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Addio alla mente tattica del triplete del Bayern, è morto Peter Hermann

Addio alla mente tattica del triplete del Bayern, è morto Peter Hermann TUTTOmercatoWEB
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Redazione TMW
Oggi alle 20:41Altre Notizie
Il calcio tedesco si copre di nero e abbassa le bandiere. Sabato 19 settembre 2026 si è spento all'età di 74 anni Peter Hermann, stroncato da una lunga e dolorosa battaglia contro la SLA.

Ci sono uomini nati per stare al centro del palcoscenico e altri che preferiscono governarlo dalle quinte, disegnando le traiettorie del successo lontano dai riflettori. Peter Hermann, spentosi sabato 19 settembre 2026 all'età di 74 anni dopo una lunga e dignitosa battaglia contro la SLA, apparteneva a questa seconda, rarissima categoria.
Se ne va una delle menti tattiche più lucide, preparate e influenti che la storia del calcio tedesco abbia mai conosciuto; un professionista esemplare capace di collezionare oltre 1.000 panchine in Bundesliga da assistente, trasformando il ruolo del "secondo" in una vera e propria forma d'arte.

Le radici a Leverkusen: una vita per il Bayer

Prima di diventare lo scienziato della lavagna tattica, Hermann aveva respirato l'erba della Bundesliga da calciatore. Centrocampista duttile, operaio della mediana e all'occorrenza attaccante di sacrificio, lega i suoi anni migliori al Bayer Leverkusen tra il 1976 e il 1984.
Ma è dopo il ritiro che Leverkusen diventa la sua vera cattedrale. Per quasi trent'anni, Hermann ricopre ogni incarico possibile all'interno del club: allena le giovanili, fa l'osservatore, si siede in panchina come vice e per ben cinque volte assume il ruolo di traghettatore ad interim nei momenti di tempesta.
Diventa il custode dei segreti della BayArena, il punto di riferimento per generazioni di calciatori e dirigenti.

Il binomio perfetto: Jupp e Peter, un’intesa oltre il calcio

La storia del calcio moderno, tuttavia, cambia direzione quando la traiettoria di Hermann incrocia quella di Jupp Heynckes.
Tra i due non nasce una semplice collaborazione tecnica, ma un'intesa simbiotica, un'amicizia d'acciaio fondata su una fiducia totale e assoluta.
Il momento in cui il loro legame professionale si trasforma in un patto di vita risale al gennaio del 2012, durante il ritiro invernale del Bayern Monaco in Qatar,
Hermann viene colpito da un grave lutto familiare per la perdita della madre, Heynckes, dimostrando uno spessore umano d'altri tempi, lascia immediatamente il deserto di Doha, prende tre voli consecutivi, atterra in Germania e attraversa il paese in taxi pur di essere presente al funerale e stringere la mano al suo secondo.
Da quel giorno, le loro carriere diventano inscindibili: dove andava Jupp, c'era Peter.

La sinfonia del 2013: l’anno del Triplete

Il capolavoro assoluto della coppia si compie nella stagione 2012/2013.
Quel Bayern Monaco è una macchina da guerra perfetta, capace di unire una potenza fisica devastante a una pulizia tecnica celestiale, se Heynckes è il grande gestore dello spogliatoio, il leader carismatico che sa toccare le corde dell'anima dei campioni, Hermann è l'architetto del campo.
È lui a passare le notti sui video per sezionare i punti deboli degli avversari; è lui a registrare i meccanismi delle transizioni difensive e a sincronizzare i movimenti simmetrici di Franck Ribéry e Arjen Robben.
Quella cavalcata leggendaria si conclude con la conquista del primo storico Triplete del calcio tedesco,
Bundesliga polverizzata a tempo di record.
DFB-Pokal sollevata nel cielo di Berlino.
Champions League conquistata nella notte magica di Wembley nel derby contro il Borussia Dortmund.

L’ultimo soccorso e l’eredità ai giovani

Il rispetto per la sua competenza era tale che nel 2017, quando il Bayern si ritrova in crisi dopo l'esonero di Carlo Ancelotti e richiama Heynckes dal pensionamento, Jupp detta una sola, non trattabile condizione: "Torno solo se c'è Peter".
Hermann non ci pensa due volte, rescinde il contratto con il Fortuna Düsseldorf e corre in soccorso dell'amico, raddrizzando la stagione e portando a casa l'ennesimo Meisterschale.
Anche negli ultimi anni di carriera, Hermann ha continuato a mettere la sua enorme saggezza al servizio dei giovani e di tecnici emergenti, come Edin Terzic al Borussia Dortmund nel 2022.
La notizia della sua scomparsa ha destato profonda commozione in tutta la Germania, Niko Kovac, che lo aveva avuto al suo fianco proprio sulla panchina bavarese, ha appreso della sua morte in diretta televisiva durante un'intervista post-partita, rimanendo visibilmente scosso e senza parole.
Un'immagine dolorosa che descrive, meglio di qualsiasi statistica, il vuoto lasciato da un uomo straordinario che ha insegnato al calcio tedesco come si possa vincere tutto restando, per scelta, un passo indietro.

Jupp Heynckes ha accolto la notizia della scomparsa del suo storico vice con immenso dolore, pronunciando parole cariche di affetto e profonda commozione:
"Gott sei seiner Seele gnädig" ("Che Dio abbia misericordia della sua anima")

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