat them! Love it!" ("Adorerei se li battessimo!"). Questo è tuttora considerato uno dei momenti più iconici e teatrali nella storia della Premier League.
Il riscatto (5-0): Nell'ottobre del 1996, i suoi "Entertainers" si presero una storica rivincita travolgendo il Manchester United per 5-0 a St James' Park

L'idolo eterno del Newcastle United

Newcastle è il luogo dove Keegan ha ottenuto lo status di divinità calcistica, sia in campo che in panchina:
Da giocatore (1982-1984): Trascinò i Magpies alla promozione in prima divisione prima di ritirarsi.
Da allenatore (1992-1997 e 2008): Salvò il club dalla retrocessione, lo riportò in Premier League e sfiorò il titolo con un calcio d'attacco spettacolare

Il primo "espatriato" di successo:
Nel 1977 ruppe i confini del calcio britannico trasferendosi all'Amburgo. In Germania vinse due Palloni d'Oro consecutivi (1978 e 1979), dimostrando che i calciatori inglesi potevano dominare e adattarsi anche nei campionati tattici europei.La prima vera icona pop del calcio: Sfruttò la sua immagine commerciale come nessun calciatore britannico prima di lui. Diventò il volto di profumi (Brut), cereali, e incise persino singoli musicali di successo, anticipando l'era dei calciatori-superstar.
La rivoluzione in panchina (Anni '90)
Gli "Entertainers" del Newcastle:
Da allenatore, tra il 1992 e il 1997, rigettò completamente il tatticismo difensivo dell'epoca. Creò una squadra spregiudicata che giocava solo per segnare un gol in più dell'avversario.Lo spettacolo prima del risultato: Il suo Newcastle non vinse la Premier League, ma cambiò la cultura del calcio inglese, dimostrando che si poteva competere ai massimi livelli divertendo il pubblico e prediligendo la bellezza estetica del gioco.

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