Ceferin ricorda Keegan: "Altri hanno vinto di più, ma pochi hanno reso il calcio così vivo"
Il calcio europeo piange la scomparsa di Kevin Keegan, una delle figure più iconiche della storia di questo sport morto 4 giorni fa. Protagonista assoluto tra gli anni Settanta e Ottanta, l'ex attaccante inglese ha lasciato un segno indelebile con le maglie di Liverpool, Amburgo, Southampton e Newcastle, conquistando trofei prestigiosi e numerosi riconoscimenti individuali.
Anche il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, ha voluto rendere omaggio: "Kevin Keegan era davvero unico nel suo genere e la nostra generazione ha avuto il privilegio di crescere ammirando questo fenomeno irripetibile. Forse altri hanno vinto di più, ma pochissimi sono riusciti a rendere il calcio così vivo. Il mio pensiero va alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che piangono una delle figure più amate del nostro sport".
La carriera di Keegan iniziò allo Scunthorpe United, prima che Bill Shankly lo portasse al Liverpool nell'estate del 1971. Ad Anfield divenne rapidamente uno degli idoli della tifoseria grazie al suo dinamismo, alla generosità e a uno straordinario fiuto del gol. In sei stagioni conquistò tre campionati inglesi, una FA Cup, due Coppe UEFA e la Coppa dei Campioni del 1977, contribuendo in maniera decisiva ai successi dei Reds. Nell'estate dello stesso anno si trasferì all'Amburgo, dove, dopo un periodo di adattamento, guidò il club alla conquista della Bundesliga nel 1979. Le sue prestazioni gli valsero due Palloni d'Oro consecutivi, nel 1978 e nel 1979, consacrandolo tra i migliori calciatori del mondo.
Dopo il ritorno in Inghilterra vestì le maglie di Southampton e Newcastle, chiudendo la carriera nel 1984 dopo aver segnato 204 gol in 592 partite ufficiali. Con la nazionale inglese collezionò 63 presenze, 21 reti e indossò la fascia di capitano in 31 occasioni. Terminata l'attività da calciatore, Keegan intraprese anche una brillante carriera da allenatore. Alla guida del Newcastle riportò il club in Premier League e lo trasformò in una delle squadre più spettacolari d'Inghilterra. Successivamente allenò Fulham, la nazionale inglese, il Manchester City e ancora il Newcastle, rimanendo sempre una figura amatissima dai tifosi.






