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La storia siamo noi: la notte magica di Bergamo e la spinta inesauribile della New Balance ArenaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 20:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

La storia siamo noi: la notte magica di Bergamo e la spinta inesauribile della New Balance Arena

Il popolo atalantino trascina la Dea nell'epica rimonta contro il Borussia Dortmund. Dalla carica nel riscaldamento al boato per il rigore finale, il racconto di una serata indimenticabile

In una serata come quella vissuta per la super sfida tra Atalanta e Borussia Dortmund, la frase più significativa che affiora spontaneamente alla mente è inevitabilmente «La storia siamo noi». Un celebre verso di De Gregori declinato in un plurale che racchiude quarantotto ore in cui l'intera Bergamo si è riunita, dando vita a una notte talmente magica che, chi ha avuto il privilegio e la fortuna di viverla in prima persona, è destinato a raccontarla con orgoglio nel futuro. La Città dei Mille ne ha viste tante nella secolare storia dell'Atalanta Bergamasca Calcio, dove l'essere presenti sugli spalti è sempre stato avvertito come un dovere viscerale. Dalle sofferte lotte per mantenere la Serie A alle promozioni dopo le amare retrocessioni, fino ad arrivare, ovviamente, alle gloriose cavalcate europee di questi ultimi anni: tutto è sempre stato vissuto con la medesima, inesauribile passione, senza mai farsi influenzare dal nudo risultato. Certo, l'Atalanta di oggi è una grande e consolidata realtà internazionale, ma il motto di fondo resta granitico e immutato: si spinge sempre la squadra, nella buona e nella cattiva sorte.

LA CARICA DI PALLADINO E L'ARENA INFUOCATA - Raffaele Palladino ha notato e assorbito profondamente questo viscerale attaccamento del popolo bergamasco, tanto da essersi fermato ad assistere a questo spettacolo già durante le fasi di riscaldamento: quasi come se fosse il suo personale «workout» motivazionale mentre osservava i suoi ragazzi prepararsi alla battaglia. Il tecnico d'altronde era stato chiarissimo alla vigilia: «Domani saremo in ventitré più altri ventitremila. Voglio uno stadio infuocato». La risposta del pubblico si è tradotta in un risultato ambientale tanto coinvolgente quanto passionale, un'onda anomala che non ha travolto soltanto il tifo organizzato delle due curve (richiamando alla memoria il primo vero «Delirio totale nerazzurro» vissuto a Dortmund nel 2018), ma ha infiammato anche le tribune, rendendo l'arena un blocco unico e impenetrabile. L'impressione nitida era che l'intensità messa in campo dall'Atalanta fosse direttamente proporzionale a quella sprigionata dai suoi tifosi.

IL CRESCENDO DELLE EMOZIONI FINO AL TRIPUDIO - La cronaca emotiva del match è un'autentica scalata verso l'estasi - scrive stamane Tuttomercatoweb.com - . Prima l'esplosione di gioia per la rete di Scamacca, seguita a stretto giro dal tiro vincente di Zappacosta che ha alzato il volume dell'impianto in maniera letteralmente assordante. Si è poi arrivati al tris firmato da Pasalic, momento in cui la Curva Nord si è stretta in un unico, gigantesco abbraccio collettivo. La successiva e inaspettata rete del Borussia ha gelato solo per pochi istanti un pubblico che non ha mai smesso di crederci. Poi, al novantaseiesimo minuto, l'apoteosi: l'istante in cui Krstovic sembra essersi elevato in cielo spinto proprio da quei cori incessanti, venendo colpito in volto in area per il sacrosanto calcio di rigore.

LE LACRIME E IL SIPARIO - L'attesa per il penalty calciato da Samardzic è stata vissuta in un'atmosfera densa di tensione quasi palpabile: la rincorsa, il tiro, il pallone che gonfia la rete e la conseguente, liberatoria esplosione di gioia. Sugli spalti c'è chi ha urlato a squarciagola il nome di Lazar, chi si è abbracciato rotolando quattro file più in basso tra i seggiolini, e chi non è riuscito a trattenere le lacrime di commozione al triplice fischio finale. Il sipario è calato dolcemente sulle note maestose del coro «Bergamo», consolidando ulteriormente l'unione viscerale che si respira in casa Atalanta: ad oggi l'unica formazione italiana rimasta in corsa in Champions League, in un'ennesima e indimenticabile serata in cui Bergamo è tornata a volare alta, anzi, altissima.

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