L'operazione poker all'Arena: Pisa è lo specchio della metamorfosi nerazzurra
Esistono incroci del calendario che sembrano messi lì apposta dal destino per misurare la temperatura di una stagione. Cinque mesi fa, contro il Pisa, l'Atalanta inaugurava un campionato che sarebbe presto scivolato nelle sabbie mobili della gestione Juric; stasera, all'Arena Garibaldi, i nerazzurri chiudono idealmente quel cerchio presentandosi con l'abito scintillante cucito su misura da Raffaele Palladino. Se ad agosto si respirava l'aria pesante di un'annata in salita, oggi il vento soffia forte nelle vele orobiche. La partita di stasera non è solo un match da vincere contro l'ultima della classe, ma la cartina di tornasole di una rinascita: da quel pareggio striminzito di inizio stagione a oggi, è cambiato il mondo. E la Dea vuole dimostrarlo.
L'OSSESSIONE DEL QUATTRO E IL MURO DI GOMMA - La parola d'ordine che rimbalza nello spogliatoio è «filotto». Dopo aver messo in riga Roma, Bologna e Torino, l'Atalanta insegue quella quarta vittoria consecutiva che manca da oltre un anno, dai tempi della striscia record di fine 2024. Ma non è solo l'attacco a girare: la vera forza di questa risalita sta nella serratura messa alla porta. Marco Carnesecchi non raccoglie un pallone dal fondo del sacco da 295 minuti (l'ultimo fu di Lautaro Martinez il 28 dicembre). Una solidità difensiva che è diventata il marchio di fabbrica del nuovo corso e che stasera dovrà reggere ancora, sfruttando l'inerzia di cinque vittorie nelle ultime sei gare.
UN TESTACODA DA NON SOTTOVALUTARE - La classifica parla chiaro, forse troppo. Da una parte un'Atalanta settima che bracca il Como (ieri scivolato nel recupero col Milan) e vede l'Europa, dall'altra un Pisa disperato, con una sola vittoria in stagione e falcidiato da dieci assenze che mettono Alberto Gilardino in piena emergenza. I toscani non vincono in casa contro la Dea dal 1981 e i valori in campo sembrano scavare un abisso. Tuttavia, proprio la differenza di motivazioni impone cautela: l'Atalanta non può permettersi cali di tensione se vuole trasformare questo venerdì sera in un trampolino verso le zone nobili, sfruttando un calendario che dopo i nerazzurri di Toscana proporrà il Parma.
L'ALCHIMIA TATTICA E IL JOLLY RASPADORI - Palladino arriva all'appuntamento - presenta il match L'Eco di Bergamo - gestendo la sua dose di problemi (fuori Lookman, Djimsiti, Bellanova e Bakker), ma con la serenità di chi ha trovato soluzioni alternative funzionanti, come l'esperimento riuscito di Nicola Zalewski alto a sinistra. La vera novità, però, è il "Jack" nella manica: Giacomo Raspadori è partito con la squadra e potrebbe bagnare l'esordio già stasera, se arriverà in tempo il suo tesseramento. Un'arma tattica formidabile da aggiungere a un reparto che ritrova anche Gianluca Scamacca, pronto a riprendersi la scena dopo l'acciacco che lo aveva frenato. Proprio lui, che all'andata segnò il gol del ritorno alla vita dopo il lungo infortunio.
VISTA CHAMPIONS - Vincere stasera significa mettere pressione alle concorrenti, ma soprattutto arrivare con il morale a mille all'appuntamento cruciale di mercoledì contro l'Athletic Bilbao. La Champions League bussa alla porta per il gran finale del girone e l'Atalanta vuole presentarsi all'appuntamento europeo con la pancia piena e la classifica sistemata. Il momento è brillante: vietato spegnere la luce.
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