Ciclone Malen: la macchina da gol della Roma riscrive la storia del calcio italiano
Donyell Malen sta riscrivendo la storia della Serie A, l'attaccante olandese della AS Roma sta viaggiando a ritmi forsennati: grazie alla straordinaria doppietta lampo rifilata al Lecce nei primi minuti del match al Via del Mare, l'ex Borussia Dortmund ha toccato la strabiliante quota di 19 reti nelle sue prime 20 presenze nel campionato italiano.
Un impatto devastante che non si vedeva da quasi settant'anni.
Nella storia del torneo a girone unico, infatti, prima dell'olandese solo due leggende assolute erano riuscite a fare meglio o uguale a questo punto della loro avventura italiana, entrambe con la maglia del Milan, il "Pompiere" Gunnar Nordahl e l'italo-brasiliano José Altafini.
Gunnar Nordahl, il "Bisonte" svedese che travolse l'Italia nel 1949
Per ritrovare una partenza simile, la macchina del tempo deve tornare al gennaio del 1949, a Milano sbarca un attaccante svedese di 29 anni, potente, taciturno, con un peso di 90 chili distribuito su 180 centimetri di muscoli, Gunnar Nordahl.
In patria fa il pompiere per via del dilettantismo dell'epoca, ma quando mette piede in Italia dimostra subito una forza d'urto illegale per i difensori nostrani.
Nordahl esordisce segnando subito contro la Pro Patria all'Arena Civica e non si ferma più, nelle sue prime 20 presenze a cavallo tra il finale della stagione 1948/49 e l'inizio della successiva, mette a segno ben 20 reti.
Il suo stile è iconico: una volta presa palla punta dritto la porta e scaglia delle "fucilate" di sinistro imparabili, trascinandosi letteralmente i marcatori attaccati alla maglia, diventerà il capocannoniere più prolifico della storia del Milan (221 gol complessivi) e il capostipite del leggendario trio svedese Gre-No-Li.José
Altafini, il "Mazzola" che incantò San Siro nel 1958
Quasi dieci anni dopo, nell'estate del 1958, il Milan pesca un altro fenomeno, si chiama José João Altafini, ha appena vent'anni ed è fresco vincitore del Mondiale in Svezia al fianco di un giovanissimo Pelé.
In Brasile tutti lo chiamano "Mazzola" per la sua straordinaria somiglianza fisica e tecnica con il compianto capitano del Grande Torino, Valentino Mazzola, morto tragicamente a Superge.
L'impatto di Altafini con la Serie A è spaventoso, un mix perfetto di rapidità, dribbling ubriacanti ed eccezionale senso della posizione.
Tra il 1958 e il 1959, Altafini eguaglia il record segnando 20 reti nelle prime 20 partite di campionato, mandando in visibilio i tifosi di San Siro, sarà l'inizio di una leggendaria epopea italiana che lo porterà a vincere due Scudetti, una Coppa dei Campioni da protagonista assoluto nel 1963 e a piazzarsi al quarto posto all-time dei marcatori della Serie A con 216 gol complessivi.
Malen e il sorpasso nell'era moderna
Se i numeri di Nordahl e Altafini appartengono a un calcio pionieristico e decisamente più propenso alle goleade, il traguardo tagliato oggi da Donyell Malen acquisisce un valore ancora più monumentale.
Arrivato nella Capitale nel mercato invernale, precisamente il 16 gennaio 2026, l'olandese si è integrato alla perfezione nei meccanismi tattici della squadra, trovando una media realizzativa straordinaria (un gol ogni 91 minuti giocati). Con le sue 19 reti nelle prime 20 gare di Serie A, Malen non solo ha agganciato la scia dei miti del passato, ma ha letteralmente polverizzato l'inizio di qualsiasi altro attaccante dell'era moderna (dal 1994/95 a oggi), superando l'impatto iniziale di leggende del calibro di Gabriel Omar Batistuta e Vincenzo Montella. La Roma ha trovato il suo nuovo imperatore del gol, e la storia è ancora tutta da scrivere.






