Il traguardo di Honest Ahanor: il gioiello dell'Atalanta diventa maggiorenne e prenota l'Azzurro
C'è un'incredibile maturità calcistica nel modo di stare in campo di Honest Ahanor, unita a una freschezza atletica che fa inevitabilmente brillare gli occhi. Il formidabile prospetto difensivo dell'Atalanta, ormai diventato un punto di riferimento inamovibile nello scacchiere tattico di Raffaele Palladino, festeggia oggi il traguardo della maggiore età, aprendo un nuovo ed entusiasmante capitolo non solo della sua vita privata, ma anche della sua vertiginosa carriera professionale.
LA SVOLTA BUROCRATICA E LA NAZIONALE - Il compimento del diciottesimo anno non rappresenta soltanto una data simbolica sul calendario, ma abbatte un ostacolo amministrativo che finora lo ha tenuto lontano dai palcoscenici delle selezioni nazionali. Nato ad Aversa da genitori nigeriani, trasferitisi nel nostro Paese ancor prima della sua venuta al mondo, e successivamente cresciuto all'ombra della Lanterna, il ragazzo non ha ancora potuto vestire alcuna maglia rappresentativa proprio per l'assenza della cittadinanza italiana. Un passaporto cruciale che, per legge, potrà finalmente richiedere a partire da questa fatidica giornata.
IL TRAMPOLINO PER LE STELLE - Corteggiato assiduamente da mezza Europa e da tutti i principali top club, il neo maggiorenne ha dimostrato di avere le idee chiarissime sulle tappe del proprio percorso di crescita. Dopo aver vissuto una preziosa stagione di apprendistato formativo con il Genoa, ha sposato con ferma convinzione il progetto sportivo lombardo. Bergamo rappresenta infatti per lui la piazza ideale in cui consacrarsi, un vero e proprio laboratorio calcistico d'eccellenza dove ricalcare le orme dorate di campioni che lo hanno preceduto, come Cristian Romero, sfruttando l'ambiente nerazzurro come rampa di lancio definitiva verso l'élite del calcio mondiale.
L'INCIDENTE DIPLOMATICO E LA SCUSA - Che il giocatore possieda uno spessore umano ben superiore a quello di un normale adolescente lo si è evinto limpidamente anche dalla gestione di una spinosa polemica esplosa a fine dicembre. Nel rocambolesco successo orobico ottenuto proprio sul campo della sua ex squadra, il difensore si era lasciato andare a una gioia incontenibile dopo la decisiva rete siglata da Hien al novantaquattresimo minuto, scatenando le ire della piazza ligure. La reazione mediatica del giovane fu però esemplare: «Travolto dall'intensità di una sfida così complicata, mi sono abbandonato a un'esultanza che non aveva alcuna intenzione di risultare irrispettosa», spiegò con grande lucidità e fermezza. Per poi aggiungere con nobiltà d'animo: «Porgo le mie pubbliche scuse a chiunque abbia vissuto il mio gesto come un affronto personale. Non dimentico affatto e custodisco con immensa gratitudine l'affetto di una tifoseria, di un club e di una città intera che mi hanno consentito di diventare l'uomo e l'atleta che sono oggi».
Resterà anagraficamente un teenager per altri due anni abbondanti, ma il prato verde racconta una storia completamente diversa. La Dea si coccola un veterano intrappolato nel corpo di un diciottenne, pronto a scrivere le prossime gloriose pagine della Serie A con la sfacciataggine e la personalità dei grandissimi.
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