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Palladino vs Nicola, questione di stile (e di cuore): quando l'eleganza sfida l'anima «scapigliata» del Mago delle salvezze
Oggi alle 09:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Palladino vs Nicola, questione di stile (e di cuore): quando l'eleganza sfida l'anima «scapigliata» del Mago delle salvezze

Da Crotone a Bergamo, storie di un'amicizia nata all'inferno: Raffaele era in campo per Davide nel 2017. Oggi si giocano Europa e sopravvivenza

Stasera alla New Balance Arena non andrà in scena solo un derby lombardo, ma un affascinante scontro tra filosofie estetiche e umane. Da una parte l'allure moderna di Raffaele Palladino: classe '84, impeccabile nel suo completo sartoriale, composto anche nella tensione, l'emblema del tecnico 2.0 che non ha un capello fuori posto nemmeno mentre telecomanda il pressing. Dall'altra la verace passionalità di Davide Nicola: classe '73, l'allenatore che vive la partita in trincea, spesso in tuta, scapigliato e pronto a un ideale tackle difensivo per aiutare i suoi. Due modi opposti di vivere l'area tecnica, che riflettono due percorsi diversi ma destinati a incrociarsi.

QUEL MIRACOLO A CROTONE - Il rispetto tra i due non è di facciata, ma cementato nel fango di una delle imprese più incredibili della Serie A recente. Stagione 2016/17: Nicola è il condottiero di un Crotone dato per spacciato, Palladino è la sua freccia di talento. Insieme condividono sei mesi di battaglia sportiva: 20 presenze e 2 gol per l'attuale tecnico della Dea sotto la guida del piemontese, prima del trasferimento invernale. Lì, in quella Calabria che sognava l'impossibile, si è creato un legame tra l'allenatore specialista in "resurrezioni" (Crotone, Salernitana, Torino, Empoli) e il giocatore che ne studiava i segreti.

CUORE DI GRIFONE - A unirli c'è anche un filo rossoblù, quello del Genoa - ricorda L'Eco di Bergamo -. Entrambi hanno lasciato un pezzo di cuore a Marassi: Nicola da giocatore "operaio", terzino di spinta e sacrificio (oltre 180 presenze in due parentesi); Palladino da attaccante di fantasia e dribbling (dal 2008 al 2011 e poi il ritorno nel 2017). Caratteristiche che si rivedono oggi nelle loro squadre: l'Atalanta cerca il dominio attraverso la tecnica e l'occupazione degli spazi, la Cremonese fa dell'intensità e dell'organizzazione difensiva la sua arma di sopravvivenza.

BIVIO CRUCIALE - Oggi l'abbraccio pre-partita sancirà la fine dei ricordi e l'inizio della contesa. Palladino, erede designato del Gasp, deve dare continuità al trionfo in Coppa Italia e al pareggio eroico di Como per blindare l'Europa. Nicola, maestro nel navigare le tempeste, cerca una svolta di risultati per tenere a galla la Cremonese dopo una striscia negativa. Stili diversi, ma una missione identica: trasmettere alla squadra quella "fame" che entrambi, con lo smoking o con la tuta, possiedono nel DNA.

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