111 giorni dopo, un'altra Dea: la metamorfosi è completa, ora serve il tris per blindare l'Europa
Sembra passata un'era geologica, eppure sono trascorsi solo 111 giorni. Quel 3-0 inflitto ai granata sotto il sole di fine estate a Torino rappresentava l'ultimo bagliore illusorio della gestione di Ivan Juric; oggi, nel gelo di gennaio, l'Atalanta che accoglie il Torino alla New Balance Arena è una creatura completamente diversa, rigenerata nello spirito e nelle ambizioni. Raffaele Palladino ha compiuto un'opera di restauro psicologico prima ancora che tattico, trasformando una squadra che scricchiolava in una macchina capace di viaggiare ad alti ritmi. La "catarsi" è avvenuta: i nerazzurri si sono rituffati nella mischia europea bruciando le tappe e stasera, alle 20.45, hanno l'occasione d'oro per certificare definitivamente il cambio di status.
IL FORTINO RITROVATO E LA CACCIA AL RECORD STAGIONALE – I numeri sono testimoni silenziosi ma inappellabili della cura Palladino - rimarca e scrive L'Eco di Bergamo -. La squadra è reduce da una delle prestazioni più convincenti dell'anno, il blitz di Bologna (2-0), e ha messo in cascina quattro vittorie nelle ultime cinque uscite, blindando la porta in tre occasioni. Manca solo l'ultimo gradino per la consacrazione: la terza vittoria consecutiva, un filotto mai riuscito in questo campionato. Ma il dato più confortante è la pace siglata con le mura amiche: con l'ex tecnico del Monza in panchina, Bergamo è tornata a essere un fattore, con tre successi nelle ultime quattro gare casalinghe. Un ruolino di marcia che, per essere eguagliato in precedenza, aveva richiesto la somma di diciassette partite tra la fine dell'era Gasperini e l'interregno di Juric.
DALL'INFERNO DELLE BIG AL TRAMPOLINO DEL CALENDARIO – Archiviato con disinvoltura il "ciclo terribile" degli scontri diretti, il calendario offre ora un assist che sarebbe delittuoso non sfruttare. Il match odierno apre un trittico sulla carta più agevole – seguiranno Pisa e Parma – che ha le sembianze di un vero e proprio trampolino di lancio. Con il Bologna appena scavalcato e il Como sesto nel mirino (impegnato proprio nello scontro diretto con i felsinei), l'Atalanta ha il destino nelle proprie mani: vincere significa rosicchiare punti pesanti e consolidare una classifica che, fino a poche settimane fa, sembrava un'utopia.
L'INSIDIA DELL'EX E IL RISVEGLIO DEL BOMBER – Di fronte ci sarà un Torino che naviga nel limbo di metà classifica, capace di colpi esterni (vedi Sassuolo e Verona) ma privo di continuità, e con un Marco Baroni alle prese con rebus di formazione a centrocampo. Il pericolo pubblico numero uno, neanche a dirlo, risponde al nome di Duvan Zapata. Il grande ex, che nel suo vecchio stadio si è rivisto da avversario solo una volta (nell'1-1 dello scorso febbraio che costò caro a Gianluca Scamacca), incarna la minaccia emotiva e fisica. A proposito di attaccanti: se il romano è in dubbio per un problema fisico e potrebbe partire dalla panchina, Palladino si gode la rinascita di Nikola Krstovic. Il montenegrino, autore di una doppietta decisiva al Dall'Ara, ha spezzato un digiuno che durava proprio dalla gara d'andata contro i granata. In un'Atalanta che deve fare i conti con un'infermeria affollata (fuori Ademola Lookman, Odilon Kossounou, Raoul Bellanova, Sead Kolasinac e Mitchel Bakker), la sua fame di gol sarà l'arma in più per continuare a sognare.
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