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Le tre chiavi per l'impresa: tattica da rivedere, il risveglio di Scamacca e l'esame di laurea per PalladinoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Le tre chiavi per l'impresa: tattica da rivedere, il risveglio di Scamacca e l'esame di laurea per Palladino

Dagli accorgimenti difensivi per arginare gli inserimenti del Borussia Dortmund al momento decisivo per la carriera del centravanti azzurro, fino alla necessità del tecnico di dimostrarsi all'altezza delle notti europee

La magica notte di Champions League si avvicina e l'Atalanta è chiamata a un'inversione di tendenza radicale rispetto alla gara di andata. Per ribaltare il verdetto contro il Borussia Dortmund, la formazione bergamasca dovrà fare tesoro degli errori commessi in Germania, aggrappandosi all'orgoglio dei suoi singoli e alla maturità del suo condottiero.

REPARTI CORTI E SPAZI CHIUSI - La supremazia tattica dei tedeschi nei primi novanta minuti è un dato di fatto incontrovertibile. L'analisi Uefa e il parere di esperti come Fabio Capello concordano nell'evidenziare i limiti della strategia atalantina: accettare l'uno contro uno a tutto campo contro un avversario così esperto e intelligente si è rivelato un azzardo fatale. Spalancare gli spazi ha permesso al Borussia Dortmund di impostare comodamente dal basso, sfruttando i piedi educati di Bensebaini e i lanci chirurgici del portiere Kobel. Il continuo movimento del tridente offensivo, con Guirassy, Brandt e Beier, ha letteralmente mandato in tilt la retroguardia orobica, costretta a subire ben sessantatré inserimenti oltre la linea difensiva. Un numero abnorme se paragonato ai dati contro Inter, Juventus o Manchester City. Per sperare nella rimonta, la Dea dovrà scendere in campo con reparti corti e vicinissimi, maggiore elasticità nelle marcature a uomo e una cattiveria agonistica implacabile.

L'ORA DELLA VERITÀ PER SCAMACCA - Il tempo delle attese è finito: è giunto il momento che il numero nove orobico chiuda definitivamente il capitolo di «eterna promessa» per consacrarsi come il centravanti dominante che ha il potenziale di essere. A Dortmund la sua prestazione è stata trasparente e abulica, un netto contrasto con l'alter ego giallonero Guirassy, autentico regista offensivo capace di segnare e far segnare. Il dualismo con Krstovic, elemento forse meno tecnico ma certamente più battagliero, mette in forte dubbio la sua maglia da titolare per stasera. Sullo sfondo, c'è anche il delicato tema della Nazionale: con Gennaro Gattuso al timone dell'Italia, le gerarchie sono cambiate e profili come Kean, Retegui ed Esposito hanno guadagnato terreno. A un mese esatto dal cruciale playoff Mondiale che gli Azzurri giocheranno proprio a Bergamo, l'attaccante ha l'obbligo di aggredire questa sfida europea con l'atteggiamento feroce di chi vuole compiere un'impresa, facendosi carico dell'attacco anche per sopperire alle pesanti assenze di De Ketelaere e Raspadori.

UN TECNICO DA NOTTI EUROPEE - I risultati straordinari ottenuti in questi tre mesi e mezzo in Serie A - scrive La Gazzetta dello Sport - certificano l'immenso valore del lavoro svolto finora in panchina. Con trentadue punti raccolti in quindici gare, una media da vertice assoluto seconda solo a quella dell'Inter, e l'eliminazione della Juventus dalla Coppa Italia, l'allenatore campano ha rialzato una squadra che sembrava a terra. In Europa, tuttavia, il cammino è stato decisamente più tortuoso: dopo tre sconfitte consecutive, di cui due contro formazioni non irresistibili come Union St. Gilloise e Athletic Bilbao, è arrivato il duro scivolone di Dortmund. La Champions League rappresenta l'esame definitivo, il confine estremo in cui si sbaglia, si impara e si compie il salto di qualità. Questa sera, tutto l'ambiente si aspetta di ammirare un mister capace non solo di dominare in Italia, ma di calibrare perfettamente le proprie sicurezze per brillare anche sul palcoscenico più prestigioso.

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