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Morte Maradona, il racconto del massaggiatore: "Non voleva alzarsi né mangiare"

Morte Maradona, il racconto del massaggiatore: "Non voleva alzarsi né mangiare" TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 12:50Altre Notizie
A quasi sei anni dall'addio a Diego Armando Maradona, continua il processo per accertarne le cause. Sette sanitari sono imputati in Argentina

"Non si alzava dal letto, non voleva mangiare e non voleva lavarsi". È uno dei passaggi più forti emersi nel processo sulla morte di Diego Armando Maradona, in corso a San Isidro, nell'area metropolitana di Buenos Aires. A pronunciare queste parole davanti ai giudici è stato Nicolas Taffarel, massaggiatore dell'ex fuoriclasse argentino, chiamato a ricostruire le condizioni di Diego nelle settimane che precedettero il decesso del 25 novembre 2020. Taffarel ha raccontato di essersi allarmato per il progressivo peggioramento delle condizioni fisiche e psicologiche di Maradona e di aver chiesto più volte allo staff sanitario di seguirlo con maggiore continuità. Il massaggiatore aveva invitato i professionisti che lo assistevano a controllarlo "ogni giorno", una richiesta che sarebbe documentata anche da un messaggio audio riprodotto nel corso dell'udienza.

L'ultimo giorno insieme e quelle parole di Maradona

La testimonianza si è poi concentrata sul 24 novembre 2020, quando Taffarel incontrò Maradona per l'ultima volta. Cercò di coinvolgerlo in uno dei loro rituali, proponendogli di bere un mate insieme, ma ricevette una risposta che avrebbe assunto un significato particolare soltanto dopo la tragedia. "Mi disse: 'Non voglio niente, Taffita, basta così'. Gli chiesi: 'Cosa intendi con 'basta così'?' e lui rispose: 'Niente, basta così'". L'espressione "ya esta", utilizzata da Maradona in quella circostanza, può essere letta come un semplice "va bene così", ma anche con il significato più definitivo di "è finita".

Le ore precedenti alla morte al centro del processo

È proprio la ricostruzione delle ultime ore di Maradona uno dei nodi principali del procedimento giudiziario. Le perizie indicano che l'ex Pibe de oro sarebbe morto dopo un'agonia durata diverse ore, anche se gli esperti chiamati a esprimersi non concordano sulla sua esatta durata. Sul banco degli imputati ci sono sette professionisti sanitari dell'équipe che seguiva Maradona. L'accusa contesta loro presunte omissioni e negligenze nell'assistenza, ipotizzando che possano aver contribuito al decesso. Gli imputati respingono le contestazioni, ma rischiano fino a 25 anni di carcere: la maggior parte sostiene di aver agito esclusivamente nei limiti del proprio ruolo professionale. Nel materiale acquisito durante il processo compaiono anche alcune chat degli uomini addetti alla sicurezza. Dopo la morte di Diego, i custodi scrivevano che i medici "se la stavano facendo sotto" e che sarebbero finiti "in galera". Conversazioni, testimonianze e perizie che dovranno ora essere valutate dai giudici per ricostruire responsabilità e dinamiche delle ultime ore di vita di Maradona.

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