L'Italia sogna il "4x4", ma a tirare il gruppo è la Dea: Palladino vede gli ottavi, percorso da big assoluta
Torna la "vecchia cara" Champions League, quella dei colossi che non tremano? Forse. Guardando la classifica, le gerarchie sembrano ristabilite: Arsenal, Bayern, Psg e City comandano le operazioni, con le cenerentole Brest e Lilla sparite dai radar dell'élite. Ma in mezzo a questi giganti dal fatturato mostruoso, c'è un'intruso che non ha alcuna intenzione di chiedere permesso. È l'Atalanta di Raffaele Palladino, la vera, grande sorpresa di questa edizione. A 180 minuti dal termine della prima fase, con due sole squadre matematicamente eliminate (Villarreal e Kairat), l'Italia può sognare l'en plein agli ottavi (un 4x4 tricolore), ma la notizia è che a guidare la spedizione azzurra non è la corazzata Inter né la Vecchia Signora, bensì la Dea.
QUINTO POSTO E 19 PUNTI NEL MIRINO – Nessuno, nemmeno il più ottimista dei tifosi, avrebbe immaginato uno scenario simile dopo l'addio di Gasperini e le turbolenze iniziali della gestione Juric. Eppure, l'Atalanta è la messa meglio delle nostre: 13 punti in cassaforte, quinto posto assoluto e un calendario che strizza l'occhio all'impresa. Il percorso verso la qualificazione diretta agli ottavi (senza passare dalle forche caudine dei playoff) è tracciato e appare lucidissimo. Mercoledì a Bergamo arriva l'Athletic Bilbao: i baschi, temibili al San Mamés, lontano dalla loro "Catedral" si trasformano, come dimostrano le sconfitte a Dortmund e Newcastle e il pari di Praga. Poi, il 28 gennaio, trasferta sul campo dell'Union St. Gilloise, che gioca nello stadio dell'Anderlecht, terra di conquista recente per molte europee. L'obiettivo è quota 19 punti: un traguardo alla portata che certificherebbe lo status di big europea, proprio come ai bei tempi del Gasp.
LE ALTRE INSEGUONO: INTER IN SALITA – Il confronto con le altre italiane esalta ulteriormente il cammino nerazzurro. L'Inter, partita a razzo, si è incagliata nel "girone infernale" raccogliendo due sconfitte beffarde nel finale contro Atletico e Liverpool. Fermo a 12 punti, Simone Inzaghi (o Chivu, a seconda della gestione tecnica) non può più sbagliare contro Arsenal e Borussia Dortmund: i playoff sono sicuri, ma gli ottavi diretti sono a rischio. Discorso simile per la Juventus di Spalletti (9 punti), che in un crescendo rossiniano deve però vedersela con le insidie di Benfica e Monaco. Per loro, al momento, la realtà si chiama playoff da non teste di serie.
IL NAPOLI RISCHIA TUTTO – Chi sta peggio - scrive La Gazzetta dello Sport - è il Napoli di Antonio Conte, che deve scrollarsi di dosso l'etichetta di "invincibile" solo in patria. Ventitreesimi con 7 punti, i partenopei sono appesi a un filo: devono vincere a Copenaghen e poi giocarsi tutto contro il Chelsea al Maradona. L'Italia ha bisogno di tutte e quattro le sue sorelle per un finale di stagione da protagonista, ma una cosa è certa: in questo momento, la locomotiva del calcio italiano in Europa porta i colori nerazzurri.
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