Il retroscena - Raspadori ha voluto solo la Dea: il «no» a Ranieri e quei 25 milioni di concretezza
C'è un momento preciso in cui le gerarchie del calcio mercato, e forse anche quelle del campo, vengono sovvertite non dalle parole ma dai fatti. L'acquisto di Giacomo Raspadori da parte dell'Atalanta non è solo un rinforzo tecnico di primissimo livello, ma rappresenta uno spartiacque filosofico e manageriale che vede la Dea superare, per appeal e concretezza, una big storica come la Roma. Mentre nella Capitale ci si interroga sui motivi del rifiuto, a Bergamo si festeggia l'arrivo di un giocatore nel pieno della maturità, strappato alla concorrenza grazie a una solidità societaria che oggi ha pochi eguali in Italia.
LA VERITÀ DI SIR CLAUDIO - A fare chiarezza sulle dinamiche che hanno portato l'ex Napoli a vestire il nerazzurro è stato direttamente Claudio Ranieri. Il tecnico giallorosso, con la consueta onestà intellettuale, ha ammesso la sconfitta diplomatica prima ancora che economica: «L'attaccante non ha mai voluto parlare con noi». Dietro questo silenzio assordante verso Trigoria si celerebbe la sostanza dell'offerta. La Roma, imbrigliata in paletti e strategie attendiste, si era presentata dall'Atletico e dal giocatore con la classica formula del prestito con diritto di riscatto. Un "vorrei ma non posso" che non ha scaldato il cuore di chi cercava un progetto centrale e definitivo.
BLITZ DA 25 MILIONI - L'Atalanta, al contrario, non ha usato mezzi termini. Si è infilata nella trattativa con la prepotenza di chi ha i conti in ordine e le idee chiare: 25 milioni di euro sul piatto, subito, per l'acquisto a titolo definitivo. Nessun tentennamento, nessuna clausola complessa. Una mossa che ha convinto immediatamente l'Atletico Madrid a liberare il classe 2000 e, soprattutto, ha fatto capire al ragazzo quanto fosse desiderato a Zingonia. La famiglia Percassi ha comprato una certezza, un nazionale italiano di 25 anni pronto a fare la differenza nell'immediato.
IL PARADOSSO ROMANO - L'analisi diventa impietosa se si guarda alla reazione della Roma. Incassato il no di Raspadori, il ds Massara ha virato su Robinio Vaz, talento classe 2007 del Marsiglia. La cifra investita? Praticamente la stessa sborsata dall'Atalanta: circa 25 milioni tra prestito oneroso e obbligo di riscatto. La proprietà americana ha preferito investire su un diciottenne con 22 presenze in prima squadra, inseguendo la chimera della futura plusvalenza e della rivendibilità, piuttosto che puntare su un profilo "finito" e pronto. Una scelta legittima, ma che delinea due mondi opposti: la Roma scommette sul futuro sperando che il biglietto della lotteria sia vincente, l'Atalanta compra il presente per vincere subito.
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