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Nuovo CT azzurro, Pirlo rischio calcolato?

Nuovo CT azzurro, Pirlo rischio calcolato? TUTTOmercatoWEB
© foto di Pool/Image Sport
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Redazione TMW
Oggi alle 07:23Altre Notizie
Nazionale: Malagò, Maldini e Leonardo sfogliano la margherita, ma l'ipotesi Pirlo è un rischio da evitare

ROMA – La panchina della Nazionale Italiana cerca un padrone e, nelle ultime ore, le indiscrezioni descrivono un tavolo di consultazione virtuale in cui Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo starebbero sfogliando la margherita.
Tra i profili caldeggiati – che oscillano tra il sogno proibito Pep Guardiola e i ritorni di fiamma di Antonio Conte e Roberto Mancini – spunta con insistenza il nome di Andrea Pirlo.
Una suggestione romantica, certo, ma che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol tattico e gestionale.

Il miraggio del grande ex

La storia del calcio italiano recente è ciclica, ogniqualvolta la Nazionale attraversa un momento di rifondazione, si tende a cercare il salvatore della patria tra gli eroi che hanno reso grande l'Azzurro sul rettangolo verde.
Pirlo è stato un fuoriclasse assoluto, un "Maestro" con le scarpe da calcio ai piedi, capace di dettare i tempi del gioco mondiale per oltre un decennio.
La panchina, però, risponde a leggi diverse, spietate, dove il passato da campione non garantisce crediti infiniti.
Scegliere Pirlo oggi significherebbe ignorare i dati oggettivi di una carriera da allenatore che, finora, non è mai decollata.

Lo spettro di un "Gattuso bis"

Il rischio più grande è quello di assistere a un "Gattuso bis". Come accaduto a Ringhio, anche Pirlo è stato catapultato fin da subito in realtà di prima fascia (la Juventus) senza la necessaria gavetta, per poi rimbalzare tra la Turchia e le difficoltà in Serie B con la Sampdoria.
Le sue squadre hanno spesso mostrato un'identità tattica ibrida, fragile in fase difensiva e priva di quella solidità necessaria per vincere i tornei brevi.
Affidare la ricostruzione dell'Italia a un tecnico che sta ancora cercando la propria dimensione e la propria quadratura tattica sarebbe un azzardo ingiustificabile. La Nazionale non può essere un laboratorio di sperimentazione o una scuola guida per allenatori in cerca di rilancio.
Richiede una guida scafata, un gestore di uomini e di pressioni che sappia dare certezze immediate a un gruppo che ha bisogno di tutto tranne che di dubbi.

Meglio il pragmatismo degli ex CT

Mentre Guardiola rimane un'utopia economica e filosofica, ma che potrebbe manifestarsi in modo inaspettato, i profili di Conte o Mancini offrirebbero quell'usato sicuro, rigido ma vincente, di cui l'ambiente ha disperatamente bisogno.
Se la FIGC vuole davvero voltare pagina, deve farlo con il pragmatismo, non con la nostalgia. Andrea Pirlo merita il tempo di maturare sui campi di club; l'Italia, invece, non ha più tempo da perdere.

Stampa e tifosi bocciano l'idea

Il sarcasmo dei grandi quotidiani: L'accoglienza dei media tradizionali alla candidatura di Pirlo come nuovo CT azzurro è stata durissima. Il Corriere della Sera ha commentato la notizia chiedendosi apertamente: "Ma è uno scherzo?".
Viene criticato il fatto che il suo indiscutibile passato da fuoriclasse in campo stia oscurando una carriera da allenatore finora fallimentare, costellata dagli esoneri con Juventus, Fatih Karagümrük e Sampdoria.
Il plebiscito negativo nei sondaggi: I tifosi si sono schierati apertamente contro questa ipotesi. In un sondaggio di SportMediaset che ha raccolto oltre 30.000 voti, Pirlo è risultato il candidato meno desiderato in assoluto, raccogliendo appena il 2% delle preferenze rispetto a nomi come Conte, Mancini o Pioli.
Il sospetto del "tecnico debole": Alcune analisi editoriali, come quella de Il NordEst, suggeriscono maliziosamente che la scelta di un profilo così "fragile" e reduce da passi falsi serva alla neonata coppia dirigenziale Maldini-Leonardo per avere un maggiore controllo e potere di influenza sulle scelte tecniche della squadra.

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