Como-Atalanta nel segno di Favini: il derby del cuore nel giorno del 90° anniversario
C'è un filo invisibile ma indissolubile che ha legato la sfida del Sinigaglia, al di là del risultato del campo. Como-Atalanta non è stata solo una partita di campionato, ma un incrocio del destino andato in scena proprio il giorno antecedente a una ricorrenza speciale: il novantesimo anniversario dalla nascita di Mino Favini. Una figura leggendaria, capace di scrivere la storia di entrambi i club con ruoli diversi ma con la stessa, immensa, competenza calcistica.
DOPPIO EX IN CAMPO E PANCHINA - La carriera di Favini è un ponte tra le due città - ricorda italiadeiderby.it -. Sul lago, con la maglia del Como, è stato protagonista in Serie B, legandosi ai colori lariani anche in veste di allenatore della Primavera, dove ha iniziato a coltivare quella sua dote unica di "educatore" di giovani calciatori. A Bergamo, invece, ha vissuto l'emozione del massimo campionato da giocatore con la maglia della Dea, un'esperienza che ha cementato il suo legame con l'ambiente orobico.
IL MAGO DI ZINGONIA - Ma è dietro la scrivania, o meglio, a bordo campo sui terreni di Zingonia, che Favini ha costruito il suo capolavoro. Come responsabile del settore giovanile dell'Atalanta, è diventato il punto di riferimento assoluto per lo scouting e la crescita dei talenti in Italia. Sotto la sua gestione, il vivaio nerazzurro è diventato una fucina inesauribile di campioni, lanciati nel grande calcio grazie alla sua visione e alla sua filosofia, che metteva l'uomo e la tecnica davanti al risultato immediato.
UN COMPLEANNO SPECIALE - Nato il 2 febbraio 1936, il "Maestro" avrebbe compiuto oggi 90 anni. Il calendario ha voluto regalargli un omaggio simbolico, mettendo di fronte le due squadre della sua vita proprio a ridosso di questa data importante. Un anniversario che ricorda a tutti quanto il calcio italiano, e in particolare quello lombardo, debba alla sua intuizione e alla sua passione.
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