Palladino prima del match: "Ho visto gli occhi giusti, godiamocela". E svela i tempi per Raspadori e CDK
Il momento della verità è arrivato. Mentre il Westfalenstadion ribolle e il leggendario "Muro Giallo" alza i decibel, Raffaele Palladino si presenta ai microfoni con la serenità dei forti. Nessuna paura, solo la consapevolezza di aver preparato la gara nei minimi dettagli e la voglia di misurarsi in un tempio del calcio mondiale. A pochi istanti dal fischio d'inizio dell'andata dei playoff di Champions League, l'allenatore dell'Atalanta traccia la rotta emotiva e tattica della serata, regalando anche aggiornamenti fondamentali dall'infermeria.
LA MATURITÀ E GLI SGUARDI - Il primo compito del mister non è stato quello di accendere la miccia, bensì di gestire l'adrenalina in un contesto che toglie il fiato. «Ho provato a dare tranquillità e serenità ai ragazzi, abbiamo cercato di prepararla bene in uno stadio affascinante». Per Palladino, la chiave di volta psicologica risiede nell'equilibrio: «Queste partite si caricano da sole, non c'è bisogno di caricarle eccessivamente». La sensazione captata nello spogliatoio è quella giusta: «Lo vedo negli occhi dei ragazzi. Ho parlato alla squadra dicendo poche cose, ma chiare. Oggi per noi è una bella prova di maturità, dobbiamo goderci questa serata».
IL JOLLY PASALIC - Tra le scelte di formazione, spicca l'impiego di Mario Pasalic, un fedelissimo delle notti europee. Il tecnico spiega la mossa tattica esaltando le caratteristiche uniche del croato, capace di legare i reparti come pochi altri. «È un giocatore duttile che può fare sia il centrocampista che il trequartista, ruoli che ha già ricoperto in passato». Ma c'è un dettaglio che, in sfide da dentro o fuori, fa tutta la differenza del mondo: «Ha il gol nel sangue».
LA TABELLA DI RECUPERO - In chiusura, Palladino fa chiarezza una volta per tutte sui tempi di recupero delle due stelle ferme ai box, delineando l'orizzonte per il ritorno in campo. Le notizie su Giacomo Raspadori sono incoraggianti: «Non dovrebbe essere una cosa lunga, la valuteremo meglio con lo staff, ma spero di recuperarlo in due o tre settimane». Leggermente più lungo, invece, il percorso per Charles De Ketelaere: «Per lui penso ci vorrà un mesetto». La promessa ai tifosi è comunque garantita: «Cercheremo di recuperarli il più in fretta possibile».
Ora le parole lasciano spazio al campo. L'Atalanta è pronta a giocarsi le sue carte con testa, cuore e quella maturità invocata dal suo condottiero.
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