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L'Atalanta non muore mai. Palladino: "Gruppo mentalmente d'acciaio. I cambi? Hanno spaccato la partita"
Oggi alle 14:15Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

L'Atalanta non muore mai. Palladino: "Gruppo mentalmente d'acciaio. I cambi? Hanno spaccato la partita"

Il tecnico nerazzurro analizza ai canali ufficiali la splendida reazione contro i partenopei: dalla tenuta mentale dopo l'iniziale svantaggio all'elogio per i subentrati, lanciando un infuocato appello in vista della notte europea.

Il cuore pulsante dell'Atalanta batte più forte delle avversità. Reduce dalle fatiche e dalla delusione di Dortmund, la Dea ha saputo ribaltare i campioni d'Italia del Napoli in un match che si era complicato fin dai primissimi minuti. Ai microfoni dei canali ufficiali del club, Raffaele Palladino ha celebrato la straordinaria forza mentale del suo gruppo, capace di non crollare sotto i colpi di un avversario temibile e di far fruttare al massimo le inesauribili risorse della panchina. Con la mente che già vola verso l'imminente e cruciale ritorno dei playoff di Champions League, l'allenatore campano esalta l'applicazione tattica dei suoi e chiama a raccolta il popolo nerazzurro, sognando una bolgia capace di spingere la squadra verso un'altra impresa memorabile. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, questa gara dimostra che per l'Atalanta le rimonte sono sempre un'impresa possibile. Quanto peso ha questa vittoria, arrivata dopo uno svantaggio immediato e con le scorie della sconfitta europea ancora addosso?
«Non era assolutamente una partita semplice da affrontare oggi. Venivamo dalle fatiche e dall'inevitabile amarezza della sconfitta patita in Champions League e, pronti via, ci siamo ritrovati subito sotto nel punteggio a causa di un gol subìto su calcio piazzato. In quel preciso istante chiunque avrebbe potuto crollare psicologicamente, ma la mia squadra ha dimostrato di essere immensamente forte. Forti di testa, forti nel temperamento e forti in tutti i sensi. Siamo stati bravissimi a mantenere la lucidità, rimanendo aggrappati alla partita senza concedere ulteriori spazi al Napoli, specialmente nel corso del primo tempo. Abbiamo lavorato ai fianchi gli avversari, li abbiamo stancati, e poi chi è subentrato dalla panchina ha avuto un impatto semplicemente devastante sul match. Sono felicissimo per Samardzic, perché meritava davvero questo gol per i tanti sacrifici che sta facendo quotidianamente. Ma devo elogiare tutti: Gianluca Scamacca è entrato benissimo, Bernasconi ha pennellato un assist perfetto, Djimsiti e Ahanor hanno garantito un apporto eccellente. Tutti coloro che sono entrati hanno iniettato una grandissima energia, permettendoci di compiere questa splendida e importantissima rimonta».

Questo successo è una scarica di adrenalina fondamentale anche in vista dell'impegno di mercoledì. In Champions vi aspetta un'altra rimonta, forse ancora più complessa. L'impresa è fattibile?
«Senza dubbio, questa vittoria ci regala una dose massiccia di energia positiva che ci sarà indispensabile per la battaglia di mercoledì sera in Champions League. Sappiamo benissimo che ci attende un'altra rimonta, che in questo caso sarà estremamente complicata e difficile. Però io ci credo fermamente, e soprattutto ci credono i ragazzi. Ci proveremo mettendo in campo tutte le nostre forze e ogni goccia del nostro sudore. Affrontiamo una squadra innegabilmente forte, ma per quella notte vorrei vedere il nostro stadio bello pieno, vorrei che il Gewiss diventasse un vero e proprio inferno per i nostri avversari. Noi, in casa nostra e spinti dall'urlo dei nostri tifosi, daremo fondo a tutte le nostre energie per cercare di ribaltare il discorso qualificazione».

I gol di Pasalic e Samardzic sono stati entrambi bellissimi, seppur di fattura diversa. A quale dei due si sente particolarmente legato da un punto di vista tattico e di costruzione corale?
«È davvero difficile scegliere perché mi rendono orgoglioso entrambi, ma per motivi differenti. Il primo gol nasce da una situazione di palla inattiva che abbiamo provato e riprovato innumerevoli volte in allenamento: per questo ci tengo a ringraziare pubblicamente il mio staff, che ha studiato la soluzione nei minimi dettagli. La battuta del calcio d'angolo è stata perfetta e Mario Pasalic si è confermato letale nel trovare il tempo giusto per l'inserimento. Del secondo gol, invece, sono profondamente fiero perché rispecchia esattamente uno dei concetti che chiedo con maggiore insistenza alla squadra: la necessità di andare a riempire l'area, di creare densità negli ultimi sedici metri e di attaccare la porta con feroce determinazione. Lazar Samardzic, in quell'occasione, lo ha fatto in maniera assolutamente perfetta».

Entusiasmo, programmazione tattica e la consapevolezza di poter sfidare chiunque. Il tecnico atalantino si gode i frutti del duro lavoro settimanale e serra i ranghi: archiviata con successo la pratica Napoli, Bergamo si prepara a indossare l'abito da sera per trascinare la propria squadra nella bolgia europea di mercoledì.

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