Via le scorie di Coppa, conta solo il campionato: contro il Parma è vietato fallire per non perdere il treno Europa
Non c'è tempo per le lacrime, né per rimuginare sulle occasioni perdute. Il calcio moderno è una tritatutto che non ammette pause di riflessione e l'Atalanta, ancora scottata dal tonfo interno contro l'Athletic Bilbao che ha complicato la corsa agli ottavi di Champions, ha un solo imperativo: voltare pagina. Oggi alle 15, sul prato amico della New Balance Arena, i nerazzurri ospitano il Parma con l'obbligo morale e matematico di cancellare le incertezze recenti. Il campionato non fa sconti e ha abolito i bonus: dopo il pareggio opaco di Pisa, serve riprendere quella marcia spedita che aveva inaugurato il 2026, perché la classifica si sta muovendo veloce e restare immobili ora significherebbe perdere terreno vitale.
CACCIA AL COMO E DIFESA DEL PIAZZAMENTO - La situazione di classifica è fluida e pericolosa. Accomodarsi al settimo posto, in quella zona di limbo che promette l'Europa ma non offre garanzie assolute, è un lusso rischioso. La vittoria è necessaria per rispondere allo scatto del Como, volato provvisoriamente a +8 e prossimo avversario in uno scontro diretto che si preannuncia infuocato. Ma lo sguardo deve essere a 360 gradi: bisogna accorciare sulla Juventus, scavalcata proprio dai lariani, e tenere a bada un Bologna minaccioso che dista solo due lunghezze. In questo intreccio, i tre punti contro i ducali non sono un'opzione, ma una necessità vitale per restare aggrappati al treno che conta.
SINDROME DA BLACKOUT - Al di là dell'aritmetica - presenta il match L'Eco di Bergamo -, Raffaele Palladino cerca risposte sul piano della tenuta mentale. Se l'inizio del nuovo anno aveva illuso con il tris di vittorie contro Roma, Bologna e Torino, gli ultimi 180 minuti hanno riacceso la spia d'allarme. I cali di tensione, quei blackout improvvisi che hanno compromesso la gara di Champions e rovinato la trasferta toscana, sono il vero nemico da abbattere. In vista di un ciclo terribile – che prevederà la sfida decisiva in Belgio contro l'Union Saint-Gilloise, la Coppa Italia contro la Juve e i big match in serie A – la squadra deve dimostrare di aver imparato a gestire i momenti, evitando di staccare la spina quando la pressione sale.
TURNOVER CHIRURGICO: L'ORA DI JACK - La gestione delle energie diventa un fattore cruciale. Stretti nella morsa tra due sfide europee decisive, i nerazzurri potrebbero cambiare pelle. L'abbondanza della rosa, con quasi tutti gli effettivi a disposizione (compresi i recuperandi Bellanova e Bakker), permette al tecnico di attuare una rotazione ragionata. L'indiziato numero uno per una maglia da titolare è Giacomo Raspadori: escluso dalla lista Uefa e entrato solo nel finale a Pisa, l'ex Napoli è la carta più fresca del mazzo. Potrebbe essere la sua grande occasione dal primo minuto, magari in tandem con Nikola Krstovic, permettendo a big come Lookman, Scamacca e Kolasinac di rifiatare in vista della battaglia di mercoledì.
L'INSIDIA DUCALE E IL TABÙ DEL GIOCO - Di fronte ci sarà un Parma che non incute timore per la classifica, ma che nasconde insidie tattiche da non sottovalutare. La squadra guidata dal giovane Cuesta è l'antitesi dello stereotipo spagnolo: poco tiki-taka, molto pragmatismo. I gialloblù, che hanno perso solo una volta nelle ultime sei uscite, sono maestri nel far giocare male gli avversari. E qui sta il nodo: l'Atalanta ha dimostrato di soffrire (vedi Verona, Genoa e Pisa) quando è chiamata a imporre il gioco contro formazioni chiuse e spigolose. Vincere oggi, magari anche senza brillare, sarebbe la medicina migliore per curare le ferite di Bilbao e rilanciare la sfida all'Europa.
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